Pianeta Migranti. Mohammed, sopravvissuto alla strage di Cutro del 2023.
Una strage che si poteva evitare intervenendo per tempo. E dopo Cutro altri 5400 morti nel Mediterraneo.
Due anni dopo, Mohammed ricorda ancora l’angoscia e la paura di quella notte di burrasca, le urla delle donne e dei bambini quando il caicco turco Summer Love si arenò su un basso fondale davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro e le speranze di 180 persone furono sommerse da un mulinare di schiuma e di acqua salata. Era a bordo anche lui, giovane palestinese fuggito dalla Striscia di Gaza in cerca di un futuro migliore. I soccorsi militari italiani non arrivarono, nonostante il barcone fosse stato segnalato ore prima da un velivolo di Frontex. Lui si salvò, insieme ad altri 80 migranti, mentre un altro centinaio di persone (94 sono le vittime accertate, fra cui 34 minori) non ce la fecero. Per onorare la loro memoria nelle cerimonie per il secondo anniversario della strage, lui è tornato dal Belgio, dove sta cercando di rimettere la propria esistenza su binari sicuri, nonostante le difficoltà legate alla possibilità di ottenere nuovi documenti.
Ormai è certo: la strage di Steccato di Cutro, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, si sarebbe potuta evitare. 94 vittime, di cui 34 bambini e bambine, potevano essere salvate se si fosse intervenuto in tempo.
Nella giornata del ricordo, insieme agli appuntamenti a Crotone e Cutro, 10 organizzazioni che si occupano di ricerca e soccorso in mare e di diritti delle persone in movimento lanciano un appello per evitare altre stragi. Con la richiesta di una missione Sar europea, l’allargamento di vie legali e sicure di ingresso e lo stop ad accordi con paesi terzi che non rispettano i diritti umani.
Alarm Phone, Emergency, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, Resq, SOS Humanity, Sea-Watch, TOM-Tutti gli Occhi sul Mediterraneo e Sos Mediterranee Italia scrivono:
“Non possiamo dimenticare le 94 vittime del naufragio di Steccato di #Cutro, neÌÂÂÂÂÂÂÂÂÂÂ che quella strage avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 si sarebbe potuta evitare.
Quella notte non venne attivato nessun piano di ricerca e soccorso, ma il caso del caicco Summer Love fu trattato come un’operazione di polizia per la protezione delle frontiere. Un evento in linea con le politiche sull'immigrazione del governo italiano in questi due anni, tese a ostacolare l'impegno nelle attività di ricerca e soccorso in mare della flotta civile e a criminalizzare sia le persone in movimento che le Ong.
La prassi dell’assegnazione di porti distanti e sanzioni più stringenti introdotte dal Decreto Flussi, l’attacco alle Ong è stato ulteriormente rafforzato. Intanto nel Mediterraneo, dal 2014 a oggi, sono scomparse oltre 31 mila persone. Per loro e per tutte le persone che tenteranno la traversata in futuro, ribadiamo la necessità di una missione Sar europea insieme a un allargamento delle vie legali e sicure di accesso in Europa e chiediamo la fine degli accordi con Paesi Terzi che non rispettano i diritti umani, come Libia e Tunisia.”
(Non) È Stato il mare. A un anno dalla strage di Cutro
Nell’anniversario della strage di Cutro Radio Melting Pot in un audio fa memoria di quanto è avvenuto il 26 febbraio e prova fare un bilancio, capire quali sono state le responsabilità e quale eredità politica ha generato. Il link (Non) È Stato il mare. A un anno dalla strage di Cutro – Progetto Melting Pot Europa



