Martedì, 17 maggio 2022 - ore 12.20

Renzi: la subdola arte di sbagliare tutto. RAR

La perdita di consensi che si ricava dai sondaggi è causata proprio dalle strane alleanze che è andato a cercarsi e che la base elettorale del PD mostra non solamente di non gradire, ma di respingere, ormai, con palese evidenza

| Scritto da Redazione
Renzi: la subdola arte di sbagliare tutto. RAR

Per elencare gli errori di Matteo Renzi, basterebbe fare un pacchetto unico dell’intera azione di governo con il metodo seguito per accaparrarsi la Segreteria del PD; la sommatoria che ne deriva non salva una sola manovra, vuoi che sia politica  nel PD  che perde consensi, oltre che perdere personaggi qualificati, ma anche a livello governativo dove ha documentato l’assurda connivenza con Berlusconi, eseguendone gli ordini e gli impianti legislativi, dalla legge elettorale ai pochi  provvedimenti di ruotine.

La perdita di consensi che si ricava dai sondaggi è causata proprio dalle strane alleanze che è andato a cercarsi e che la base elettorale del PD mostra non solamente di non gradire, ma di respingere, ormai, con palese evidenza. Quando doveva portare la nazione a elezioni anticipate (dopo il successo alle europee), respinse ogni ipotesi in tal genere, ed oggi se ne comprende la ragione, una tornata elettorale in quei momenti avrebbero  sancito la fine politica di Berlusconi, del berlusconismo e del capitalismo liberista che sta impoverendo la nazione. Quindi inventò i patti del nazareno, con Berlusconi che non si sentiva ospite provvisorio in quella sede, bensì il vero padrone di casa che esige il rispetto delle proprie esigenze e dei suoi  inderogabili interessi.

Ribadire, nell’attuale clima politico,  una ufficialità operativa con Berlusconi, danneggerebbe entrambi, alimentando solamente la protesta che conduce  al M5S e l’assenteismo come segno di estrema delusione e di sfiducia nella classe politica.

Ma a Renzi serve uno straccio di maggioranza, per portare avanti le riforme imposte da Berlusconi, con particolare riferimento al Senato dove i numeri sono risicati e non consigliano il ricorso al voto di fiducia.

I cervelli opportunisti di FI hanno trovato l’escamotage: fornire a Renzi un manipolo di senatori in grado di tenere in piedi questo scalcinato governo, inventando una diatriba tra lo stesso Berlusconi e uno dei più fedeli esecutori della linea liberista, nella persona di Denis Verdini, che recita la parte del dissidente e inizia la scalata verso la cadente torre di Renzi.

Accanto è esploso l’affaire Crocetta, con insistenti richieste di dimissioni del governatore della Sicilia. Il maggior richiedente di tali dimissioni torna ad essere mr. ex-tutto Berlusconi, perché vorrebbe elezioni anticipate in Sicilia, che considera come suo feudo politico, specialmente se riuscisse a ricucire i rapporti ormai  striminziti con la mafia (basta ricordare quel 61  a  0 che rilanciò Berlusconi nelle alte sfere della politica amministrativa).  Bisognerà vedere come si comporterà l’elettorati siciliano, se dovesse riuscire a superare la protesta che porta al M5S e la sfiducia che alimento l’assenteismo.

Renzi, in questo caso non ha molte scelte su cui riflettere. Deve rendersi conto che l’alleanza con B. serve solo a ben noto pregiudicato, per cui l’insistenza o una futura  programmazione di un partito della Nazione, allontanerebbe gli elettori PD che non avrebbero altra alternativa che votare Grillo per protestare; in tal caso sarebbe  più corretto esprimere tale consenso con consapevolezza, come scelta convinta e non obbligata. Per far ciò Grillo dovrebbe presentare dei leader capaci, onesti, in grado di motivare attivamente la sola scelta che  potrebbe impedire l’esordio di un nuovo ventennio all’insegna del “renzusconismo”, parto di un connubio incestuoso tra Berlusconi e il figlio prodigo Renzi.

 Rosario Amico Roxas

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