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Mostra di Fabrizio Merisi. Pesci fasciati, frammenti di luce, cuciture e reliquie.

A cura di Marco Tanzi Inaugurazione: mercoledì 29 aprile 2015 ore 17, presso Antichità Mascarini, Via Janello Torriani, 10 Cremona

| Scritto da Redazione
Mostra di Fabrizio Merisi. Pesci fasciati, frammenti di luce, cuciture e reliquie.

Periodo espositivo: da giovedì 30 aprile a mercoledì 20 maggio 2015

Orari d'apertura: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00

Da qui prende forma – e significato – la nuova stagione, sempre più orientata verso la totale tridimensionalità, dei c orredi augurali , dei frammenti di luce, delle cuciture e reliquie; e viene spontanea la riflessione su quanto possa avere influito su questi approdi la pratica quotidiana con i materiali conservati nel bellissimo Museo del Lino di Pescarolo, uno dei più interessanti musei etnografici dell’Italia settentrionale, accudito con amore e dedizione da anni da uno scelto gruppo di volontari e diretto da Fabrizio dal 1996. Le cose di una vita, di più vite, di una civiltà legata a gesti e a culti perduti, gli attrezzi, i tessuti, la cultura; anche il recupero depurato e intellettualizzato del culto della Grande Madre che sembra quasi ossessionare molti disegni di Fabrizio alla metà degli anni Cinquanta.

C’è una concezione non solo rituale, ma anche quasi tribale in questi corredi augurali, manufatti solo all’apparenza semplici ma di una complessità concettuale del tutto particolare e frutto di un lavorio intenso, in una dimensione dello spirito quasi zen. Assemblare questi materiali tanto eterogenei – legno, gesso, tela imbottita e cucita, cartapesta, garza, frammenti di carta, tela e corde dipinti all’acquerello,

filo di ferro, steli di penne di pavone; e ancora cera, pongo, spilli e spille cieche, tralci di potatura di Rosa banksiae e altro ancora: si può leggere nelle didascalie delle varie opere –, suggellarli a volte con versi minutissimi del De rerum natura, fare in modo che la loro valenza simbolica assuma connotati ermetici e arcani e far sì che la cifra stilistica peculiare che li individua sia la loro vibratilità alla luce mutevole dell’atmosfera è un esercizio fascinoso e quasi impenetrabile.

Questa volta le teche che contengono le opere sono reali e non metaforiche, solo ovvie protezioni: la delicatezza infatti è l’altra sigla distintiva dei corredi, di una raffinatezza cromatica esasperata e studiatissima. Ogni accordo, ogni nuance, ogni contrasto è frutto di un’elaborazione mentale sottile e attentissima: una disciplina accanita, da monaco medioevale o da samurai, come Hattori Hanzō. Non ce n’è uno uguale a quell’altro e ognuno ha il suo preciso significato, la sua peculiare personalità, la sua sigla di unicità.

Dalla prefazione di Marco Tanzi al catalogo.

Antichità Mascarini Via Janello Torriani, 10 Cremona

mascariniantichita@gmail.com

Copertina del catalogo, disponibile in galleria.

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