È previsto l’aumento al 20% della quota premiale, i costi standard determineranno il 40% del finanziamento base e le variazioni rispetto allo scorso anno dovrebbero essere contenute tra una perdita massima del 2% e un incremento massimo del 4% per ogni Ateneo. Ne dà notizia l'Udu ( Unione degli Universitari)
“L’anticipo delle tempistiche sulla definizione del riparto dell’Ffo è certamente positivo – dichiara Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’unione degli universitari –. Di solito, infatti, gli atenei si ritrovavano a dicembre senza avere ancora certezza dell’entità e dei criteri di ripartizione del finanziamento per l’anno in corso. Ma a fronte di una maggior certezza sulle tempistiche, dalle prime anticipazioni sembrano rimanere tutte le criticità strutturali dell’attuale sistema di finanziamento degli atenei: l’innalzamento della quota premiale al 20%, soprattutto se basata ancora per il 90% sulla Vqr, perpetrerà le solite sperequazioni tra atenei, a fronte di una quota base sostanzialmente invariata secondo le previsioni di bilancio”.
"È evidente – conclude Scuccimarra – che esista una certa quota di fuoricorso fisiologica, determinata dalle condizioni socio-economiche, dalla strutturazione didattica dei corsi di studio o da scelte individuali degli studenti rispetto ai propri percorsi formativi, lavorativi o di vita, per i quali non possono essere penalizzati gli atenei, e di conseguenza gli studenti stessi. Prima che gli Atenei mettano in campo politiche di esclusione dei fuoricorso, ad esempio aumentandone le tasse, è necessario rivedere la determinazione dei costi standard e parallelamente incentivare ed investire su strumenti didattici, di diritto allo studio, orientamento e tutoraggio”.
Fonte : Rassegna Sindacale



