Domenica, 19 aprile 2026 - ore 13.24

Le parole di Fiormaria | Massimo Negri - Casalmaggiore

E’ una raccolta di testi di e su Fiormaria Perdomini curata da Franco Giuseppe Bolsi (ex insegnante del Polo scolastico Romani)

| Scritto da Redazione
Le parole di Fiormaria | Massimo Negri - Casalmaggiore

Le parole di Fiormaria | Massimo Negri - Casalmaggiore

Cari amici di Welfare Cremona, sabato 19 ottobre 2024 presso la Biblioteca di Casalmaggiore ha avuto luogo la presentazione del libro “Fiore - Libro di libri – Sguardi, incontri, memoria” (editoriale Sometti). E’ una raccolta di testi di e su Fiormaria Perdomini curata da Franco Giuseppe Bolsi (ex insegnante del Polo scolastico Romani), delicato omaggio alla moglie scomparsa nella primavera del 2023.

Scorrendo l’Indice, i titoli dei libri di Fiormaria, a loro volta raccolte di poesie e di racconti, sono stati: Rosa d’inverno, Il pettirosso, Le stagioni dell’anima, Astrolabio, Padana e Fata Morgana, tutti editi da Sometti di Mantova. Titoli alquanto evocativi di un “fortissimo sentire”, ha sottolineato il professor Stefano Prandini tratteggiando la qualità delle opere.

Bypassando la parte filosofica della prolusione di Franco Giuseppe Bolsi, annoto solo il ricordo del suo primo incontro con Fiormaria, avvenuto “in una luminosa mattina di ottobre nell’aula di Fisica del nostro Classico”, proprio lì, nei locali della Biblioteca, interni del palazzo storico dei Barnabiti, un tempo sede del Ginnasio e del Liceo.

Il mio apporto all’evento si è articolato in due momenti. Dapprima, dal libro Padana, ho letto il racconto Giovanni, storia di un gatto soriano randagio, ormai solo, macilento e affamato, letteralmente salvato, in un gelido inverno, da Mimì, un altro micio che lo conduce nella casa dei sogni, dove una fata buona, amante dei gatti (e di due lupi neri) lo accudirà per il resto dei suoi giorni, sino a quando volerà in cielo sulle ali di una farfalla. Poi, ho letto Le parole di Fiormaria, accolte nel libro nella sezione Sguardi e che qui riporto in calce.

Cordiali saluti

Massimo Negri - Casalmaggiore

Le parole di Fiormaria

Gli amici Franco Giuseppe Bolsi e Fiormaria Perdomini, fondatori della Associazione culturale Fiorita di stelle, nel corso del tempo hanno promosso diverse iniziative letterarie. Ad alcune  sono stato invitato, bontà loro, nella veste di improbabile lettore nelle Biblioteche di Casalmaggiore e Sabbioneta. Per lo scopo di questa pagina, mi soffermo e limito al ricordo della lettura del libro di Fiormaria Fata morgana (ed. Sometti).

Sono racconti brevi dotati, ciascuno, di vita propria ma tenuti insieme da una prosa lirica che rimanda ad atmosfere passate di una pianura padana descritta con parole ricercate, magari desuete che talvolta costringono al dizionario. Una piccola fatica ampiamente ripagata dal piacere di ritrovare, attraverso i sinonimi, i significati più comuni o di scoprirne di nuovi.

 Provo a fornire qualche esempio. “[In settembre] il cielo s’ingarbuglia in cirri di lana d’angora, poi all’improvviso si rasserena, aprendo il viso cilestrino”. In forma meno poetica, i cirri sono le nubi bianche d’alta quota, mentre cilestrino è il più diffuso celeste.

 In seguito leggendo che, sempre in autunno, “gli olmi, appesantiti dal fogliame granata, si estenuano nelle ventate tepide che soffiano da ponente”, subito ho pensato a un refuso salvo poi verificare che tepide è l’equivalente raro di tiepide, ovvero mitigate rispetto al vento caldo dell’estate di cui cantava Alice.

 Infine, due immagini invernali: “Nei fossi gelati si specchiava il giorno tinto di lapislazzulo. Grumi di madreperla incrostavano l’orizzonte avvolto in carta da zucchero. La piana pareva una turchese incastonata”.  Il termine lapislazzulo deriva dal latino lapis, pietra e dall’arabo lazhward, azzurro. Quindi, in parafrasi, la pianura pareva una pietra preziosa color turchese, conosciuta sin dall’età antica come simbolo di saggezza, portatrice di pace ed equilibrio. 

 Grazie alle parole di Fiormaria.

 

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