Martedì, 09 agosto 2022 - ore 16.08

Cambia il vento in Europa | P.Toia

| Scritto da Redazione
Cambia il vento in Europa | P.Toia

Per la crescita e per l'occupazione. Care e cari tutti, la storia sembra davvero “incalzarci”: stiamo infatti vivendo settimane e mesi terribilmente importanti per il nostro futuro.
Avvenimenti apparentemente lontani, come le elezioni in Grecia, Francia e Germania, e avvenimenti più vicini, come le nostre elezioni amministrative, sono legati e tutti rimandano ai problemi della crisi, alle ricette per la crescita e alla in/capacità del sistema istituzionale e politico.
In Europa finalmente è “saltato il tappo”: si sta sgretolando la guida della destra conservatrice, espressione del PPE, che fin qui ha imposto
politiche europee tutte incentrate sui vincoli di bilancio, sull’austerità quasi fine a se stessa, invece che come mezzo.
Vince in Francia Hollande, che ha fatto una campagna nazionale tutta incentrata sull’Europa, sul rilancio di una politica per la crescita, sulla messa in discussione del fiscal Compact, sulla denuncia della miopia di una politica “alla Merkel” e sul progetto di una maggiore integrazione
europea.
Questa nuova linea, confermata dalla grande vittoria della socialdemocratica Kraft, nella Regione del nord Reno Westfalia, apre una prospettiva di cambiamento per tutti e tanto più per l’Italia.
Infatti la tanto evocata crescita può trovare una forte spinta e un concreto avvio solo da nuove politiche europee e dalla scelta di trovare nuove
risorse proprie, come gli eurobond e altre possibilità, scelta che va fatta “ora”, perché è ora che si decide il bilancio dell’UE dei prossimi anni.
E’ anche questa una grande possibilità per cambiare il bilancio europeo, ribltando la posizione fin qui tenuta da Francia (leggi Sarkozy) e
Germania, che volevano una forte riduzione del bilancio europeo, con ciò impedendo di fatto ogni politica di investimenti e di sostegno allo sviluppo
e all’occupazione.
E’ chiaro dunque che si sta profilando una nuova prospettiva politica e una nuova politica economica per l’Europa, frutto delle proposte delle
forze progressiste, a cui il PD ha dato e sta dando un forte contributo, in Italia e nelle sedi europee.
Quando si è lanciata la “piattaforma comune dei progressisti”, quando si è stilato il Manifesto di Parigi, sulla base di un rilancio europeista,
si sono poste le basi di questo futuro.
Gli scettici ora si dovrebbero ricredere e riconoscere la lungimiranza della prospettiva che il Pd ha percorso e sta costruendo.
Noi siamo dentro da protagonisti in questo nuovo vento che soffia in UE e che può salvare la stessa Unione europea facendola evolvere verso una più forte realtà federale, perché è chiaro che l’integrazione monetaria e quella economica presuppongono un forte soggetto istituzionale e politico,
con poteri chiari e strumenti adeguati.
Un’Europa sociale ed economica come la vogliamo noi, e la stiamo costruendo, non avrebbe avuto verso la Grecia i comportamenti che l’attuale
Europa ha tenuto.
Troppo poco e troppo tardi si è agito, con continui rinvii e aiuti sempre inadeguati , con ciò aggravando la situazione greca e anche il costo
dell’operazione per tutta l’Europa.
Adesso dobbiamo solo sperare (e lavorare per) una “resipiscienza” delle forze politiche greche (affinché possano trovare una governabilità) e
dell’Europa che non tagli gli ultimi esili fili che tengono la Grecia in Europa.
In tutto questo quadro, vorrei ricordare il ruolo del nostro gruppo S&D in Parlamento: la nostra coerenza e anche lungimiranza.
Abbiamo sempre criticato le politiche di Merkel e Sarkozy, abbiamo chiesto altre cose, abbiamo avanzato delle proposte alternative. Ma non abbiamo trovato in parlamento quella unanimità che avremmo voluto.
Oggi tutti si sono convertiti alla proposta “più crescita e meno austerità cieca”, ma quando noi progressisti con queste motivazioni non abbiamo
votato il Six Pack, che è stata la premessa del Fiscal compact, siamo stati sul banco degli imputati: Liberali e Popolari europei ci hanno accusato
di non comprendere la saggezza e il valore delle “ricette che i mercati volevano”.
Ma avevamo ragione noi e l’evoluzione dei fatti lo dimostra!
Noi ora stiamo incalzando in Parlamento su alcuni temi che vi elenco e sui quali vi mando in allegato dei documenti.
Il nostro gruppo è impegnato su:
1) La strategia di crescita e di occupazione per l’Europa (documento del gruppo S&D (
http://www.patriziatoia.info/home/images/yootheme/Newsletter/growthemploymentstrategy8may2012.pdf ));
2) La campagna per il lavoro dei giovani per una “garanzia per i giovani”(di cui trovate tutte le informazioni sul sito www.youth-guarantee.eu (
http://www.youth-guarantee.eu ));
3) Le prospettive di Bilancio europeo 2014 -2020, con le quali vogliamo che l’Europa si doti di risorse proprie (Tassa sulle Transazioni
Finanziarie, Eurobond e recupero dell’IVA), senza gravare sui bilanci degli Stati membri.
4) Proposta che nel prossimo Two Pack, che consiste in provvedimenti relativi ai bilanci e al consolidamento economico, vengano inserite delle novità
per rilanciare gli investimenti intelligenti e per affrontare con decisione il problema dell’eccesso di debito pubblico di alcuni Paesi che
realisticamente non possono coprirlo in poco tempo. In particolare:
- inserire una “golden rule”, sostenuta anche da Monti, per scorporare gli investimenti dal Patto di stabilità.
- costruire un “redemption fund”, cioè un fondo dove far confluire la quota di debito pubblico dei vari paesi europei superiore al 60% del Pil,
con l’impegno degli stessi paesi a rimborsare i titoli entro scadenze fissate. In attesa di tale data il fondo emetterebbe obbligazioni garantite da
tutti gli Stati membri a tassi di interesse assai ridotti. Questo per alleggerire il peso dei debiti dai bilanci degli Stati.
Ecco due esempi di come la politica si può tradurre davvero in proposte concerete che hanno ricadute su tutti i cittadini, a partire anche dai nostri
Comuni ed ecco anche un esempio di come la politica europea non è uguale per tutti perché c’è molta incertezza in Parlamento da parte delle forze
conservatrici se approvarle o no.
Rimane però il tema di fondo: continuare la costruzione, interrotta, dell’Europa. A tal proposito si moltiplicano gli appelli, da quello
Federalista, a quello che vede come primi firmatari Amato, Prodi e Attali.
In attesa di un vero cambio di passo in questa direzione, la Commissione Europea ha lanciato una consultazione senza precedenti, “Cittadini
dell'Unione: i vostri diritti, il vostro futuro della durata” di 9 mesi, rivolta a tutti cittadini europei, che sarà l’occasione per dire quali
sono gli ostacoli che impediscono l'esercizio della cittadinanza dell'Unione. La Commissione si avvarrà dei risultati della consultazione per
definire l'agenda politica ed è anche questo un modo per far partecipare i cittadini europei e per coprire quel deficit democratico che in Europa
pesa ancora molto. Trovate tutte le informazioni sul sito: http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=EUCitizenship3&lang=it (
http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=EUCitizenship3&lang=it )
 
Saluto tutti e rinnovo la mia disponibilità ad approfondire,
Patrizia Toia
 
- Documento correlato: Documento del Gruppo S&D "Growth Employment Strategy" (
http://www.patriziatoia.info/home/images/yootheme/Newsletter/growthemploymentstrategy8may2012.pdf )

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