Sabato, 08 ottobre 2022 - ore 00.12

Un tetto per il prezzo del petrolio russo: via libera dai ministri delle finanze del G7

| Scritto da Redazione
Un tetto per il prezzo del petrolio russo: via libera dai ministri delle finanze del G7

 I Ministri delle Finanze del gruppo del G7 si sono riuniti oggi, 2 settembre, in modalità virtuale per discutere delle ripercussioni sull’economia mondiale dell’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. In questa occasione hanno approvato un piano che prevede di fissare un tetto al prezzo del petrolio russo.

È quanto si evince dalla dichiarazione congiunta in cui, dopo aver ribadito, da un lato, “sostegno e solidarietà” all'Ucraina “fino a quando sarà necessario” e, dall’altro, la “condanna” per “la brutale guerra di aggressione, non provocata, ingiustificabile e illegale da parte della Russia, con l'aiuto della Bielorussia”, i ministri confermano “l’impegno comune per sanzioni determinate e coordinate imposte in risposta alla guerra di aggressione della Russia, che stanno già avendo un impatto considerevole sull'economia russa”.

“Al vertice di Elmau, - si ricorda nella dichiarazione congiunta – i Leader del G7 hanno riaffermato l'impegno comune volto a impedire alla Russia di trarre profitto dalla sua guerra di aggressione, a sostenere la stabilità dei mercati energetici globali e a ridurre al minimo le ricadute economiche negative, soprattutto sui Paesi a basso e medio reddito. Per tener fede a questo impegno, oggi confermiamo la nostra intenzione politica congiunta di finalizzare e attuare un blocco complessivo ai servizi che consentono il trasporto marittimo di petrolio greggio e prodotti petroliferi di origine russa nel mondo. La fornitura di tali servizi sarebbe consentita solo se il petrolio e i prodotti petroliferi fossero acquistati a un prezzo uguale o inferiore a un valore ("price cap") determinato dall'ampia coalizione di Paesi che vi aderisce e attua tale misura”.

Il price cap, spiegano i ministri G7, “è specificamente concepito per ridurre le entrate russe e la capacità della Russia di finanziare la sua guerra di aggressione, limitando al contempo l'impatto della guerra russa sui prezzi globali dell'energia, in particolare per i Paesi a basso e medio reddito, consentendo ai fornitori di servizi di continuare a svolgere attività commerciali relative al petrolio e ai prodotti petroliferi russi trasportati via mare, solamente se venduti a un prezzo pari o inferiore al price cap. Questa misura integrerebbe e amplificherebbe la portata delle sanzioni esistenti, in particolare del sesto pacchetto di sanzioni dell'Unione europea, assicurando un approccio coerente attraverso un solido quadro complessivo”.

I ministri, poi, accolgono “con favore la decisione dell'Unione europea di esplorare con i partner internazionali le modalità per contenere l'aumento dei prezzi dell'energia, compresa la possibilità di introdurre tetti temporanei ai prezzi delle importazioni” e invitano “tutti i Paesi a fornire un contributo alla definizione del price cap e all’attuazione di questa importante misura”.

L’obiettivo, spiegano, è “creare un'ampia coalizione per massimizzarne l'efficacia ed esortiamo tutti i Paesi che si propongono di continuare a importare petrolio e prodotti petroliferi russi a impegnarsi a farlo solo a prezzi pari o inferiori al price cap”.

Posto che i Paesi del G7 intendono quindi “eliminare gradualmente il petrolio e i prodotti russi dai nostri mercati nazionali”, stabilire un price cap “mira ad alleviare la pressione sui prezzi globali del petrolio e a sostenere i Paesi importatori di petrolio a livello mondiale, consentendo un accesso ininterrotto al petrolio russo a prezzi pari o inferiori al price cap per i Paesi che continuano a effettuare tali importazioni”.

La misura, sostengono i ministri delle finanze, “potrà essere particolarmente vantaggiosa per i Paesi, in particolare quelli vulnerabili a basso e medio reddito, che soffrono per gli alti prezzi dell'energia e dei beni alimentari, aggravati dalla guerra di aggressione della Russia. Accanto alle nostre misure restrittive, svilupperemo anche meccanismi di mitigazione mirati che assicurino il mantenimento dell'accesso ai mercati energetici, compreso quello russo, da parte dei Paesi più vulnerabili”.

Ricordato che “per l'Unione europea è necessaria l'unanimità dei 27 Stati membri”, i Ministri propongono di “allineare l'attuazione con la tempistica delle misure correlate nell'ambito del sesto pacchetto di sanzioni dell'Unione europea”.

Il tetto iniziale dei prezzi “sarà fissato a un livello basato su una serie di contributi tecnici e sarà deciso dall'intera coalizione prima dell'attuazione” in ogni stato. Il price cap “sarà comunicato pubblicamente in modo chiaro e trasparente”. La sua efficacia e il suo impatto saranno “attentamente monitorati e il livello dei prezzi sarà rivisto se necessario”.

Secondo i ministri “l'attuazione pratica del price cap” si baserà “su un sistema di archiviazione e attestazione che coprirà tutti i tipi di contratti pertinenti. Il nostro obiettivo è quello di garantire un'attuazione coerente in tutte le giurisdizioni. Nell'attuazione, vorremmo limitare le possibilità di aggirare il regime di price cap, riducendo al contempo al minimo l'onere amministrativo per gli operatori di mercato. In vista della definizione e dell'attuazione finale, continueremo a coinvolgere un gruppo eterogeneo di Paesi e di parti interessate per migliorarne la chiarezza e rafforzarne il rispetto, e consentire che gli scambi continuino a svolgersi a un livello pari o inferiore al price cap previsto”.

La coalizione dovrà “stabilire un quadro di cooperazione tra le varie giurisdizioni per garantirne il rispetto e consentire il monitoraggio e la supervisione della misura. Una volta che questa sarà operativa, la coalizione potrà prendere in considerazione ulteriori azioni per assicurare l'efficacia del price cap. La misura del price cap sarà riesaminata e riconsiderata ove opportuno”.

Concludendo, i ministri ribadiscono che “in linea con gli impegni assunti dai Leader del G7 a Elmau”, continueranno a “incoraggiare i Paesi produttori di petrolio ad aumentare la loro produzione per ridurre la volatilità nei mercati energetici. In questo contesto, accogliamo con favore le recenti decisioni dell'OPEC di aumentare la produzione in condizioni ristrette di offerta. Li invitiamo a continuare ad agire in questo senso. Aumenteremo il coordinamento con i partner – concludono – impegnati a rafforzare l'efficienza, la stabilità e la trasparenza nei mercati energetici”. (aise) 

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