La crisi economica è causata dalla speculazione e dalle politiche neo - liberiste. Le manovre “anticrisi” colpiscono però le classi povere ed il Diritto allo Studio. La legge 133 e la controriforma Gelmini impoveriscono i fondi delle borse di studio e le sostituiscono con i prestiti d’onore: indebitarsi con le banche per studiare!
Il colpo di coda del governo Berlusconi è la “riforma” del Diritto allo Studio che
- Aumenta di migliaia di euro i requisiti di reddito per l’accesso alle borse di studio;
- Aumenta i requisiti di CFU;
- Riduce il numero degli idonei alla borsa di studio;
- Riduce il fondo per il Diritto allo Studio del 95% e lo sostituisce con un fondo per il merito che gestisce il prestito d’onore.
Anche il nuovo governo non sembra cambiare direzione: Monti elegge la Gelmini a ministro esemplare e nomina i ministri tra i rettori delle università, pubbliche e private, che hanno sostenuto queste riforme.
Di fronte all’ennesimo taglio di fondi del governo all’università pubblica, il nostro Ateneo ha deciso di rifarsi sulla nostra pelle, aumentando le tasse! Il Coordinamento ha fatto ricorso al TAR, che ci ha dato ragione in primo grado. L’aumento è illegale perché sfonda il tetto di tasse fissato per legge per proteggere gli studenti. In special modo deve essere restituito l’aumento di 125 euro che è stato imposto agli studenti disabili e stranieri. Abbiamo fatto ricorso per gli anni accademici 2009/10 e 2010/11: andremo avanti nei gradi di giudizio e non ci fermeremo!
Un altro lavoro che abbiamo portato avanti è stato l’introduzione del criterio del reddito all’interno delle borse erasmus.
Abbiamo elaborato un sistema che, in base al reddito del richiedente mobilità erasmus, elargisca più o meno soldi. Garantendo comunque una soglia minima anche per i borsisti delle fasce massime, si permette così di incentivare alla mobilità studentesca anche coloro i quali si trovano in situazioni svantaggiate e per i quali il progetto erasmus sarebbe stato impossibile con i semplici 230 euro mensili provenienti dall’LLP.
Lo stesso principio di equità lo stiamo applicando alla contribuzione studentesca. Dopo che l’amministrazione, chiudendo ogni spazio di dialogo, ha deciso di alzare le tasse con un sistema illegale (vedi nostro ricorso), abbiamo occupato il CdA il 2 febbraio 2010. Parallelamente al ricorso, abbiamo lavorato per cambiare la curva di contribuzione, andando a pesare maggiormente sui ricchi e meno sui poveri. Inoltre, abbiamo ottenuto l’innalzamento della soglia massima, per fare in modo che il figlio di un ultra miliardario paghi di più del figlio di un semplice ricco di fascia alta. Stiamo lavorando con l’amministrazione per ulteriori modifiche su altri aspetti dato che tanti sono i problemi dell’attuale sistema illegale.
“[…] È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” cost. art. 3
In un periodo nel quale il governo Berlusconi ha tentato di rendere l’università un privilegio per pochi, il nostro lavoro quotidiano non sarà molto, ma quantomeno è un tentativo di resistere e di difendere i nostri diritti calpestati.
Noi non facciamo ostruzionismo, noi creiamo soluzioni.
Per ulteriori info sulla riforma diritto allo studio www.sosdirittoallostudio.it
- Coordinamento UDU (Unione Degli Universitari) per il diritto allo studio, Pavia



