Martedì, 15 giugno 2021 - ore 11.51

Alla ricerca dei Lombardi in Spagna

| Scritto da Redazione
Alla ricerca dei Lombardi in Spagna

LOMBARDI DEL MONDO - Alla ricerca dei Lombardi in Spagna . Missione AMM a
Barcellona.
In questi ultimi tempi di ristrettezze economiche, le politiche regionali
sull'emigrazione tendono a ridimensionare o comunque a ridiscutere i criteri
dei contributi pubblici a favore delle proprie comunità all'estero. Tutte le
somme che devono essere erogate sia sono forma di contributi diretti,sia
sotto forma di finanziamento a progetti devono portare secondo una dottrina
sempre più diffusa ad un ritorno alle Regioni visibile,documentabile e
soprattutto dando una immagine di sobrietà, evitando situazioni che possono
essere considerate degli sprechi pubblici o delle attività fini a sé stesse.

Naturalmente questo non può essere un percorso neutro perché soggetto ad
interpretazioni istituzionali e politiche o con linee di indirizzo carenti
di conoscenza sulle reali necessità delle nostre comunità.

E nemmeno può essere legato solamente alle cifre effettivamente erogate che
secondo una stima di qualche anno fa,sommando tutti i finanziamenti
regionali per l'emigrazione, raggiungono i 30 milioni di euro, rispetto ad
una necessità stimata di 500 milioni di euro.

Anche perché le Regioni italiane al'estero spendono ben oltre questa piccola
cifra,considerato che hanno complessivamente ben 178 sedi per le più
svariate attività. E nell'affermare questo non sono tra quelli che dicono
che sono tutte inutili ma che ,obbligatoriamente, devono essere
razionalizzate e se possibile integrate nella loro attività con le politiche
a favore delle nostre comunità all'estero da legislazioni regionali più
omogenee .Sono anche tra coloro che dicono che si può anche spendere meno ,
ma che si deve certamente spendere meglio.

Tutto questo deve portare inevitabilmente ad un confronto tra
l'Associazionismo che rappresenta gli Italiani nel Mondo e le principali
Regioni e i loro referenti istituzionali. Uno degli esempi più significativi
è quello iniziato dall'UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed
Emigrati) con la Regione Veneto e quello che sta per iniziare con la Regione
Lombardia direttamente con il Presidente Roberto Formigoni


E qui occorre tenere presente una differenza di strategia tra il Nord e il
Sud ben esemplificata dallo studioso Alessandro Alfieri, curatore del volume
'La politica estera delle Regioni' frutto della collaborazione tra l'Arel
(Agenzia di Ricerche e Legislazione) e l'Ispi (Istituto per gli Studi di
Politica Internazionale). Secondo quest'ultimo infatti "Le Regioni del Sud
sono più attente al dialogo culturale, a far sentire i corregionali parte di
una 'unità italica', con la creazione, ad esempio, di siti virtuali dove i
giovani possono conoscersi e confrontarsi; mentre le Regioni del Nord hanno
finora puntato di più sui corregionali come veicolo, come strumento di
promozione economica  del territorio.".

Questo è stato recentemente riconfermato del Governatore Roberto Formigoni
che da sempre considera prioritario sviluppare "le business community"
italiane all'estero con una nuova normativa che preveda strumenti per
incentivare gli scambi di conoscenze e di professionalità per valorizzare il
capitale umano,la formazione e le reti di eccellenza nei campi della ricerca
scientifica e tecnologica. Un ragionamento che ha una sua logica,essendo  i
lombardi (quasi tutti imprenditori o liberi professionisti), la comunità
residente all'estero più numerosa sia in Asia che in Africa, la quarta in
Europa e con una presenza significativa dall'America del Nord all'America
del Sud dove la minor presenza rispetto agli altri insediamenti regionali
viene compensata da un ampio fenomeno che va sotto il nome di "nuova
mobilità lombarda" ,un' emigrazione imprenditoriale e di mestiere che
risiede permanentemente all'estero senza rinunciare alla propria residenza
in Italia .

E se ritengo sempre prioritario il mantenimento di interventi sociali della
Regione Lombardia a favore dei propri indigenti all'estero , ho ritenuto di
verificare la fattibilità di questa volontà istituzionale della Regione
Lombardia andando il 12 gennaio scorso con un a breve missione in una delle
città che richiamano maggiormente gli italiani( e anche lombardi) :
Barcellona in Spagna la città dei primati, avendo la sede della più antica
società benefica e culturale italiana nel mondo , la Casa degli Italiani
(fondata dal cremasco Amerigo Fadini), essendo la prima meta turistica dei
nostri connazionali ,avendocon una presenza stabile di circa 60mila italiani
(di cui quasi la metà proveniente da Argentina e Uruguay) con altri
30milaconnazionali  residenti alle Baleari :,complessivamente la metà degli
italiani presenti in Spagna. Una immigrazione di qualità : secondo i dati
ufficiali il 95% sono imprenditori e professionisti e solo il 5% sono
dipendenti e prestatori d'opera. I professionisti, secondo i dati ATA
(Associacion Trabajadores Autonomos) sono 13 mila. In realtà gli italiani
che vivono e lavorano in Spagna sono molti di più in quanto molti non sono
censiti.


Una presenza i cui spiccano moltissimi giovani, neo-laureati, spesso delusi
dal panorama politico e sociale dell'Italia e dalla mancanza di opportunità
professionali in patria che vedono in Barcellona la città giovane, dinamica
ed efficace che non trovano più nel loro paese. Un dato confermato dal fatto
che la città è al primo posto delle mete scelte dagli studenti italiani
inseriti nell' Erasmus, il piano europeo di scambio di studenti universitari

L'obiettivo, portato avanti assieme alla nostra corrispondente del Portale
dei Lombardi nel Mondo in Spagna, Marcella Bellocchio era soprattutto quello
di capire innanzitutto le necessità della nostra comunità rispetto alle
autorità locali,acquisire dei dati sulla presenza imprenditoriale e
studentesca lombarda ma soprattutto di acquisire elementi per tradurre tutto
ciò in una proposta legislativa per la futura legge sui lombardi nel mondo.

In tal senso è stata molto utile e costruttivo l'incontro con il Consolato
italiano a Barcellona nella figura del Console Federico Ciattaglia e del dr.
Francesco Maccarrone nell'acquisire un quadro d'insieme della situazione e
delle problematiche della nostra comunità.

Problematiche che meriterebbe anche  un rafforzamento dell'organico
consolare (essendoci solo una ventina di funzionari) sia per il numero dei
residenti e sia per la forte presenza turistica italiana su una vastissima
area consolare .

Non siamo arrivati certamente ad una conclusione,essendo stato l'inizio di
un percorso, ma certamente possiamo affermare che vi sono tutte le premesse
per creare una Associazione dei Lombardi in Spagna, che vi è un fortissimo
interesse dei giovani lombardi per dare un contributo operativo  in Spagna
per promuovere l'Expò e che gli interventi regionali per creare una rete
lombarda ,devono tenere conto anche di tutti quei giovani emigranti che pur
non avendo titoli accademici, svolgono con impegno il loro  lavoro : anche
loro devono essere considerati  delle "eccellenze".Tra coloro conosciuti o
che si sono messi in contatto vorrei citare Laura
Cremonesi,milanese,attivissima Presidentessa dell'Associazione degli
Italiani a Siviglia, il "varesotto-mantovano"  Simone Darco (Siviglia) e  il
mantovano Thomas Genovesi (Alicante) , Ambedue lavorano nel settore della
ristorazione.

Una ultima annotazione sulla crisi economica in Spagna. Vorrei rispondere
con un giudizio che condivido , quello espresso efficacemente dal blogger
italiano in Spagna Lucio Colavero : "Qui stiamo vivendo una crisi fortissima
della quale non si vede ancora minimamente la fine, ma credo fortemente che
la Spagna sia ancora un bel posto dove vivere, un bel posto dove iniziare..
In Spagna è inoltre veramente più difficile evadere le tasse, hacienda (il
ministero delle finanze) entra direttamente nel tuo conto in banca e ti
chiede spiegazioni su eventuali versamenti periodici non dichiarati. A marzo
ti arriva per posta il tuo bel 740 già precompilato, non si scappa...In
Spagna il mio foglio di carta è stato da subito ben accolto e mi ha
garantito perlomeno una posizione sociale protetta, in un quadro lavorativo
non del tutto rassicurante ma potenzialmente tale. Sono a Madrid da 5 anni
ma ho cambiato lavoro da uno e mezzo, in piena crisi economica. Quanti
curriculum avevo inviato? UNO. Va beh, mi direte, è anche fortuna. Sì, lo
ammetto, ma avrei avuto la stessa fortuna a Milano? Non credo proprio.Tutti
stanno facendo il loro sforzo per uscire dalla crisi il prima possibile e
questa sensazione trasmette fermezza e sicurezza e non fa perdere l'allegria
spagnola. Furbo, in Spagna, si dice listillo, ed ha una pessima
connotazione: se sei furbo non sei un esempio da seguire. E questo, della
Spagna, è un aspetto che adoro. Concludendo: in Spagna non si sta meglio che
in Italia ma almeno si ha la sensazione contraria."

Riflettiamoci.

Daniele Marconcini
Presidente Associazione dei Mantovani nel Mondo Onlus
Vice Presidente Nazionale UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed
Emigrati)

www.lombardinelmondo.org
www.mantovaninelmondo.eu

 

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