Mercoledì, 17 luglio 2024 - ore 21.42

Per la prima volta a Milano la fotoreporter Jo-Anne McArthur e il suo We Animals

Il sito del progetto è www.weanimals.org

| Scritto da Redazione
Per la prima volta a Milano la fotoreporter Jo-Anne McArthur e il suo We Animals

Venerdì 18 settembre a Milano, alle 18:30, in Via Lombardini, 22, si terrà la conferenza della nota fotoreporter canadese Jo-Anne McArthur, a presentazione della prima edizione italiana del suo libro Noi animali. We Animals. La McArthur, fotoreporter e scrittrice originaria di Toronto, Canada, ha fotografato per più di dieci anni la drammatica situazione in cui versano gli animali in quaranta Paesi dei sette continenti. Il suo progetto We Animals (www.weanimals.org), del quale il libro rappresenta una selezione, documenta la presenza degli animali in contesti umani, allo scopo di abbattere le barriere che questi ultimi hanno eretto e che permettono di trattare gli animali non-umani come oggetti, e non come esseri la cui vita ha un significato morale. La serata è organizzata dall’Associazione Essere Animali e vedrà anche la partecipazione di Silvia Amodio, reporter italiana.

Le storie e le fotografie di We Animals hanno contribuito a più di cento campagne contro la crudeltà verso gli animali. La McArthur è una delle protagoniste del pluripremiato documentario della regista canadese Liz Marshall The Ghosts in Our Machine. Suoi scatti saono stati pubblicati in Elle Magazine, Canadian Geographic, National Geographic Traveler, DAYS Japan, Helsingin Sanomat, Photolife, PDN Online, The Huffington Post, Earth Island Journal and PetaPixel.

«Non è l’estetica da carta patinata, non l’algido rigore documentaristico e nemmeno l’orrore della denuncia animalista: l’assenza è il vero protagonista delle immagini di Jo-Anne McArthur, l’amnesia di una condizione condivisa che chiede appello proprio nel titolo»: così Roberto Marchesini, filosofo ed etologo, dalla prefazione all’edizione italiana. «Se è mai esistito un documento che potesse indurre gli esseri umani a ripensare completamente la loro relazione con il mondo animale, questo libro dalla bellezza inquietante è finalmente in grado di farlo», afferma Wade Davis, della National Geographic Society.

Nel testo si legge: «Quello che vedrete in queste pagine potrebbe sorprendervi o disturbarvi. Il mio scopo non è quello di farvi allontanare, ma di trascinarvi dentro, portarvi più vicino; rendervi partecipi. Voglio che le mie fotografie siano tanto belle ed evocative quanto veritiere e potenti. Spero che vi prendiate il giusto tempo non solo per guardare ma per vedere, anche solo come gesto di rispetto per i miliardi di animali di cui non notiamo né la vita, né la morte. Guardare questo libro significa offrire la propria testimonianza insieme alla mia, e questo significa anche confrontarsi con la crudeltà e la complicità che questa comporta. In quanto appartenenti a una specie, è necessario adottare una nuova mentalità, imparare nuovi atteggiamenti e disimparare quelli vecchi».

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