Lunedì, 17 dicembre 2018 - ore 15.41

Milano, Monza Brianza e Bergamo province di manager

A Cremona 361, secondo l'analisi di DAS Generali Italia.

| Scritto da Redazione
Milano, Monza Brianza e Bergamo province di manager

DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, in occasione del lancio della polizza Difesa Manager ha elaborato un’analisi sui manager delle imprese lombarde, esaminando anche i principali rischi cui vanno incontro nell’esercizio delle loro funzioni

Nelle province di Milano, Monza e Brianza e Bergamo lavora complessivamente circa l’86% dei manager delle imprese lombarde, che nella stragrande maggioranza dei casi sono uomini con un’età superiore ai 50 anni1. È quanto emerge da un’analisi di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che ha studiato una nuova soluzione (Difesa Manager) per fornire assistenza legale nei procedimenti penali, civili e amministrativi in cui possono essere coinvolti i dirigenti nell’esercizio delle loro funzioni.

Dopo Milano, dove è attivo il 75% dei dirigenti della regione (circa 36 mila), la provincia lombarda con la più alta quota di manager è quella di Monza e della Brianza (6%, 2.949) seguita a stretto giro da Bergamo (5%, 2.629). Al quarto posto della graduatoria elaborata da DAS si posizionano a pari merito Varese (1.638) e Brescia (1.524) entrambe con il 3%. A Como lavora il 2% dei manager (835), mentre la restante quota del 6% è distribuita nelle province di Pavia (540), Cremona (361), Mantova (465), Lecco (495), Lodi (271) e Sondrio (139).

In totale in Lombardia lavorano quasi 48 mila manager, di cui circa l’83% è di sesso maschile con un età che in un poco più di un caso su due (55%) supera i 50 anni. Alle donne, che rappresentano il 17% del totale, va la palma delle dirigenti più giovani: oltre la metà (59%) ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni. A livello nazionale la Lombardia conquista il record dei dirigenti più giovani d’Italia: il 47% ha meno di 50 anni.

“Con sempre maggiore frequenza – spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di DAS – i dirigenti sono chiamati in causa per responsabilità penali e civili di vario tipo. Il quadro è reso più complesso dall’introduzione di nuove normative, come ad esempio il Regolamento Europeo 679 del 2016 (General Data Protection Regulation) che introduce sanzioni amministrative fino al 4% del fatturato mondiale della società per le violazioni delle disposizioni sulla privacy. Di fronte a questo scenario – conclude Grasso – abbiamo studiato una copertura partendo dall’analisi di quelle che sono le principali violazioni in cui incorrono le figure apicali delle aziende”.

Su 220 sentenze esaminate a livello nazionale, relative ad azioni civili di responsabilità verso gli amministratori e riferite al periodo 2003 – 2013, quasi il 44% ha riguardato casi di “violazione della diligenza” e circa il 33% “irregolarità contabili”. Poco più di 1 sentenza su 4 (28%) ha avuto per oggetto casi di “prosecuzione dell’attività dopo la perdita del capitale sociale” e circa il 16% casi di conflitto di interessi. Meno rilevanza hanno avuto gli “atti eccedenti l’oggetto sociale o i poteri” (circa il 6% delle sentenze). Nel 40% delle sentenze è stata riconosciuta la responsabilità degli amministratori.

Oltre che in Lombardia (47%) la quota maggiore di dirgenti under 50 si registra nel Trentino Alto Adige (43%) e nelle Marche (42%). Seguono con una quota del 40% ciascuna, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Piemonte. Secondo quanto rielvato da DAS, quasi la metà (45%) dei dirigenti lavora in Lombardia e poco più del 15% nel Lazio. La loro presenza è significativa anche in Emilia-Romagna (9%) e Veneto (7%). Nel nostro Paese solo il 15% dei dirigenti è di sesso femminile, la percentuale sale al 19% in Basilicata e si attesta al 17% in Lombardia e nel Lazio.

Dall’analisi di DAS si evince che meno dell’1% (0,89%) dei lavoratori dipendenti delle imprese italiane sono manager, con una concentrazione più elevata in Lombardia (1,6%, quasi 48 mila), Lazio (1,1%, oltre 16 mila) e Piemonte (1,04, poco meno di 10 mila), più bassa in Calabria (0,12%), Basilicata e Molise (0,13 ciascuno).

Difesa Manager è la copertura assicurativa di tutela legale specifica per le figure apicali delle aziende. Offre l’assistenza legale necessaria per difendersi di fronte a procedimenti penali, civili e amministrativi.

Sotto il profilo penale la polizza copre sia i procedimenti penali di natura colposa (ad esempio per un infortunio a un dipendente dell’azienda), sia quelli di natura dolosa (a esempio per presunti reati societari quali le false comunicazioni sociali a danno di creditori); in quest’ultimo caso, però, il rimborso delle spese è garantito purché non vi sia una sentenza definitiva di condanna.

La garanzia opera anche di fronte a procedimenti derivanti da violazioni del nuovo regolamento europeo della privacy noto come “GDPR”.

La copertura prevede il rimborso di tutte le spese legali e processuali anche nel caso si debba difendere da una richiesta di risarcimento per danni, o la si debba promuovere contro terzi.

DAS ha esteso la copertura non solo ai rappresentanti legali delle aziende, ai membri degli organi collegiali delle società (consiglio di amministrazione, collegio sindacale, organismo di vigilanza) ma anche ai procuratori speciali, ai quadri e a tutti coloro che in azienda sono responsabili della privacy o del servizio di protezione e prevenzione.

La soluzione proposta offre massimali variabili, fino a 200.000 euro per singolo sinistro.

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