Domenica, 25 agosto 2019 - ore 02.11

Un trentina di cittadini inviano una Lettera aperta ai signori candidati Sindaco Cremona sui Beni Comuni

Un gruppo di persone della comunità cremonese lontano dalla militanza partitica, stante l’attuale quadro politico e culturale, ha ritrovato in questi ultimi tempi le ragioni dell’impegno civile avendo come elemento unificante il Bene Comune inteso come l’insieme di quei “beni” di uso comune, indispensabili per la qualità della vita.

| Scritto da Redazione
Un trentina di cittadini inviano una Lettera aperta  ai signori candidati Sindaco Cremona sui Beni Comuni

Un trentina di cittadini inviano una Lettera aperta  ai signori candidati Sindaco Cremona sui Beni Comuni

Un gruppo di persone della comunità cremonese lontano dalla militanza partitica, stante l’attuale quadro politico e culturale,  ha ritrovato in questi ultimi tempi le ragioni dell’impegno civile avendo come elemento unificante il Bene Comune inteso come l’insieme di quei “beni” di uso comune, indispensabili per la qualità della vita.

Beni Comuni che ai nostri giorni sono esposti a due pericolose minacce per la qualità della vita:

il deterioramento dell’habitat, fattore le cui caratteristiche fisiche e ambientali condizionano la vita, a causa dei nefasti effetti dei cambiamenti climatici, del degrado degli ecosistemi, della perdita di biodiversità, dell’abbandono generalizzato dell’importante patrimonio naturale e culturale delle nostre terre con pesanti conseguenze per la qualità dell’alimentazione;

lo sfarinamento del “diritto di cittadinanza”, uno dei principi fondamentali della democrazia e della libertà esplicitamente e implicitamente riconosciuto da molti articoli della nostra Costituzione, dovuta alla frequenza della tracotanza delle scelte economicistiche e/o ragionieristiche delle stesse istituzioni.

Tutto ciò esige la restituzione al cittadino del democratico diritto al controllo sull’operato di chi egli aveva votato quale suo rappresentante nelle istituzioni sulla base di un programma. Un diritto, finora poco o mai applicato, ma che ormai si ritiene giusto pretendere in conseguenza della inaffidabilità, soprattutto in questi ultimi tempi, delle promesse elettorali.

Fatta questa premessa, i firmatari di questa lettera aperta rivolgono ai signori candidati Sindaco di questo territorio alcune domande più specifiche, ovvero che cosa si propongono di fare per le seguenti tematiche:

  • riappropriazione da parte dell’istituzione scolastica, anche attraverso la dignità delle strutture di competenza dell’ente locale, dell’alto ruolo che essa ha nel percorso della prima e delicatissima fase, scuole materne e istituti comprensivi, per la formazione di futuri cittadini consapevoli dei propri diritti, prima ancora che di futuri lavoratori civicamente impreparati;
  • crescita culturale della comunità in senso generale, visti i risultati per qualità raggiunti da altre realtà, implementando di più alti contenuti le iniziative finora realizzate. È fuori da ogni dubbio che un grande contributo verrebbe dalla rottura di un isolamento materiale e culturale da altre realtà, come Milano e non solo. Una richiesta quindi di una energica e intelligente azione politica per il potenziamento dei collegamenti, da realizzarsi con trasporto su ferro, per ridurre al massimo il pendolarismo su gomma. Nell’epoca dei treni ad alta velocità è divenuto ormai inaccettabile che un capoluogo di provincia distante soli 70 km da un capoluogo di Regione e capitale dell’economia e della cultura non possa essere collegato in soli 40-45 minuti;
  • contribuito ineludibile che ogni territorio è tenuto al taglio delle emissioni climalteranti e inquinanti con interventi sul traffico urbano, sull’efficientamento degli edifici (a partire da quelli pubblici), su un nuovo ruolo delle utility circa, ad esempio, nei settori della produzione di energia e della raccolta e trattamento dei rifiuti alternativo all’incenerimento, come indicato dalle nuove Direttive 2018 dell’UE contenute nel “Pacchetto economia circolare” (GUUE del 14/6/ 2018), ecc.;
  • ricostruzione di un più democratico rapporto istituzione-cittadino scaduto, come già manifestatosi spesso nei piccoli centri, a livello di istituzione-suddito,
  • recupero da parte del cittadino del suo senso di appartenenza alla comunità, oggi piuttosto compromesso, e della sua fiducia nelle stesse istituzioni, e quindi nei partiti che ad esse prestano i loro uomini, per il sempre più spinto atteggiamento di autoreferenzialità;

 

  • adozione, come già avviene in molte città, come Milano, Bologna Parma, ecc., dello strumento del “bilancio partecipativo” per rilanciare la partecipazione dei cittadini alla vita politica della propria comunità attraverso il loro coinvolgimento nell'assegnazione di una quota del bilancio dell'Ente locale.

Hanno firmato:

Circolo culturale “AmbienteScienze” (Cremona), Associazione “ABC – Alleanza Bene Comune” (Cremona), Almerico Sesso (Soncino CR), Ave Savi (Cremona), Benito Fiori (Cremona), Brian Cigala (Caorso PC), Canio Codella, (Crotta d’Adda CR), Daniela Rallo (Cremona), Dario Faccini (Bonemerse CR), Domenico Ferrari (Cremona), Giorgio Brugnoli (Castelverde CR), Giovanni Fusar Poli (CR), Giovanni Gatti (Cremona), Giulia Galelli (Caorso PC), Ilaria Visioli (Spinadesco CR), Lucia Zanotti (Cremona), Maurizio Piseri (Cremona CR), Michela Barbisotti (Spinadesco CR), Michele Brugnoli (Castelverde CR), Niccolò Gambino (Castelvetro P.no  PC), Olivia Barbieri (Cremona), Ornella Bolzani (Cremona), Paolo Galante (Spinadesco CR), Vania Zanetti (Spinadesco CR), Maria Luisa Paroni (Casalmaggiore CR) e Mariarita Signorini (una cremonese che vive a Firenze e «che ama molto la propria città natale»)

 

 

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