Domenica, 23 gennaio 2022 - ore 17.11

Palazzo Hybrid, meno 90% di consumi con la luce riciclata

CONVERSIONE DEI SISTEMI E DELLE TECNOLOGIE ENERGETICHE NEI MUSEI

| Scritto da Redazione
Palazzo Hybrid, meno 90% di consumi con la luce riciclata Palazzo Hybrid, meno 90% di consumi con la luce riciclata Palazzo Hybrid, meno 90% di consumi con la luce riciclata Palazzo Hybrid, meno 90% di consumi con la luce riciclata

Progetto Pilota di Conversione dei Sistemi e delle Tecnologie Energetiche nei Musei promosso dal Ministero della Cultura - Direzione Regionale Musei Umbria, con il patrocinio di Enea e del Politecnico di Milano, elaborato da Geo Florenti (Artista e innovatore di tecnologie energetiche), Mauro Annunziato (Artista e Direttore della Divisione Smart Energy di ENEA), Gisella Gellini (Curatrice e Docente di Light Design alla Scuola del Design del Politecnico di Milano) e Paola Mercurelli Salari (Direttrice Palazzo Ducale di Gubbio). Palazzo Hybrid (©Geo Florenti) è un progetto “concept” per affermare il ruolo dell’arte nella sua capacità di incontrare e supportare un modello di vita maggiormente sostenibile e aprire la strada, con un esempio applicativo presso il Palazzo Ducale di Gubbio, verso lo sviluppo di una nuova sensibilità del mondo dell’Arte per il rispetto dell’Ambiente. Il focus del progetto si concentra su una illuminotecnica di nuova concezione, che unisce una tecnologia innovativa ad un design essenziale ed ecocompatibile. Palazzo Hybrid prevede la profonda rivisitazione dei sistemi energetici ed illuminotecnici del museo ed un abbattimento in misura superiore al 90% del consumo energetico attualmente riscontrato. L’abbassamento dei consumi di energia di rete e la semplificazione delle materie prime utilizzate nella componentistica delle nuove tecnologie illuminotecniche proposte, sono i binari sui quali si sviluppa il progetto Palazzo Hybrid. L’obiettivo è di costituirsi come Progetto Pilota portatore d’innovazione per la fruizione del patrimonio artistico. Pertanto, nell’ottica dell’abbassamento dei consumi di energia, il primo passo da compiere è quello di complementare nuove soluzioni puntando sulle tecnologie d’illuminazione a led tenuto conto che è stato riscontrato che la maggior parte dei musei ha in dotazione sistemi di illuminazione basati principalmente su corpi illuminanti alogeni caratterizzati da un elevato consumo di energia. Una prima formula, proposta dai produttori convenzionali di corpi illuminanti a led, è con utilizzo di alimentatori (Driver), che trasformano da corrente alternata a bassa tensione 230V AC delle reti convenzionali, in corrente continua a bassissima tensione, tra 12V e 70V DC (i led funzionano tutti a bassissima tensione). Nella componentistica tecnologica dei corpi illuminanti, l’alimentatore è l’elemento che ha il costo più alto (economico, energetico ed ambientale) di produzione, di consumo e per il relativo smaltimento, oltre a essere l’elemento instabile della tecnologia illuminotecnica per l’alto numero di componenti elettroniche che contiene. E' bene specificare che il led ha una lunga durata, (fino a 15 anni se il sistema di alimentazione è STABILE) ma i circuiti e i microchip di controllo inseriti dai produttori di corpi illuminanti, realizzati prevalentemente nei paesi asiatici (materie prime, fabbricazione, assemblaggio), non sempre sono realizzati con standard qualitativi elevati, perciò la durata di un corpo illuminante dipende molto dall'assemblaggio delle componenti. La seconda variante di corpi illuminanti a led, proposta dai produttori, è con l’utilizzo di Led “Chip Driver Integrato”, anche in questo caso instabile (l’instabilità costante deriva dall’usura delle componenti elettroniche nel tempo). Le garanzie di funzionamento delle tecnologie illuminotecniche convenzionali a led, rilasciate dai produttori di corpi illuminanti, si riducono fino a 2 anni proprio per l’instabilità dei sistemi di trasformazione elettronici utilizzati, ricordando, ancora una volta, che il led ha una garanzia di 15 anni se il sistema di alimentazione è STABILE in DC. Altri punti a sfavore delle tecnologie illuminotecniche convenzionali sono quelli dell’utilizzo della plastica e l’uso di materie inquinanti in generale per la costruzione dei corpi illuminanti, con tecniche di produzione della componentistica con elevato consumo energetico, realizzati prevalentemente nei paesi asiatici, (materie prime, fabbricazione, assemblaggio), produzioni oggi bloccate per l’attuale Crisi Globale di materie prime e di energia. Si può affermare che oggi il Mondo ha in uso tecnologie fuori produzione. Poiché l’illuminazione del prossimo futuro sarà esclusivamente a LED, per evitare la sovrapproduzione di sistemi elettronici per la trasformazione della corrente, necessari al funzionamento, il progetto Palazzo Hybrid esplora una soluzione al problema: abbassare il voltaggio della rete d’illuminazione dei soli ambienti dell’immobile, permettendo così l’inserimento di corpi illuminanti a led senza uso di sistemi di trasformazione della corrente per ogni corpo illuminante, come proposto appunto in tutte le tecnologie convenzionali. Per convertire l’intero museo, l’operazione prevede la realizzazione di alcune piccole Centraline, ognuna contenente un classico Trasformatore Meccanico e un Ponte di Graetz, utili alla trasformazione dell’energia di rete 230V CA in corrente continua a bassissima tensione STABILE. Le centraline saranno posizionate in prossimità delle scatole di derivazione degli ambienti, e avranno il ruolo di intercettare i fili elettrici dell’impianto d’illuminazione e di cambiarne i valori: dalla rete 230V AC in una rete che può variare dai 12V ai 70V in DC, una rete a bassissima tensione per i soli ambienti. Un’unica centralina può coordinare più ambienti contemporaneamente. Nel Palazzo Hybrid la corrente alternata 230V rimarrà solo nelle dorsali e nelle prese di corrente dell’immobile, e gli impianti di illuminazione degli ambienti saranno convertiti in corrente continua a bassissima tensione. Il progetto prevede l’estrema semplificazione della componentistica tecnologica utilizzata composta da un unico trasformatore meccanico, realizzato in ferro e rame, con una garanzia reale di 15 anni. Anche il secondo elemento, il Ponte di Graetz, ha una garanzia reale di 15 anni. Inoltre, anche i produttori di led rilasciano una garanzia reale di 15 anni solo se il sistema di alimentazione è STABILE, così come proposto, in anteprima, in Palazzo Hybrid. In base alle caratteristiche tecnologiche delle componenti utilizzate nella tecnologia e in base alla garanzia rilasciata dai produttori (Trasformatore, Ponte di Graetz e Led), si può determinare che la tecnologia proposta in Palazzo Hybrid ha una garanzia reale di 15 anni, il che comporta una minima manutenzione sugli impianti illuminotecnici nel tempo. Inoltre, i corpi illuminanti proposti nel progetto Palazzo Hybrid sono realizzati in materiali ecocompatibili (ceramica autoindurente, cellulosa) prodotti totalmente in Italia. Una tecnologia Made in Italy che verifica la provenienza delle materie prime utilizzate per la realizzazione della componentistica, necessariamente riciclate con tecniche a impatto ambientale prossimo allo zero. Anche il processo di produzione della componentistica che compone la tecnologia è sotto una rigida attenzione, favorendo tecniche di fabbricazione con impegno di consumo energetico di rete prossimo allo zero, in un processo di produzione ecocompatibile a “km 0”. La sfida del progetto Palazzo Hybrid è di definire un assetto giuridico, finanziario ed economico che lo renda facilmente replicabile nelle strutture museali italiane pubbliche. L’idea centrale è che il progetto sia in grado di autofinanziarsi in modo preponderante con i proventi dei risparmi energetici, senza richiedere ulteriori investimenti da parte delle strutture museali ma viceversa, produca un ritorno economico dalla riduzione della spesa energetica, che vada, all’interno del ciclo di vita della tecnologia impiegata (15 anni), oltre il ritorno dell’investimento stesso in modo da produrre un chiaro abbattimento della spesa corrente del museo. Inoltre l’obiettivo è di costituire un modello giuridico di riferimento specifico per la pubblica amministrazione delle strutture museali perfettamente compatibile con le norme vigenti sugli appalti pubblici. Questa posizione è strategica in modo da dimostrare come la sostenibilità abbia in sé le risorse non soltanto per salvare il Pianeta ma anche per immettere innovazione nelle attuali strutture. Effetti del progetto nel caso pilota del Palazzo Ducale di Gubbio La spesa energetica per illuminazione elettrica del Palazzo Ducale, negli anni 17-19 è stata di circa 20.000 Euro/anno a fronte di un consumo di circa 100.000 kWh. Il risparmio di energia prodotto da Palazzo Hybrid è pari a circa il 90 % del consumo elettrico. Il prodotto di tale intervento produrrebbe un risparmio di 90.000 kWh a fronte di una spesa annuale di circa 2.000 euro. Nella prima fase, il 31.01.2022, verrà applicata la tecnologia al SALONE d’ONORE del Palazzo Ducale di Gubbio, che attualmente ha in dotazione un sistema d’illuminazione basato su utilizzo di lampade alogene con un consumo complessivo superiore a 6000W/h. L’istallazione, la tecnologia d’illuminazione proposta in Palazzo Hybrid, circa 24 corpi illuminanti a led funzionanti su una rete inedita STABILE 48V DC, ha un consumo di circa 600W/h. La Dimostrazione di Funzionamento durerà tre mesi, tempo nel quale saranno valutate le prestazioni e, se l’esito sarà positivo come avvenuto nelle sperimentazioni, sarà convertito l’intero museo che farà da apripista a tutti gli altri musei. Promosso da: Patrocinato da:

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