Martedì, 30 giugno 2026 - ore 08.21

Scuola. Cambiare radicalmente il ddl del Governo. Confermato sciopero del 5 maggio

Le trentadue associazioni firmatarie dell'appello "La scuola che cambia il paese" hanno incontrato i parlamentari.

| Scritto da Redazione
Scuola. Cambiare radicalmente il ddl del Governo. Confermato sciopero del 5 maggio

È emersa la volontà di cambiare radicalmente il ddl del governo. Si tratta di un primo importante risultato delle mobilitazioni in corso. Si è tenuto il 28/4  l'incontro tra le trentadue associazioni promotrici dell'appello "La Scuola che cambia il Paese" (tra cui i sindacarti confederali) e i parlamentari di Camera e Senato per discutere delle proposte di modifica al ddl scuola del governo. Erano presenti alcuni membri della VII Commissione della Camera dei Deputati, che in queste ore è impegnata nell’esame del disegno di legge “Buona Scuola”. Come si legge in un comunicato "è emersa la volontà della Commissione di cambiare profondamente il disegno di legge. La riformulazione dell’articolo 1 nella nuova versione richiama già in parte i contenuti dell’appello. Una vera autonomia scolastica infatti, come stabilito dal Dpr 275/99, è finalizzata tra i vari obiettivi a innalzare i livelli di istruzione e competenze delle studentesse e degli studenti, contrastare le disuguaglianze socio-culturali e territoriali, prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, individualizzare i processi di apprendimento e lo sviluppo dell’apprendimento permanente di tutti i cittadini".

Anche perché questo, scrivono le associazioni, "riteniamo necessaria la valorizzazione del ruolo degli organi collegiali, con il rilancio del metodo cooperativo e della libertà d’insegnamento all’interno della comunità scolastica. Gli altri parlamentari intervenuti nel corso dell’incontro (Rocchi, Fassina, Bocchino) hanno condiviso questo spirito. Ciò significa cancellare e riscrivere quanto previsto dal ddl sulla dirigenza scolastica che è in contrasto con la funzione cooperativa e partecipativa delle autonomie scolastiche".

Per i firmatari dell’appello “La scuola che cambia il Paese” queste prime aperture "sono il risultato della vasta mobilitazione in corso, che deve quindi proseguire per cambiare profondamente il disegno di legge del governo. A questo proposito, le associazioni chiedono alla Commissione, e al Parlamento tutto, di proseguire in quest’opera di profonda revisione del testo, in coerenza con gli obiettivi ormai fissati dall’articolo 1 e aprendosi al dialogo e al confronto con i soggetti che rappresentano il mondo della scuola, senza la cui partecipazione attiva non si potrà realizzare alcuna autentica riforma". 

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