Test Medicina La logica del Ministero fa cilecca | Enrico Galletti (Cremona)
Lo scorso 3 settembre si svolgono i test per l’accesso alle facoltà a numero chiuso di Medicina. 76mila aspiranti camici bianchi (per 14mila posti), che da anni chiedono di cambiare i criteri di selezione (con una “scrematura” al primo anno al posto di una griglia di domande a risposta multipla), si presentano per rispondere alle domande e tentare la fortuna.
In ballo ci sono i loro sogni, appesi a quesiti di cultura generale, logica, biologia, chimica, fisica e matematica.
Le segnalazioni piovono la sera stessa: «Domande sbagliate nei quiz». Se ne segnalano quattro, di logica. Il ministro dell’Università Maria Cristina Messa dice: «Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli eventuali errori, annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica.
Nel frattempo vorrei incontrare le commissioni che preparano i test, per riuscire a dare qualche cosa di un pochino meno debole per il prossimo anno».
E qui sta il punto: possibile che, a una settimana da quei test, in viale Trastevere non siano riusciti a recuperare una copia dei quiz e a provare a rispondere alle domande come fossero loro i candidati, cercando di risolvere il mistero?
Eppure nessuno è stato in grado di tirar fuori una risposta. Prima di dire «eventualmente interverremo», ci dicano se quelle domande erano davvero sbagliate e perché nessuno si sia preso la briga di controllarle alla vigilia. In tal caso non resterebbe che individuare i loro autori: a rigor di logica (appunto), andrebbero licenziati.
Enrico Galletti (Cremona)



