Venerdì, 17 settembre 2021 - ore 17.53

Nel 2050 l’acquacoltura marina mondiale sarà più che raddoppiata

Tecnologie offshore e onshore in crescita soprattutto in Asia, Europa e America Latina

| Scritto da Redazione
Nel 2050 l’acquacoltura marina mondiale sarà più che raddoppiata

Secondo il primo rapporto “Marine Aquaculture Forecast to 2050” pubblicato dalla società di assurance e gestione del rischio DNV, «Nel 2050 la produzione di animali acquatici d’allevamento sarà più che doppia rispetto ad oggi, passando da 30 a 74 milioni di tonnellate l’anno (Mt/yr). Tuttavia, se il settore non affronterà entro il 2030 questioni chiave legate alla sostenibilità, a metà secolo la produzione non riuscirà a soddisfare la domanda».

L’acquacoltura marina potrebbe svolgere un ruolo essenziale ell’assicurare disponibilità di cibo a una popolazione globale che entro il 2050 supererà i 9 miliardi di persone. Si stima che per quell’anno la produzione complessiva di pesci pinnati (come il salmone dell’Atlantico), crostacei (come i gamberetti), e molluschi (come ostriche e mitili) raggiungerà a livello globale una quantità equivalente al pescato attuale, per il quale non ci si aspetta un incremento.

Remi Eriksen, group president e CEO di DNV, ricorda che «Le Nazioni Unite  hanno dichiarato il periodo 2021-2030 Decennio delle Scienze Oceaniche per lo Sviluppo Sostenibile. Le previsioni non sono una scienza esatta, ma riteniamo che rimangano uno strumento prezioso per un settore che deve attraversare un passaggio difficile, ma potenzialmente premiante, tra la protezione degli oceani e la valorizzazione delle loro risorse».

Il rapporto affronta la cosa con piglio ottimista: «L’attenzione verso gli impatti ambientali, la salubrità del pesce e la concorrenza per l’uso delle acque costiere e interne porteranno allo sviluppo di tecnologie di produzione innovative, che faranno guadagnare significative quote di mercato alle specie di pesce pinnato ad alto valore aggiunto».

DNV prevede che «Nel 2050 la produzione di pesce pinnato in mare aperto rappresenterà una quota di mercato pari al 13%, mentre la produzione da piscicoltura a terra raggiungerà il 10%, entrambe partendo da un valore attuale molto modesto. Sempre nel 2050, la piscicoltura convenzionale manterrà una quota di circa il 77%».

Per Eriksen «La previsione supporta la nostra opinione secondo cui la futura domanda di prodotti ittici può essere soddisfatta in modo sostenibile solo con un’ondata di innovazione tecnologica nell’acquacoltura marina. Raggiungere questi livelli di produzione richiede innovazione su molti fronti, comprese le tecnologie per intensificare la produzione».

Le nuove tecnologie offshore per il pesce pinnato possono aumentare la resa e ridurre le richieste di spazio: nel 2050 l’area totale potrebbe essere ridotta della metà rispetto a una produzione come quella attuale. Ridimensionando la produzione offshore di pesce, la produzione media di cibo di pesce per km2 può aumentare di circa il 10%, fino a 850 tonnellate per km2.

La trasparenza e la tracciabilità rimangono fondamentali per la crescita: i risultati del rapporto sottolineano che sono necessarie politiche, meccanismi e tecnologie che incoraggino e consentano la trasparenza e la tracciabilità lungo tutta la catena del valore per accelerare la crescita sostenibile della produzione dell’acquacoltura marina.

Il pesce pinnato d’allevamento dà il contributo più importante all’approvvigionamento alimentare mondiale dall’acquacoltura marina: ha il rapporto peso vivo-commestibile più favorevole e il più alto contenuto proteico. I ricercatori NDV ritengono che «Con le nuove tecnologie di produzione e la riduzione dei costi, l’attenzione futura sarà rivolta a queste specie di alto valore. I molluschi rimarranno la specie più allevata per peso vivo».

Per quanto riguarda la crescita della produzione di alghe, dipende dalla tecnologia: «C’è un crescente interesse per la produzione di alghe nei Paesi sviluppati e ad alto costo, dove saranno necessarie nuove tecnologie che riducano i costi del lavoro manuale per lo sviluppo del settore».

Nella produzione rimarranno forti differenze regionali: la grande maggioranza della produzione dell’acquacoltura marina sarà in Asia, il resto in gran parte in  Europa e America Latina. Il sud-est asiatico vedrà una crescita continua dell’acquacoltura marina di pesci pinnati in acque protette. L’allevamento ittico offshore si consoliderà molto in Cina, in Europa e in America Latina. L’allevamento onshore di specie marine dventerà una realtà solida in Cina, Europa e Nord America.

Bente Pretlove, direttore di programma del gruppo ricerca & sviluppo di Ocean Space, conclude: «Secondo i nostri modelli, i costi di produzione scenderanno grazie alle esperienze maturate e alle innovazioni tecnologiche, che traineranno l’adozione di nuove tecnologie di piscicoltura. Questa tendenza si svilupperà in particolare in Cina, Europa e America Latina. Il prerequisito per ridurre i costi della piscicoltura anche nel lungo termine sarà la standardizzazione delle fasi di progettazione e gestione. L’aumento della popolazione, il miglioramento dei livelli di vita e le tendenze nutrizionali faranno crescere la domanda, ma la produzione dell’acquacoltura marina non riuscirà a far fronte a questa crescita se non affronterà le barriere chiave legate alla sostenibilità che la ostacolano».

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