Giovedì, 12 dicembre 2019 - ore 18.05

World Friends per i bambini del Kenya

| Scritto da Redazione
World Friends per i bambini del Kenya

Campagna di World Friends per le mamme e i bambini del Kenya
Giornate conclusive per la campagna di World Friends “Nati nel posto giusto”, dedicata alla raccolta fondi e sensibilizzazione a favore delle mamme e dei bambini in Kenya. Il Neema Hospital è un centro sanitario polivalente costruito da World Friends a Nairobi, per dare assistenza gratuita alle popolazioni delle baraccopoli e garantire la formazione del personale medico e paramedico locale. Il dottor Gianfranco Morino è uno dei fondatori di World Friends e vive da anni a Nairobi. Lucas Dùran lo ha intervistato chiedendogli quale sia il significato e l’origine del nome Neema:
R. – Neema è una parola swahili che vuol dire “grazia”, cioè la benedizione di Dio con il lavoro dell’uomo. E allora ripensandoci, al posto di Neema c’era un grande terreno di terra rossa, che l’arcidiocesi di Nairobi ha messo a disposizione di World Friends, per sviluppare un piccolo ospedale. E' arrivato il piccolo ospedale, il piccolo ospedale ha cominciato a funzionare nel 2009, con vari servizi diagnostici, con laboratori, ambulatori, un centro materno infantile e un pronto-soccorso. Abbiamo poi iniziato la costruzione di un centro maternità, che è stata conclusa: stanno ora arrivando le attrezzature e a febbraio verrà inaugurata.
D. – Quante sono le persone coinvolte nell’attività del Neema Hospital di Nairobi?
R. – Riporto soltanto qualche dato del 2010: sono stati coinvolti circa 170 mila abitanti di Nairobi in varie forme, sia come pazienti, sotto i progetti di World Friends, e sia come prevenzione, cura e follow-up dopo la terapia, ma anche nell’ambito della formazione, che rimane sempre uno degli obiettivi principali. Infatti uno dei riconoscimenti, che è già stato dato a Neema dal governo del Kenya, è proprio la licenza per fare formazione medica continua, sia per medici sia per infermieri; per cui ogni settimana abbiamo un corso, un seminario di aggiornamento per gli specializzandi e per i giovani. Tutto questo con l'obiettivo principale di frenare la fuga di professionisti dall'Africa.
D. - Chi sono i beneficiari, come si può avere accesso alle cure del Neema Hospital?
R. - L'Africa ha un problema gravissimo e non solo l'Africa, perchè un po' in tutto il mondo si sta ampliando la disuguaglianza sociale e ancor di più proprio nell'ambito relativo alla salute. Questo lo si vede soprattutto nelle grandi megalopoli e Nairobi ne è un esempio evidente tra le grandi città dell'Africa di come l'abisso tra il più povero e il più ricco si sta sempre più ampliando. Paradossalmente chi ha più bisogno di assistenza e di cure sanitarie, meno se le può permettere... Purtroppo, in tutti gli ospedali del Kenya la sanità si paga! C'è un servizio pubblico, ma non funziona e gli ospedali sono sempre a pagamento. Noi abbiamo una parte di pazienti che contribuisce e quindi i pazienti di una classe media - diciamo - beneficiano dei servizi di qualità del Neema, sia servizi diagnostici che di laboratorio e radiologici; ed una parte di pazienti invece a cui paghiamo i costi. I costi ci sono e quindi l'ospedale va sostenuto. Questi fanno parte dei programmi sul territorio, per cui gli operatori sociali individuano le famiglie più povere e queste famiglie possono così accedere ai servizi del Neema senza pagare: nessun paziente viene lasciato sul marciapiede - come avviene in altri ospedali - perché non si manda via nessun paziente, tanto più se è un'emergenza!(ap)

fonte: http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=449109

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