Nel documento si impegnano la Giunta e l’ufficio di presidenza del Consiglio “a stabilire il numero degli studenti che possono essere accolti ogni anno in alternanza scuola-lavoro presso le strutture regionali; a definire i criteri e le modalità di attuazione e di promozione di percorsi di alternanza; ad attivare possibili percorsi di alternanza fin dal presente anno scolastico presso le sedi di Regione Lombardia, del Consiglio regionale e delle società del Sistema regionale; a rendere note, attraverso gli strumenti ufficiali a disposizione del Consiglio e della Giunta, le procedure con le quali sarà possibile presentare domanda da parte degli istituti scolastici; a tenere informata la commissione consiliare competente riguardo i criteri adottati e il numero degli studenti in alternanza presenti presso le strutture regionali”.
“Sia la legge nazionale che quella regionale stabiliscono di sviluppare e rafforzare un modello integrato di alternanza scuola lavoro e di promuovere un sistema unitario in materia di istruzione, formazione e lavoro – spiega Fabio Pizzul, consigliere regionale del Pd e primo firmatario della mozione –. Una buona cosa, se si considera che in Lombardia i Neet, i ragazzi che non lavorano, non studiano e vivono situazioni di grave disagio, sono circa 260mila e che quindi è necessario promuovere maggiormente politiche di completamento degli studi e di inserimento nel mondo lavorativo”.
D’altra parte, ricorda Pizzul, la legge regionale stabilisce anche che “la Giunta regionale definisce le modalità per la realizzazione dell'integrazione tra formazione e lavoro nei percorsi di qualifica e diploma di istruzione e formazione professionale e, di fatto, tutte le istituzioni scolastiche di secondo grado stanno predisponendo progetti proprio in queste settimane. Ma la mancanza di intervento da parte di Regione Lombardia comporterebbe un’interruzione dell’iter”.



