Martedì, 22 settembre 2020 - ore 03.41

PD IL SENTIMENTO DELLA DIGNITA’ SI SCONTRA CON L’INTERESSE DI GOVERNARE IL PAESE Arnaldo De Porti (Feltre)

Mai come in quest’ultima tornata elettorale abbiamo tutti ascoltato propositi, più o meno sincero-demagogici, da parte dei vari leader, volti a fare un passo indietro oppure di lato, allo scopo di perseguire una composizione dei vari loro assetti politici.

| Scritto da Redazione
PD IL SENTIMENTO DELLA DIGNITA’ SI SCONTRA CON L’INTERESSE DI GOVERNARE IL PAESE Arnaldo De Porti (Feltre)

PD IL SENTIMENTO DELLA DIGNITA’ SI SCONTRA CON L’INTERESSE DI GOVERNARE IL PAESE Arnaldo De Porti (Feltre)

Mai come in quest’ultima tornata elettorale abbiamo tutti ascoltato propositi,  più o meno sincero-demagogici, da parte dei vari leader,  volti a fare un passo indietro oppure di lato, allo scopo di perseguire una composizione dei vari loro assetti politici.

E qui non ci piove anche se, in ogni proposito della specie, è davvero molto difficile pensare che, potenzialmente, non ci  potesse essere un qualche interesse, anche in questi casi, di ostentata responsabilità, semplicemente cambiando posizione. Tuttavia, mi par di poter dire con cognizione di causa che, se c’è chi è disposto a fare un passo indietro o di lato in nome di una responsabilità dichiarata e tutta da verificare col passare dei giorni,  c’è anche chi, in nome di un comprensibile sentimento di dignità politica, si mette invece addirittura “di traverso”, come il Pd, il quale, restando all’opposizione,  sembra privilegiare con ostinatezza una posizione contraria all’interesse generale.

D’accordo, il Pd ha una storia diversa rispetto a tutti gli altri partiti, storia che mi sento di condividere anche se non proprio nei tempi recenti, tuttavia, non capisco perché non capiscano (scusate il bisticcio dialettico) che, sia nel caso che rimangano all’opposizione, sia che offrano un appoggio esterno sia a destra che a sinistra, oggi come oggi essi hanno ben poco da dire, costretti come saranno a scomparire o, come ultima spiaggia, a trasformarsi in un altro partito dato che il cosiddetto “partito di Renzi”, sia con Gentiloni che con Martina (bravi ed onesti fin che vuoi questi ultimi),  ha lasciato un viatico che più nessuno si sente di ripercorrere. Io per primo, da ex Pd.

Non si tratta di saltare sul carro del vincitore, ma di abbracciare la consapevolezza, che gli elettori vogliono qualcosa di nuovo, più vicino a loro, anche a costo di una minore competenza politica, realtà che, come tutti hanno constatato, era fino a pochi giorni fa più finalizzata alla salvaguardia del partito rispetto ai bisogni del popolo italiano.

Ora, se il Pd si ostina a non capire tutto ciò, c’è davvero la necessità oggettiva che esso finisca per disintegrarsi con le sue stesse mani, atteso che il suo immobilismo paventato alla sola opposizione, peserà come un macigno per far del male ulteriore agli Italiani che, ora come ora, più responsabilmente del partito stesso, pensano che questa forza farebbe bene a dare un appoggio a destra o a sinistra, come molto verosimilmente, esaminerà nei prossimi giorni  il Presidente della Repubblica.

Ove ciò non succedesse, avrò una ragione in più per dire basta al Pd.

A questo punto, rebus sic stantibus,  spero che la notte porti consiglio al cosiddetto Partito di Renzi.

Altrimenti per loro sarà  una sorta di suicidio.

Arnaldo De Porti, Feltre

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