Martedì, 19 febbraio 2019 - ore 09.51

VICENDA MASCHIO: NON VA BENE CONFESERCENTI CHIEDE INCONTRO URGENTE CON IL SINDACO DI CREMONA

BOSCHIROLI: “UN CAMBIO DI ROTTA MOLTO PERICOLO, CHE SOMIGLIA A UN OUT-OUT” MEDIE STRUTTURE DI VENDITA, IN TRE ANNI A CREMONA I METRI QUADRATI PER OGNI 1000 ABITANTI SONO CRESCIUTI DEL +16,4

| Scritto da Redazione
VICENDA MASCHIO: NON VA BENE  CONFESERCENTI CHIEDE INCONTRO URGENTE CON IL SINDACO DI CREMONA

VICENDA MASCHIO: NON VA BENE  CONFESERCENTI CHIEDE INCONTRO URGENTE CON IL SINDACO DI CREMONA

BOSCHIROLI: “UN CAMBIO DI ROTTA MOLTO PERICOLO, CHE SOMIGLIA A UN OUT-OUT” MEDIE STRUTTURE DI VENDITA, IN TRE ANNI A CREMONA I METRI QUADRATI PER OGNI 1000 ABITANTI SONO CRESCIUTI DEL +16,4%

Confesercenti della Lombardia orientale sede di Cremona prende atto che sulla vicenda Maschio-Fienagione l’amministrazione comunale ha cambiato improvvisamente rotta, dimenticandosi totalmente delle legittime richieste avanzate dalle categorie commerciali tra le quali quella di avviare una riflessione profonda che tenga conto del quadro generale della situazione vissuta dal comparto, comprendendo tutte le dinamiche in gioco e le ricadute pesanti di determinate scelte.

Confesercenti della Lombardia orientale sede di Cremona apprende che la commissione ambiente ha dato il via libera alla “trattativa” con l’azienda per un percorso che ha come obiettivo ultimo la trasformazione dell’area da produttiva a commerciale con la prospettiva che in quella zona possa insediarsi un nuova grande struttura di vendita oppure più medie strutture. Un rischio che la città, a parere nostro, non può permettersi di correre: se ciò avvenisse infatti la nuova entità, unita alla presenza di centri commerciali e ipermercati, e ai futuri progetti di sviluppo e di ampliamento di aree commerciali già esistenti, trasformeranno il comparto in un polo commerciale di enormi dimensioni.

Questa nuova entità sorgerebbe alle porte della città, in un punto strategico, diventando una sorta di barriera all’ingresso per i flussi verso il centro con risultati devastanti sul tessuto economo-commerciale di Cremona.

Confesercenti parte da un’analisi di fatti e dati: tra il 2015 e il 2018 nel comune di Cremona si è registrato un aumento del 7,4% di medie strutture di vendita quando nello stesso periodo in città come Brescia e Mantova si è registrato rispettivamente il -2,6% e il +3%. Non solo, in questi tre anni, è aumentato del 16,4% il numero di metri quadrati ogni mille abitanti in netto contrasto con il trend a Brescia (-3,7%) e a Mantova (-1%).

Alla luce di tutto questo Confesercenti della Lombardia orientale sede di Cremona chiede al più presto un confronto tra gli amministratori locali, il sindaco e gli assessori coinvolti nella vicenda, e tutti i referenti delle associazioni del commercio affinché si faccia chiarezza sulle reciproche posizioni.

“Ciò che è accaduto in commissione ambiente è molto pericoloso - afferma il presidente Agostino Boschiroli - Perché potrebbe creare un precedente gravissimo: se passasse questa linea, da domani qualsiasi azienda in crisi sarebbe autorizzata a fare altrettanto, utilizzando la leva della salvaguardia dell’occupazione come arma di ricatto morale.

Non è accettabile alcun out out: su queste basi non può essere costruito alcun confronto. Invece, ci troviamo di fronte all’amministrazione che nicchia e non pensa alle conseguenze di ciò che potrebbe accadere una volta imboccata questa strada”.

“Come Confesercenti della Lombardia orientale sede di Cremona - prosegue Boschiroli - abbiamo più volte paventato questo momento e più volte abbiamo spiegato quali sono le nostre legittime preoccupazioni. Innanzitutto, non comprendiamo quali garanzie o quali armi legislative abbiano in mano gli amministratori per essere certi che l’azienda Maschio una volta incassato il sì alla  trasformazione possa essere “costretta” ad accettare alcune condizioni come quella del divieto di insediare determinate categorie merceologiche o di mantenere i livelli occupazionali intatti.

L’amministrazione ha sempre trattato la questione a livello politico e mai a livello concreto, coinvolgendo i veri protagonisti di questa vicenda. Chiediamo quindi che gli operatori, i commercianti, i negozianti della città vengano ricevuti e ascoltati perché in gioco ci sono le loro attività, le loro famiglie, le loro vite”.

“Ogni settimana - spiega il direttore Giorgio Bonoli - ci incontriamo con questa amministrazione e con gli altri rappresentati del commercio cittadino. Sediamo al tavolo del Distretto Urbano del commercio per lavorare al rilancio della città, del suo centro storico, cercando di inventarci ogni volta iniziative, eventi, strumenti di supporto agli operatori. Purtroppo, oggi constatiamo che siamo soli nel fare questo, che l’amministrazione evidentemente ha altre metodologie.

A parole si dice una cosa mentre con i fatti si fa altro: è indubbio che ci sia stato un cambio di direzione, evitando quella chiarezza che si dovrebbe avere verso interlocutori leali”.

“Due cose vorrei stigmatizzare - prosegue Bonoli - La questione della salvaguardia occupazionale è alquanto pretestuosa: spero che l’amministrazione si renda conto che l’apertura di un polo commerciale come quello che potrebbe sorgere nell’area tra la tangenziale e via Castelleone significherebbe la fine del centro storico. Per i negozi che in questi anni di crisi hanno tenuto, confrontandosi anche con l’e-commerce, sarebbe la mazzata finale. E dietro una vetrina che si spegne, c’è un’attività, un lavoratore, una famiglia. Senza parlare delle conseguenze a livello di sicurezza e di crisi immobiliare. Infine, il paradosso che io vedo è quello legato all’ecologia e alla viabilità: in questi anni il centro storico ha subito interventi per diminuire le emissioni inquinanti, c’è stata l’estensione della Ztl e i vari blocchi di traffico…peccato che i flussi veicolari, quelli veri, siano altrove, ormai tutti all’esterno. Ed ora questa stessa amministrazione così attenta all’aspetto ecologico non pensa che l’apertura di un nuovo centro commerciale, che di fatto amplia gli insediamenti già esistenti, possa in qualche modo influire negativamente su quella zona della città? Chiuderà la tangenziale così come ha fatto con il centro?”.

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