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Pianeta Migranti. I dati smentiscono l’emergenza immigrazione e il pericolo sociale

Si continua a parlare di “invasione”, “emergenza”, “insicurezza”ma i dati aggiornati evidenziano un quadro molto diverso.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. I dati smentiscono l’emergenza immigrazione e il pericolo sociale

 

Pianeta Migranti. I dati smentiscono l’emergenza immigrazione e il pericolo sociale

Si continua a parlare di “invasione”, “emergenza”, “insicurezza”ma i dati aggiornati evidenziano un quadro molto diverso.

Il 31°Rapporto ISMU sulle migrazioni della Fondazione ISMU ETS, presentato il 25 febbraio 2026, offre una fotografia chiara e basata su evidenze. Gli stranieri presenti in Italia sono circa 5,9 milioni, pari a poco meno del 10% della popolazione. Una percentuale significativa, ma del tutto in linea con molti altri paesi europei.

Ancora più importante è il dato sull’andamento: la crescita è stata di circa 143.000 persone rispetto all’anno precedente. Un aumento contenuto, che conferma una tendenza alla stabilizzazione più che un’accelerazione. Anche i flussi migratori recenti non mostrano picchi: gli arrivi via mare si attestano intorno alle 66.000 unità, sostanzialmente stabili, mentre quelli via terra risultano in calo.

Parlare di “invasione”, alla luce di questi numeri, appare dunque improprio. Non solo perché i valori assoluti sono lontani da scenari di crescita fuori controllo, ma anche perché il fenomeno migratorio in Italia si configura sempre più come una realtà strutturale e consolidata.

Lo dimostrano diversi indicatori. Gli studenti con cittadinanza non italiana sono circa 930.000, pari all’11,6% del totale: una presenza stabile nelle scuole, che racconta di famiglie radicate e di nuove generazioni che crescono nel paese. Allo stesso modo, i lavoratori stranieri rappresentano una quota rilevante della forza lavoro, contribuendo in modo concreto a settori spesso segnati da carenze di manodopera.

Anche il tema dell’irregolarità, spesso al centro di narrazioni allarmistiche, appare sotto controllo: le stime indicano circa 339.000 persone in condizione irregolare, un numero sostanzialmente stabile negli ultimi anni.

Il rapporto non supporta neppure l’idea che l’immigrazione costituisca di per sé un “pericolo sociale”. Al contrario, descrive una realtà complessa, fatta di integrazione progressiva, partecipazione economica e presenza diffusa nel tessuto sociale. Come ogni fenomeno sociale, anche quello migratorio presenta criticità, ma non emergono evidenze che giustifichino generalizzazioni o letture semplificate.

In definitiva, i dati invitano a uno scarto di prospettiva. L’immigrazione in Italia non è un’emergenza improvvisa né un fenomeno fuori controllo, ma una componente strutturale della società contemporanea. Continuare a raccontarla come una crisi permanente rischia di alimentare paure ingiustificate e di distorcere il dibattito pubblico.

Una discussione più aderente alla realtà dovrebbe partire proprio da qui: dai numeri, dalla loro evoluzione e dalla capacità di leggerli senza pregiudizi. Perché solo su basi solide è possibile costruire politiche efficaci e, soprattutto, una convivenza più consapevole.

E’ ora di smetterla di speculare sugli immigrati solo per scopo elettorale.

 

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