Sabato, 24 agosto 2019 - ore 19.30

Pianeta migranti. Stiamo tutti naufrangando.

Orami più nessuno conta i morti delle traversate nel deserto, nei lager libici, nel mare Mediterraneo dove, in questi giorni, alcuni barconi anche con donne e bambini sono stati dati come dispersi. Vuoti a perdere.

| Scritto da Redazione
Pianeta migranti. Stiamo tutti naufrangando. Pianeta migranti. Stiamo tutti naufrangando. Pianeta migranti. Stiamo tutti naufrangando. Pianeta migranti. Stiamo tutti naufrangando.

Pianeta migranti. Stiamo tutti naufrangando.

Orami più nessuno conta i morti delle traversate nel deserto, nei lager libici, nel mare Mediterraneo dove, in questi giorni, alcuni barconi anche con donne e bambini sono stati dati come dispersi. Vuoti a perdere.

Le politiche migratorie europee sono come un buco nero che inghiotte sempre più persone, che risucchia il diritto internazionale e i principi di libertà, uguaglianza, fraternità su cui sono fondate le democrazie europee e la nostra Costituzione. I fondamenti della nostra civiltà stanno franando. Siamo al naufragio dei diritti umani. 

Gli sbarchi continuano. Né la chiusura di porti, né i respingimenti, nè la durezza di un Ministro che ha fatto dei migranti il suo cavallo elettorale possono fermare la disperazione di folle che cercano uno spiraglio di vita.

I morti nel Mediterraneo sono in aumento: nel 2017 erano 26 ogni 1000 persone che partivano, 35 ogni 1000 nel 2018, sono diventati 100 ogni 1000.

Mediterraneo, fossa comune di persone che scompaiono, anche dalle nostre coscienze! L’indifferenza dell’opinione pubblica è generale. C’è assuefazione, disprezzo. Segni di barbarie umana e culturale. Molti dicono: “Muoiano pure!”

C’è falsità e cinismo anche nel cercare di occultare le torture e le orribili privazioni che avvengono che nei campi di concentramento in Libiadove la Guardia Costiera libica, col sostegno dell’Italia, riporta quanti cercano di fuggire da quell’inferno.

Guterres, segretario generale dell'Onu, in questi giorni ha visitato la Libia per verificare le condizioni dei migranti all'interno di quelli che Salvini continua a chiamare 'centri controllati' e porti sicuri, nonostante le ampie smentite delle principali agenzie Onu. Guterres ha scritto un tweet in cui dice: "Sono profondamente scioccato e commosso dalla sofferenza e dalla disperazione che ho visto nel centro di detenzione di Tripoli, in Libia, dove migranti e rifugiati sono detenuti per un tempo illimitato e senza alcuna speranza di riconquistare le loro vite". "Questi migranti" -ha poi aggiunto Guterres- "non sono solo responsabilità della Libia, ma del mondo intero".

Già in un rapporto del 2018, l’Onu, svelando gli orrori libici, confessava l’inerzia generale nel contrastarli che poteva diventare vergogna, in una sorta di Srebrenica mediterranea dove ad essere massacrata non è una singola nazionalità ma un’intera categoria umana: i fuggiaschi dell’Africa.

In un momento storico come questo di “post verità”, post umanità, e crudele indifferenza, come società ‘civile’ italiana non possiamo accettare che gli orrori in corso in Libia e le morti nel mar Mediterraneo siano commissariati, finanziati e legittimati anche dal nostro governo. Scriveva Martin Luther King: “Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano.” Allora fermiamo la deriva!

 

 

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