Domenica, 22 settembre 2019 - ore 03.55

Pianeta Migranti. Tagliati gli aiuti pubblici ‘a casa loro’.

L’aiuto pubblico italiano allo sviluppo si riduce. Al di là del fatto che “aiutarli a casa loro” è una grande semplificazione e non determina di per sé una riduzione delle migrazioni, gli ultimi dati dicono che il governo italiano ha tagliatogli aiuti.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Tagliati gli aiuti pubblici ‘a casa loro’. Pianeta Migranti. Tagliati gli aiuti pubblici ‘a casa loro’. Pianeta Migranti. Tagliati gli aiuti pubblici ‘a casa loro’.

Pianeta Migranti. Tagliati gli aiuti pubblici ‘a casa loro’.

L’aiuto pubblico italiano allo sviluppo si riduce. Al di là del fatto che “aiutarli a casa loro” è una grande semplificazione e non determina di per sé una riduzione delle migrazioni, gli ultimi dati dicono che il governo italiano ha tagliatogli aiuti.

L’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) dovrebbe contribuire a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni povere, a sradicare la povertà e la fame, come previsto nei primi due obiettivi dell’Agenda 2030 per sviluppo sostenibile prevista dalle Nazioni Unite.

Quando l’aiuto pubblico viene usato direttamente, a stretto contatto con le comunità e i partner locali, è possibile promuovere uno sviluppo diverso, inclusivo e sostenibile per le popolazioni.

Purtroppo, l’aiuto pubblico italiano allo sviluppo si è ridotto di un quinto nel 2018 come dimostra un rapporto di Oxfam e Openpolis.

Gli ultimi dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) mostrano come ci si è fermati allo 0,24% del nostro reddito nazionale lordo, segnando un meno 21,3% rispetto al 2017, pari a oltre 860 milioni di euro. Tuttavia,

il governo aveva dichiarato che l’Italia avrebbe confermato il rispetto dell’impegno dello stanziamento dello 0,30% entro il 2020. Un traguardo che, seguendo l’attuale trend, sembra assai difficile, se non impossibile, da raggiungere. In effetti, nel 2017 l’Italia aveva raggiunto lo stanziamento dello 0.30%, ma i dati raccolti dall’OCSE segnalano che lo stanziamento italiano nel 2018 si è fermato a 4,2 miliardi.

Inoltre, a livello di destinazione dei fondi allocati, mancherebbero all’appello un miliardo di euro come differenza tra gli importi destinati per il 2018 al Ministero dell’Interno per l’accoglienza migranti e quelli rendicontati dall’OCSE. Che fine hanno fatto questi soldi? Se gli sbarchi sono diminuiti e gli impegni per l’accoglienza si sono ridotti anche a causa del decreto sicurezza, perché le risorse non sono state usate per la cooperazione allo sviluppo nei paesi poveri?

Viceversa, il governo ha ridotto del 22% i fondi destinati ai Paesi meno sviluppati rispetto al 2017 e di ben 35,5% gli aiuti ai paesi dell’Africa subsahariana anche se vari ministri ripetono il mantra “aiutiamoli a casa loro” e invocano  un piano Marshall per sollevare l’Africa. Coerenza e responsabilità sono due attributi essenziali per le politiche pubbliche, che però sono in grande sofferenza nella congiuntura politica italiana e non solo.

La Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) richiama il nostro governo ad adempiere alle promesse ma soprattutto a migliorare e applicare concretamente la strategia per lo sviluppo sostenibile. L’aiuto pubblico allo sviluppo può aumentare, per esempio, mettendo una tassa sulle transazioni finanziarie speculative più efficace. In questo modo si toglierebbero risorse alla speculazione per darle a chi sta lottando per migliorare la vita. Sarebbe una grande operazione distributiva a favore di uno sviluppo equo e sostenibile nel pianeta.

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