Giovedì, 20 gennaio 2022 - ore 21.08

Summit dei ministri delle Finanze alla Cop26. Questa volta riusciranno a mantenere le promesse?

Come la finanza pubblica e privata può guidare la transizione verso un mondo net zero e climaticamente resiliente

| Scritto da Redazione
Summit dei ministri delle Finanze alla Cop26. Questa volta riusciranno a mantenere le promesse?

Alla COP26 Unfccc in corso a Glasgow è il giorno del summit dei ministri delle finanze, delle  istituzioni finanziarie internazionali e il settore finanziario per cercare di sbloccare i finanziamenti globali per l’azione climatica.

Come ricorda in una nota la presidenza britannica della COP26, «La mobilitazione dei finanziamenti è fondamentale se vogliamo attuare l’azione urgente di cui abbiamo bisogno per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5° C. Sono necessari trilioni di dollari di investimenti aggiuntivi all’anno per garantire un futuro low-carbon e sostenere i Paesi che già convivono con gli impatti devastanti del cambiamento climatico».

Intervenendo al summit, il presidente della COP26, Alok Sharma, ha ricordato che «Oggi ci sono più finanziamenti pubblici e privati che mai ​​per l’azione climatica. Ma per rispettare gli impegni presi nell’Accordo di Parigi e mantenere in vitagli 1,5° C, abbiamo bisogno che i Paesi sviluppati mantengano i finanziamenti pubblici e liberino i trilioni necessari agli investimenti privati ​​per creare un futuro net zero e proteggere vite e mezzi di sussistenza dagli effetti devastanti di cambiamento climatico. Ecco perché abbiamo fatto della finanza un obiettivo chiave della COP26, perché questi nuovi impegni da parte delle nazioni e del settore finanziario privato sono così benvenuti e perché continuiamo a spingere i Paesi a fare di più per soddisfare i loro obblighi finanziari. I Paesi ci stanno dicendo di cosa hanno bisogno, ora la finanza globale deve rispondere».

Il problema, che pesa come un macigno nei rapporti tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo – è che i Paesi ricchi non hanno rispettato l’impegno di finanziare con 100 miliardsi di dollari all’anno l’adattamento climatico dei Paesi poveri-

Alcuni Paesi ricchi hanno assunto nuovi impegni per aumentare i finanziamenti per sostenere i Paesi in via di sviluppo nell’affrontare gli impatti del cambiamento climatico, compresa la Norvegia che ha deciso di triplicare i suoi finanziamenti per l’adattamento,  mentre Giappone e Australia li raddoppieranno. Svizzera, Stati Uniti e Canada hanno aderito all’Adaptation Fund che prevede il più grande impegno finanziario mai preso dagli Stati Uniti per l’adattamento e per ridurre gli impatti climatici sui più vulnerabili ai cambiamenti climatici in tutto il mondo. Mentre il Canada si è impegnato a destinare il 40% dei suoi finanziamenti per il clima all’adattamento.

Nuovi impegni per il finanziamento climatico, che si basano sul piano stabilito prima della COP26 per dare i 100 miliardi di dollari all’anno ai Paesi in via di sviluppo, sono arrivati ​​anche da Regno Unito, Spagna, Giappone, Australia, Norvegia, Irlanda e Lussemburgo.

Le difficoltà che molti Paesi affrontano per garantire gli investimenti per il clima sono anche burocratiche, per questo oggi il Regno Unito ha annunciato 100 milioni di sterline i di nuovi finanziamenti per sostenere l’approccio della Taskforce on Access to Climate Finance che co-preside insieme alle Fiji. La task force ha avviato una partnership con 5 “Paesi pionieri” – Bangladesh, Fiji, Jamaica, Rwanda e Uganda – per supportarli e per sostenere le loro comunità locali per riuscire a ottenere i finanziamenti di cui hanno bisogno per i loro piani climatici.

Ulteriori impegni sono previsti nei prossimi giorni, anche sull’adattamento. La COP26  vedrà anche l’avvio di discussioni su un nuovo obiettivo finanziario globale per sostituire l’obiettivo di 100 miliardi di dollari del 2025.

Per dimostrare i benefici diretti che il finanziamento pubblico per il clima può ottenere, i leader di Sudafrica, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania e Unione Europea hanno annunciato ieri un partenariato innovativo per sostenere il Sudafrica nella sua transizione energetica giusta e accelerata. La partnership internazionale ha annunciato che nei prossimi 3 – 5 anni potranno essere messi a disposizione del Sudafrica 8,5 miliardi di dollari per aiutare il Paese produttore di elettricità a più alta intensità di carbonio al mondo a raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni più ambizioso all’interno del suo rinnovato e ambizioso Nationally Determined Contribution.

I ministri delle finanze hanno anche discusso di come sfruttare i miliardi di dollari di finanziamenti pubblici per attrarre i trilioni di dollari di finanziamenti privati ​​necessari per arrivare davvero a realiuzzare un futuro climaticamente resiliente, a zero emissioni, e di come supportare i Paesi in via di sviluppo perché riescano ad accedere a questi finanziamenti.

Inoltre, Usa, Ue e Regno Unito si impegnati a collaborare con i Paesi in via di sviluppo per sostenere una ripresa post-Covid-19 verde e resiliente e per aumentare gli investimenti per infrastrutture pulite e verdi nei Paesi in via di sviluppo.

Il Regno Unito ha impegnato anche 576 milioni di sterline per un pacchetto di iniziative per mobilitare finanziamenti nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo, inclusi 66 milioni di sterline per espandere l’UK’s MOBILIST programme che aiuta a sviluppare nuovi prodotti di investimento che possono essere quotati sui mercati pubblici e attrarre diversi tipi di investitori.

Le iniziative annunciate dal World Bank Group e dall’Asian Development Bank  condivideranno il rischio con i Paesi in via di sviluppo e punteranno a raccogliere fino a 8,5 miliardi di dollari in nuovi finanziamenti a sostegno dell’azione climatica e dello sviluppo sostenibile.  E’ stato presentato anche il nuovo Climate Investment Funds’ Capital Markets Mechanism (CCMM), un meccanismo di finanziamento innovativo che stimolerà gli investimenti nell’energia solare ed eolica e in altri tipi di energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo.

Anche le istituzioni finanziarie private hanno compiuto un passo importante per garantire che gli investimenti esistenti e futuri siano allineati all’obiettivo globale dell net zero. 35 Paesi hanno concordato mandatory actions per garantire che gli investitori abbiano accesso a informazioni affidabili sul rischio climatico per spostare i loro investimenti in aree più verdi. Per garantire standard comuni, 36 Paesi hanno accolto con favore l’annuncio di un nuovo organismo internazionale, l’International Sustainability Standards Board (ISSB).

Attraverso la Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ,) guidata da Mark Carney, oltre 130 trilioni di dollari di finanziamenti privati ​​sono impegnati verso obiettivi net zero, basati sulla scienza e su target a  breve termine. I partecipanti alla GFANZ sono tenuti a stabilire obiettivi a breve termine solidi e basati sulla scienza entro 12-18 mesi dall’adesione, e più di 90 delle istituzioni fondatrici lo hanno già fatto. Un obiettivo chiave di GFANZ è supportare i Paesi in via di sviluppo e i mercati emergenti.

Il cancelliere del Regno Unito ha annunciato l’intenzione di allineare il centro finanziario del Regno Unito allo zero netto. Secondo le proposte, ci saranno nuovi requisiti per le istituzioni finanziarie e le società quotate del Regno Unito per pubblicare piani di transizione net zero che dettaglino come si adatteranno e si decarbonizzeranno man mano che il Regno Unito si avvicinerà a un’economia net zero entro il 2050.

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