Venerdì, 03 dicembre 2021 - ore 13.29

Svendita spiagge la sorpresa dell'Ue

| Scritto da Redazione
Svendita spiagge la sorpresa dell'Ue

Il provvedimento del governo italiano non è in linea con le regole del mercato europeo. Le concessioni devono essere "rilasciate per una durata limitata adeguata e non possono prevedere la procedura di rinnovo automatico
Se le notizie stampa sul decreto che concede le spiagge in concessione per 90 anni sono confermate, la Commissione europea sarebbe 'molto sorpresa perché il provvedimento non sarebbe conforme con le regole del Mercato unico europeo'. La notizia è stata riportata dall'agenzia Ansa, che cita una portavoce della Commissione Ue secondo la quale Bruxelles ha chiesto alle autorita' italiane chiarimenti sul decreto presentato ieri dal ministro Tremonti.

    Bruxelles fa notare che la questione è regolata dall'articolo 12 della direttiva Bolkestein del 2006, secondo cui le concessioni devono essere "rilasciate per una durata limitata adeguata e non possono prevedere la procedura di rinnovo automatico ne' accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami'.

    "L'Unione Europea deve decidere se essere un'unione dei burocrati o effettivamente un'unione delle diverse nazioni per lo sviluppo dei Paesi e per un'identità comune", dice il vice presidente della Camera Maurizio Lupi. "Noi - aggiunge Lupi - siamo convinti che gli Stati debbano sviluppare le proprie risorse, valorizzare il proprio patrimonio, mettere insieme l'imprenditorialita', le nostre capacita' e le nostre spiagge. Per questo andremo in quella direzione".

    Il Partito democratico ha sollecitato il governo a chiudere e non aggravare il contenzioso dell'Italia con l'Unione europea sulle concessioni marittime. "Siamo preoccupati per le notizie che giungono da Bruxelles", ha dichiarato in una nota Sandro Gozi, responsabile per il Pd di Politiche europee. "Riteniamo che prima di introdurre delle novita' rispetto al sistema sulle concessioni marittime sia indispensabile chiudere la procedura d'infrazione, gia' avanzata dall'Ue, rispetto all'utilizzo in Italia di regole non compatibili con il mercato unico", ha spiegato. "Questa dovrebbe essere la priorita' che permetterebbe cosi' di avviare un nuovo negoziato, trovando un accordo che rispetti le norme Ue e soddisfi al contempo le legittime esigenze di migliaia di operatori", ha aggiunto, "non vorremmo che questo decreto sviluppo, che non chiude il contenzioso tra l'Italia e l'Ue e che non risolve tutti i problemi esistenti, si rivelasse un rimedio peggiore del male.

LAVORO E DIRITTI a cura di rassegna.it

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