Pantani di Marco Martinelli, al Teatro Ponchielli martedi 31 marzo (ore 21.00), è uno spettacolo complesso, un atto d’amore verso il ciclismo degli eroi, degli uomini imprevedibili e sventurati capaci di scattare su tornanti sfiancanti, di cadere e rialzarsi, di sognare, perdersi, e, troppo fragili, di lasciarsi precipitare. La ricostruzione di fatti controversi e di emozioni ci mette a confronto con il nostro bisogno di miti e con la loro sfaccettata, esposta ambiguità. Lo spettacolo è vincitore del Premio Ubu 2013 quale “nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica” e Marco Martinelli ha ottenuto due nomination come “miglior regia”.
I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372 022001/02).
Questi i prezzi dei biglietti:
platea e palchi € 18,00 – galleria € 13,00 - loggione € 10,00
Dialoghi con aperitivo intorno al Teatro
Curiosità relative allo spettacolo Pantani potranno essere scoperte grazie all’incontro, che si terrà presso il Caffè del Teatro Ponchielli (Corso Vittorio Emanuele 52) martedi 31 marzo alle 18.00, dove MARCO MARTINELLI ed ERMANNA MONTANARI verranno intervistati da NICOLA ARRIGONI critico teatrale del quotidiano La Provincia di Cremona. Ingresso libero.
martedi 31 marzo ore 21.00
TEATRO DELLE ALBE
Pantani
di Marco Martinelli
ideazione Marco Martinelli e Ermanna Montanari
personaggi e interpreti
Tonina Belletti
Paolo Pantani
Manola Pantani
L’Inquieto
Cameraman/Spillo/Roberto Conti (ciclista)
Giancarlo Ceruti (presidente Federciclo)
Renato Vallanzasca
secondo medico addetto al controllo il 5.6.1999
Ministro Maurizio Gasparri/Jumbo
Fabiano Fontanelli (ciclista)
Davide Boifava (direttore sportivo) Camorrista/Biologo addetto al controllo il 5.6.1999
Giornalista/Segretaria di Ceruti
Siringa di Montecatini/Elisa A.
Primo medico addetto al controllo il 5.6.1999
Ispettore responsabile del controllo il 5.6.1999
Coro
Ermanna Montanari
Luigi Dadina
Michela Marangoni
Francesco Mormino
Roberto Magnani
Alessandro Argnani
Laura Redaelli
Francesco Catacchio
Fagio
Alessandro Argnani, Roberto Magnani,
Michela Marangoni, Laura Redaelli
regia Marco Martinelli
14 febbraio 2004: Marco Pantani viene ritrovato senza vita in un residence di Rimini. Aveva appena compiuto 34 anni. Dopo i trionfi al Giro d'Italia e al Tour de France, le accuse di doping a Madonna di Campiglio, rivelatesi poi infondate, lo hanno condotto a un lento ma inevitabile crollo psicologico fino a una morte forse tragicamente annunciata. Tra il campione adulato, l'icona di chi ha fatto rinascere il ciclismo come sport dell'impresa e della fantasia, e il morto di Rimini, che giaceva in mezzo alla cocaina nei panni di un vagabondo, vi è tutta la complessità di un'epoca al tempo stesso sublime e crudele che si esercita senza pudore. Senza vergogna. La scrittura di Marco Martinelli, dopo quel Rumore di acque capace di trasfigurare in grottesca e malinconica poesia la cronaca tragica dei barconi alla deriva nel Mediterraneo, affonda nelle viscere dei nostri giorni e della società di massa che chiede sacrifici e capri espiatori: attorno alle figure di Tonina e Paolo, i genitori di Marco, che ancora oggi stanno chiedendo giustizia per la memoria infangata del figlio, Martinelli mette in scena una veglia funebre e onirica, affollata di personaggi, che come un rito antico ripercorre le imprese luminose dell'eroe. I genitori di Marco, figure archetipiche di una Romagna anarchica e carnale, sono sospese come l'Antigone di Sofocle davanti al cadavere insepolto dell'amato: cercano verità, e non avranno pace finché non l'avranno ottenuta.
"Non lo so quello che è successo a Madonna di Campiglio, ma scoprirò la verità. Pagherò se c'è bisogno, ma lo verrò a sapere, perché è là che gli è piombata addosso la vergogna, e di quello è morto". (Tonina Pantani)
Il testo di Martinelli costruisce attorno a questo anelito di giustizia un affresco sull'Italia degli ultimi trent'anni, l'enigma di una società malata di delirio televisivo e mediatico, affannata a creare dal nulla e distruggere quotidianamente i suoi divi di plastica, ma anche capace di mettere alla gogna i suoi eroi di carne, veri, come Marco Pantani da Cesenatico, lo scalatore che veniva dal mare.



