Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 07.00

Sciascia e Guttuso: una bella amicizia, polemicamente vissuta | Agostino Spataro

Due lettere inedite (e relativi commenti e annessi) di Renato Guttuso e di Leonardo Sciascia rinvenute, casualmente, nell’archivio della Fondazione “Gramsci”, che mi sembrano illuminanti della lunga e franca amicizia tra i due, in una fase drammatica della storia d’Italia.

| Scritto da Redazione
Sciascia e Guttuso: una bella amicizia, polemicamente vissuta | Agostino Spataro

Sciascia e Guttuso: una bella amicizia, polemicamente vissuta | Agostino Spataro

Due lettere inedite (e relativi commenti e annessi) di Renato Guttuso e di Leonardo Sciascia rinvenute, casualmente, nell’archivio della Fondazione “Gramsci”, che mi sembrano illuminanti della lunga e franca amicizia tra i due, in una fase drammatica della storia d’Italia.

Non penso di aver fatto uno scoop (dalle mie parti “fari li scoppi” significa fare un salasso a un malcapitato), e nemmeno di dover pregare qualcuno per la pubblicazione dei materiali . Chi lo desidera può pubblicarli liberamente, in tutto o in parte, purché citi, correttamente, la fonte.

Agostino Spataro

https://montefamoso.blogspot.com/2019/07/caro-leonardo-caro-renatodue-lettere.html

1… Confesso che ho esitato prima di scrivere qualcosa a commento di queste due lettere, inedite, di Renato Guttuso e di Leonardo Sciascia.

L’esitazione deriva da un certo pudore che ti sorprende quando stai per entrare nell’intimità di due eminenti personalità della cultura che in queste lettere si parlano da amici veri ossia francamente e lealmente, fornendoci un ritratto, per molti versi, inedito della loro amicizia, delle loro opinioni.

D’altra parte, la pubblicazione non viola la loro sfera strettamente privata, personale, soltanto ci consente di conoscere taluni punti di vista, interessanti e ai più sconosciuti, di due intellettuali che con le loro opere hanno influenzato settori importanti dell’opinione pubblica.

Ho esitato anche perché, cadendo in quest' anno il 30° anniversario della morte di Sciascia, si rischia di essere intruppati in certi cortei dove taluni sfilano per mero desiderio di visibilità, sperando di essere illuminati dalla luce riflessa che emana l’illustre defunto.

Personalmente, non fui “amico” di Sciascia nel senso che con lui non ebbi mai un’intimità, una frequentazione intensa sul piano personale.

L’ho incontrato in qualche convegno. Una sola volta andai a trovarlo alla “Noce”, nella sua casa di campagna, a Racalmuto.Di più mi capitò d’incontrarlo alla Camera dove, di tanto in tanto, veniva quando era deputato radicale.

Incontri casuali, dunque, (per me molto graditi) come possono avvenire fra due compaesani che si ritrovano in una piazza di una città lontana.

Un caffè alla buvette e poi quattro chiacchiere, avanti e indietro, nel corridoio dei “passi perduti”.

Il mio approccio con lo scrittore era, prima di tutto, quello del lettore, dell’estimatore del suo stile letterario, del suo scrivere conciso ed efficace nella rappresentazione e nell’intuizione. Molta la stima, ma senza mitizzare alcunché. Del resto, quasi mai parlammo dei suoi libri e di letteratura in genere. Eravamo nel tempio della politica ed era giocoforza parlare di cose politiche sulle quali, per altro, non sempre si era d’accordo.

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Contiene: Sciascia e Guttuso, una bella amicizia, polemicamente vissuta; trascrizione della lettera (manoscritta) di Renato Guttuso a Leonardo Sciascia; fotocopia della lettera di Sciascia a Guttuso;  Post Scriptum: commento ai passaggi salienti delle missive; fotocopia della lettera manoscritta di Guttuso a Sciascia; documentazione / articoli collegati.

 

 

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