Giovedì, 12 dicembre 2019 - ore 17.24

NELLA VICENDA MORO CI FU UN LATO OSCURO MAI ILLUIMINATO di Agostino Spataro

“Moro è mediatore delle BR, ma chi è il mediatore tra Moro e i partiti? Craxi accenna a volerlo fare (cancellatura) ma non lo fa. Perché?

| Scritto da Redazione
NELLA VICENDA MORO CI FU UN LATO OSCURO MAI ILLUIMINATO di Agostino Spataro

NELLA VICENDA MORO CI FU UN LATO OSCURO MAI ILLUIMINATO di Agostino Spataro

 Sulla vicenda del sequestro e dell’assassinio dell’on. Aldo Moro ci furono le lettere dello statista democristiano dalla prigionia delle BR (le conosciamo tutte o solo una parte?) analizzate e interpretate da Leonardo Sciascia polemicamente e in controtendenza, ma vi furono altre lettere, note o rimaste riservate, fra le quali queste scambiate fra Renato Guttuso e Sciascia, (casualmente da me rinvenute presso la fondazione Gramsci di Roma) in cui il pittore mette il dito nella piaga quando afferma una verità evidente eppure raramente rilevata.

Nella lettera, Renato Guttuso mostra, con acutezza di osservazione, un lato tuttora oscuro della tragica vicenda di Aldo Moro. Domanda e si domanda: chi è il mediatore tra Moro e i partiti? Ma non c’è un mediatore. Guttuso chiude con un pesante “ Perché?” . Lasciando a Sciascia la facoltà di rispondere agli interrogativi e alla classe politica del tempo il dovere di chiarire i suoi, anomali comportamenti durante quei 55 giorni che cambiarono, deviarono la storia d’Italia, della democrazia repubblicana.

“Moro è mediatore delle BR, ma chi è il mediatore tra Moro e i partiti? Craxi accenna a volerlo fare (cancellatura) ma non lo fa. Perché?

Di questa dolorosa vicenda (cancellatura) mi pare tu veda solo un aspetto (anche se molto importante): il potere uccide Moro. Ma Moro è lui stesso il potere, lo è fino al momento del suo sequestro, e cerca di (cancellatura) continuare a esserlo pur da prigioniero; ma la vicenda ha molti altri risvolti.”

Una sottile annotazione- quella di Guttuso - che, ancora oggi, può essere usata come una chiave per aprire, e scoprire, uno scenario politico inquietante da cui i partiti si ritrassero. Volutamente.

Una sensazione che avvertii anch’io (deputato comunista senza galloni) per il fatto che durante la lunga prigionia di Moro (quasi 2 mesi!) il Parlamento, la più alta rappresentanza della sovranità e della volontà del popolo italiano, non svolse un ruolo, un’azione unitaria all’altezza del gravissimo dramma che si stava consumando, per la ricerca della verità e, soprattutto, del nascondiglio in cui era ristretto Moro. Per liberarlo.  

Il fatto sarà notato anche da Sciascia il quale- nella sua risposta a Guttuso - scrive: “Quel che leggo in questi giorni sui giornali, riguardo al cosidetto dibattito in parlamento, mi atterrisce: mai il parlamento italiano è stato così esemplarmente negato alla verità, così negativo nei riguardi della verità, come in questo momento…”

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