NEL SOLCO DI SEVERINO Appunti per una filosofia della caverna di Piero Carelli
Breve introduzione Un testo, il mio che conclude quello che io definisco il “ciclo autobiografico”, una risposta a un’esigenza forte che ho avvertito giunto all’età del tramonto: l’esigenza di fare i conti con me stesso. Tutto è partito dal mio CHIUNQUE TU SIA, la mia autobiografia “spirituale” (la mia tormentata ricerca sul problema-Dio), poi è stata la volta di un’autobiografia di tipo “tradizionale” (una lunga lettera alla mia nipotina, corredata da foto, in cui racconto le tante storie d’amore che hanno consentito a lei di esistere) e ora questa Lettera aperta a Severino che costituisce la mia autobiografia “intellettuale”. Un semplice espediente leÆ©erario la leÆ©era al mio Maestro? In parte sì: qui mi occupo in gran parte di problemi che esulano dal pensiero di Severino. In parte, però, no: non solo dedico un corposo capitolo ai suoi paradossi, ma in ogni capitolo altro non faccio che valorizzare i suoi “aÆ©rezzi”: è questo che spiega il ÆÂÂÂtolo NEL SOLCO DI SEVERINO.

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