E’ stata una serata di festa quella successiva alla vittoria della nazionale italiana contro la Germania, ridimensionata stamane dalla sortita dei due quotidiani berlusconiani: Libero di Belpietro e Il Giornale di Sallusti; accludo copia del frontespizio delle due prime pagine che si qualificano nella dimensione che meritano, una dimensione che si chiama piaggeria e cafonaggine.
Piaggeria perché Il Giornale del qaule Berlusconi è proprietario, anche se intestato al fratello “berluschino” per evitare le grane, ha ripreso un epiteto indirizzato alla Merkel del quale l’ex premier può vantare l’invenzione, anche se nell’originale berlusconiano l’epiteto riferito proseguiva con altro epiteto identificativo della “signorilità” del cavaliere.
Lo scopo risulta evidente: irritare la Merkel proprio nel momento più delicato degli incontri al vertice dove si discute delle sorti dell’Europa, e proseguire nell’itineraio ormai scelto del “tanto peggio tanto meglio”.
Certamente non avrà fatto piacere al presidente Monti esibile il leader di uno dei partiti che sostengono il suo governo, esprimersi come si sono espressi io suoi giornali.
Dirà che “non ne sapeva nulla”, come se Sallusti potesse osare di stampare un simile titolo senza avere chiesto 2.000 volte il permesso. Anche Libero fa la sua parte; si tratta del medesimo quotidiano che, durante il pieno della baruffa tra Berlusconi e la moglie Veronica, pubblicò la foto di Veronica in costume adamitico, trascurando, pur di realizzare la sua vendetta, che si trattava pur sempre della madre dei suoi figli (anche se non quelli preferiti).
I due quotidiani vagano tra grugniti e belati per spianare la strada al loro padrone per la rinascita politica e la riconquista di consensi; scegliendo la strada maestra della cafonaggine, a riprova della vera natura del nume ispiratore. Vorrei proprio vederlo, adesso, seduto tra cancellieri, capi di Stato e capi di governo europei, intento a raccontare le sue irritanti barzellette, gabellando i sorrisi ironici come segno di consenso.
Il solo sorriso che gli si può riconoscere di avere stimolato è stato quello della Merkel e Sarcozy che segnò l’inizio della fine di Berlusconi, una fine che non prevede rinascite del tipo Fenice; questi due titoli odierni sono la pietra tombale di ogni sua residua speranza.


