Venerdì, 13 dicembre 2019 - ore 06.16

Alla ricerca del terzo polo

| Scritto da Redazione
Alla ricerca del terzo polo

Alla ricerca del terzo polo
Le fibrillazioni della politica nazionale fanno sentire i loro effetti anche a livello locale. Le cronache riferiscono di spostamenti già in corso o solo ipotizzati verso il nuovo partito finiano e di riunioni propedeutiche di un nuovo centro o di un terzo polo. Di questo tenore è stato l’intervento di Bruno Tabacci (lunedì a Crema) ad un incontro con molti politici di orientamento cattolico, dove il parlamentare di Alleanza per l’Italia (già Udc) ha sostenuto la necessità di “un progetto nuovo con chi voglia costruire il centro, partendo da tolleranza, etica civile ed equilibrio”.
Che il problema sia sentito particolarmente dai politici di orientamento cattolico, lo dimostra anche la pagina di Vita Cattolica dell’11 novembre – Alla ricerca del “terzo polo” – su cui si sono confrontati Giovanni Biondi (ex segretario Dc, poi Popolare, ora ApI) e Giuseppe Trespidi (ex Dc, ora segretario Udc); nonché i numerosi forum, “collegamenti” e associazioni, nati in tutta Italia, con l’intento di aprire un dialogo tra i cattolici impegnati in politica, o (in qualche caso) di restaurare un ponte tra la storia e la cultura della Dc e le nuove generazioni di cattolici impegnati in politica.
Rimanendo sul piano locale, nel suo intervento su Vita Cattolica, Biondi (all’opposizione a livello locale), ha rivolto “un appello ai cattolici impegnati nel volontariato”, che ha due valenze; una strettamente politica: superare il bipolarismo e “costruire una alternativa dal centro”; l’altra cultural-politica: elaborare un progetto capace di riportare la dottrina sociale cristiana al centro della politica, stimolare una nuova militanza e vincere la disaffezione crescente verso i partiti.
Trespidi (in maggioranza a livello locale) delinea un disegno più politico, fondato sul progetto dell’Udc di costituire un “partito della nazione” (assieme a Liberal e Rosa Bianca); ritiene difficile individuare un percorso unitario con le altre formazioni di centro e auspica un percorso parallelo, basato su una “grande coalizione”, l’unica idonea a risolvere i grandi problemi del paese; incoraggiato in questo dai sondaggi di 24 Ore, che premierebbero un terzo polo centrista.
La “terza via” in politica, in effetti, ha sempre attratto i cattolici, dal Zentrum tedesco al Movimento Repubblicano Popolare francese, alla Democrazia Cristiana italiana. Sia per l’influenza della dottrina sociale, che propone il cristianesimo sociale in alternativa al liberalismo e al socialismo, sia per le condizioni storiche nelle quali i diversi partiti “centristi” hanno operato.
Oggi, i cittadini elettori, disorientati dalla girandola di partiti succedutisi dopo la caduta del muro di Berlino e dopo tangentopoli, faranno fatica probabilmente a capire alleanze o aggregazioni basate su formule puramente politiche, la politique d’abord di nenniana memoria, la politique politicienne che non parla ai sentimenti (o anche agli interessi) delle persone. Magari imperniata essenzialmente sulla riforma dei meccanismi elettorali.
Oggi la riforma della politica esige una doppia valenza – politica e culturale – che sappia guardare oltre un terzo polo raccogliticcio, per interpretare la società in chiave moderna (non ottocentesca) e per aggiornare l’architettura costituzionale della Repubblica. Se questo è il terzo polo, ben venga. Ma restiamo in attesa di un nuovo appello ai “liberi e forti” e del relativo programma in dodici punti.

fonte: http://civescremona.wordpress.com/2010/12/02/alla-ricerca-del-terzo-polo/

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