Domenica, 05 aprile 2020 - ore 05.31

Politiche del lavoro Centri per l'impiego: Cgil, la riforma è ferma

"Le politiche attive del lavoro sono ferme al palo. Non esiste ancora un sistema nazionale di governo, ma un insieme di sistemi regionali, nonostante i ripetuti sforzi di conciliazione tra ministero e Regioni".

| Scritto da Redazione
Politiche del lavoro Centri per l'impiego: Cgil, la riforma è ferma

Politiche del lavoro Centri per l'impiego: Cgil, la riforma è ferma

"Le politiche attive del lavoro sono ferme al palo. Non esiste ancora un sistema nazionale di governo, ma un insieme di sistemi regionali, nonostante i ripetuti sforzi di conciliazione tra ministero e Regioni".

A dirlo è la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, in merito allo stato di attuazione della riforma dei servizi per l'impiego e delle politiche attive per il lavoro, aggiungendo che "non sono stati fatti i necessari investimenti strutturali o destinate risorse ai centri per l'impiego e, come ammesso dalla stessa Anpal, la fase sperimentale di avvio dell'assegno di ricollocazione è stata un totale fallimento". Scacchetti evidenzia che "nei centri per l'impiego sono stati registrati 930 mila giovani, e solo 145mila sono stati avviati a un lavoro, per di più precario, con un'occupazione della durata anche di un mese". Per quanto riguarda l'assegno di ricollocazione, che "a Pasqua andrà finalmente a regime, non si dice che, considerati i dati di previsione di Anpal, questa misura sarà rivolta a una platea potenziale di circa 950 mila disoccupati in Naspi da quattro mesi, e quella reale sarà di 60-70mila persone, per la quale sarà previsto un semplice riavvio a un lavoro precario".

La segretaria confederale Cgil sottolinea anche che "si annuncia poi un piano di rafforzamento dei centri per l'impiego con 1.600 operatori, ma non viene detto che questi verranno assunti con contratto a tempo determinato e di collaborazione, quindi anche loro precari". Infine, il previsto passaggio del personale "oggi impiegato presso i centri per l'impiego alle Regioni in realtà avverrà presso le regioni o agenzie regionali o enti accreditati, con nessuna possibilità di assunzioni stabili e aggiuntive rispetto agli organici del 2015".

Fonte Rassegna Sindacale

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