Venerdì, 19 luglio 2019 - ore 16.46

Spazio FLIC Evento ‘LO CHIAMEREMO DOMANI’ Regia di CLAUDIO STELLATO 22-23 giugno 2019

Tra gli attrezzi e le tecniche utilizzate nello spettacolo ci sono acrobatica, acrodanza, equilibrismo, corda aerea, corda molle, cerchio aereo, mano a mano, roue Cyr, palo cinese, trapezio fisso, trapezio ballant e verticalismo.

| Scritto da Redazione
Spazio FLIC Evento  ‘LO CHIAMEREMO DOMANI’   Regia di CLAUDIO STELLATO 22-23 giugno 2019

Spazio FLIC Evento  ‘LO CHIAMEREMO DOMANI’   Regia di CLAUDIO STELLATO 22-23 giugno 2019

Tra gli attrezzi e le tecniche utilizzate nello spettacolo ci sono acrobatica, acrodanza, equilibrismo, corda aerea, corda molle, cerchio aereo, mano a mano, roue Cyr, palo cinese, trapezio fisso, trapezio ballant e verticalismo.

Evento presentato in collaborazione con la Fondazione Piemonte Dal Vivo  22 e 23 giugno 2019 – ore 21:30 Spazio FLIC, via Niccolò Paganini 0/200, Torino | www.flicscuolacirco.it

Spettacolo con regia di Claudio Stellato, professionista di alto profilo molto stimato e ricercato in Europa,  e con in scena i 20 allievi del secondo anno del “Corso Biennale di Formazione per l’Artista di Circo Contemporaneo” della FLIC Scuola di Circo provenienti da Belgio, Cile, Francia, Italia, Germania, Israele, Lituania, Svizzera e da diverse regioni d’Italia.

BIGLIETTI:

€ 10,00 intero e € 5 ridotto

Prenotazioni allo 011530217 o via e-mail a booking@flicscuolacirco.it  da lunedì a venerdì ore 8 > 18

Le stagioni di spettacolo della FLIC Scuola di Circo terminano sempre dedicando ampio spazio agli allievi, attraverso la presentazione di creazioni personali e di spettacoli di fine corso diretti da registi esperti.

Sabato 22 e domenica 23 giugno 2019 viene presentato LO CHIAMEREMO DOMANI, spettacolo con i 20 allievi del secondo anno di corso del biennio professionale diretti da Claudio Stellato.

Le due serate vengono presentate in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, avranno inizio alle ore 21:30 allo Spazio FLIC di via Niccolò Paganini 0/200 a Torino e i biglietti sono di euro 10 l’intero e euro 5 il ridotto, prenotabili al numero di telefono 011530217 o scrivendo a booking@flicscuolacirco.it

Claudio Stellato è un artista multidisciplinare che vive e lavora a Bruxelles da molti anni. Nato nel 1977 a Milano, ha iniziato come musicista jazz alla Scuola Civica Jazz del capoluogo lombardo mentre studiava il teatro di strada. Ha poi viaggiato e recitato per molti anni in teatro e nel circo in diverse città prima di entrare Le Lido, Centre for Cirucs Arts a Tolosa nel 2001. La sua prima produzione, L’Autre, premiata a Les Brigittines di Bruxelles nel marzo 2011, è stata frutto di tre anni di ricerca passati ad indagare la relazione tra corpo ed oggetto ed ha girato il mondo per quattro anni. Nell’Ottobre 2015, dopo tre anni e mezzo di ricerca, ha presentato il suo secondo show, La Cosa, al the Halles de Schaerbeek di Bruxelles, è stato premiato con il Premio della Critica per la Miglior Performance di Circo 2015-2016 ed è stato in tournée in tutta Europa fino a marzo 2019. Oltre ai suoi progetti, organizza workshop e collabora con diversi teatri, ballerini e coreografi e sta lavorando attualmente alla creazione di un nuovo spettacolo intitolato Work che debutterà a febbraio 2020.

In LO CHIAMEREMO DOMANI, con 15 giorni di creazione collettiva, Claudio Stellato cerca di porre in evidenza il frutto di un percorso formativo di due anni svolto in più di 3000 ore di lezione, non solo sulle varie discipline e tecniche del circo contemporaneo ma anche sulla recitazione, sulla danza nelle sue forme più contemporanee e sulla musica.

Il regista racconta che “i ragazzi non sono stati trattati come degli studenti ma come dei veri professionisti, con l’obiettivo di trasmettere loro cosa significhi dare il proprio vero e originale contributo alla creazione di uno spettacolo, cercando di responsabilizzarli il più possibile, fornendo loro pochi aiuti e poche spiegazioni.

Ho chiesto loro di sforzarsi a capire il mio universo e cosa mi piace vedere in scena, perché è ciò che molto probabilmente dovranno fare in futuro con altri registi.

Abbiamo iniziato a lavorare in piccoli gruppi e con diverse indicazioni sul cosa fare ma non sul dove arrivare, successivamente abbiamo lavorato tutti insieme sull’estremo delle capacità personali e sulle doppie o triple letture di una stessa immagine, con l’obiettivo di distruggere gli automatismi corporali che si sono fino a qui creati.

Lavorando con musica, danza, circo, teatro e canto, i ragazzi hanno potuto capire che a volte fare poco può significare fare tanto e che in scena è necessario essere il più possibile naturali, con una presenza scenica che non enfatizzi gesti e sguardi e che sia più cinematografica che teatrale.

Con questo gruppo di elevata bravura tecnica e recitativa, mi sono permesso anche di sperimentare temi per me nuovi, come il lavoro sul silenzio che non avevo mai affrontato in gruppo.

Il domani che cercheremo di mettere in scena è composto dalle diverse prospettive possibili per ognuno di loro al termine di questa grande esperienza di vita durata due anni…”

Tra gli attrezzi e le tecniche utilizzate nello spettacolo ci sono acrobatica, acrodanza, equilibrismo, corda aerea, corda molle, cerchio aereo, mano a mano, roue Cyr, palo cinese, trapezio fisso, trapezio ballant e verticalismo.

I 20 ragazzi del secondo anno sono stati scelti tra le oltre 100 richieste pervenute due anni fa, provengono da Belgio, Cile, Francia, Italia, Germania, Israele, Lituania e Svizzera e hanno età comprese tra i 19 e i 24 anni.

DI SEGUITO I LORO NOMI CON SPECIALITA' E PAESE DI ORIGINE:

- Lara Brandstetter - trapezio fisso - Grermania,

- Martina Monnicchi - corda aerea - Italia,

- Caroline Mas in - verticali - Francia,

- Alessandro Travelli - verticali - Italia,

- Magdalena Hidalgo Witker (Cile) e Nicolas Raphael Moreno (Francia) - mano a mano

- Costanza Nazal Galanti – acrodanza – Cile,

- Federica Pini Sandrelli - trapezio ballant - Italia,

- Camille Guichard (Francia) e Džiugas Kunsmanas (Lituania) in “In lavoro” – mano a mano,

- Alain Joseph Matthey De L'Endroit in “Indeciso” - sedia acrobatica - Svizzera,

- Cecilia Stock - corda molle - Germania,

- Jessica Ramon - palo cinese - Italia,

- Stav Zelniker - trapezio ballant - Israele,

- Chiara Cardona - verticali - Italia,

- Jef Everaert - roue cyr - Belgio,

- Quentin Dubot - palo cinese - Francia,

- Marianna Molino - cerchio aereo - Italia,

- Davide Tubertini - roue cyr – Italia,

- Elie Chategnier – Verticali – Francia,

- Giovanni Zuffi - cerchio aereo - Italia

IL “CORSO BIENNALE DI FORMAZIONE PER L’ARTISTA DI CIRCO CONTEMPORANEO”

Il programma di studi del Corso Biennale mira a dare all’allievo una solida formazione sulle materie fondamentali del circo contemporaneo, l’apprendimento delle basi delle discipline caratterizzanti, la seguente determinazione della propria specializzazione e una formazione di base sulle nozioni teoriche che contribuiscono a rendere completa la figura dell’artista del settore.

Il Corso si sviluppa in più di 3000 ore di lezione ed è basato su un piano di studi consolidato che prevede 7 ore di lezione quotidiane, dal lunedì al venerdì a frequenza obbligatoria.

Una parte importante del corso è costituita da stage intensivi di specializzazione della durata di una settimana ognuno, non solo sulle discipline circensi ma anche sulla danza nelle sue forme più contemporanee, sulla recitazione e sulla musica, che vengono periodicamente realizzati con insegnanti altamente qualificati.

Tutti gli allievi avranno la possibilità di cimentarsi periodicamente davanti a un pubblico grazie a “Circo in Pillole”, la rassegna tirocinio organizzata per permettere di sviluppare ed allenare la relazione con il palcoscenico.

Durante il biennio la FLIC dà inoltre la possibilità agli allievi di partecipare a grandi eventi e di entrare nei cast di importanti spettacoli grazie a collaborazioni varie con teatri, fondazioni e professionisti dello spettacolo dal vivo.

Il percorso formativo del secondo anno prevede che l’allievo inizi la ricerca artistica rispetto alla tecnica del proprio attrezzo circense, che si definisce metaforicamente come "ricerca della propria casa". Ciascun allievo è spinto a cercare un modo proprio di usare, vivere e percepire lo strumento. Inoltre si confronta con la creazione e rappresentazione, tracciando le basi per il progetto artistico personale. In parallelo prosegue lo studio e l’approfondimento della preparazione fisica, acrobatica, danza e attore

 

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