Sabato, 25 maggio 2019 - ore 04.48

Cgil Camusso: il governo colpisce i più deboli di Emanuele Di Nicola

Il segretario generale della Cgil chiude l'assise della Toscana. "Nella manovra c'è il condono e la flat tax: l'esecutivo se la prende con i poveri, usa la paura per il consenso, non ha un'idea di sviluppo. Un Paese autarchico è una follia economica"

| Scritto da Redazione
Cgil Camusso: il governo colpisce i più deboli  di Emanuele Di Nicola

Cgil Camusso: il governo colpisce i più deboli  di Emanuele Di Nicola

Il segretario generale della Cgil chiude l'assise della Toscana. "Nella manovra c'è il condono e la flat tax: l'esecutivo se la prende con i poveri, usa la paura per il consenso, non ha un'idea di sviluppo. Un Paese autarchico è una follia economica"

“Veniamo dalla crisi più lunga del dopoguerra: c'è il lavoro povero, i pensionati in difficoltà, l'incapacità di immaginare una politica industriale. Ma la crisi ha avuto anche caratteristiche peculiari nel nostro Paese, ovvero la rottura tra il mondo del lavoro e la sinistra politica”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel suo intervento al congresso della Cgil Toscana, nella cattedrale ex Breda di Pistoia. “Dobbiamo interrogarci sulle ragioni di questa frattura – ha detto -, perché mettere al centro le condizioni dei lavoratori è fondamentale per trovare una prospettiva. Oggi il lavoro è caratterizzato da grande solitudine, che deriva dalle soluzioni individuali e dal rapporto diretto tra il singolo che dirige e chi lavora. Si è diffusa l'idea che il nemico è chi sta vicino a noi, e non il capitale e lo sfruttamento. Ci hanno fatto credere che il cambiamento fosse positivo in sé, senza guardare a cosa porta per lavoratori e pensionati”.

Il segretario generale si è soffermato sulla piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil. “Avere un'idea e proporre una prospettiva è diventato il patrimonio unitario di questa stagione – a suo avviso -. Con Cisl e Uil siamo partiti dalla necessità di costruire un rapporto con lavoratori, lavoratrici e pensionati. A chi si esprime solo sui social, pensando di governare così un Paese, vogliamo opporre quotidianamente un rapporto con le persone in carne e ossa, per definire insieme a loro gli obiettivi e il cambiamento necessario”.

Quindi un passaggio sull'Europa. “Assistiamo a uno scontro tra il governo e l'Unione europea – ha rilevato -, come se il problema dei giovani e dei lavoratori non ci fossero. Ci preoccupa che un movimento dei lavoratori che è stato profondamente europeista oggi guardi con indifferenza a ciò che avviene, non ce lo possiamo permettere: non lo meritano due generazioni di italiani che sono cresciuti nell'Europa della libera circolazione delle persone, non solo del mercato comune. Qui dobbiamo collocare la nostra azione politica. Tra poco ci sarà una campagna elettorale straordinariamente importante, perché su questa si decide il futuro dell'Unione”.

Camusso ha criticato duramente il governo. “Il nodo fondamentale è contrastare i nuovi nazionalismi, che porteranno solo muri e barriere. In un mondo globalizzato teorizzare un Paese autosufficiente è una follia economica – ha spiegato -, che ricadrà direttamente sulle condizioni dei lavoratori. I nuovi nazionalismi se la prendono con i più deboli, usano la paura per avere consenso, ma questa non è capacità di governo bensì vigliaccheria e volontà di sottrarsi dai problemi reali”.

L'esecutivo cerca un nemico per non affrontare le questioni: “È una politica di destra – secondo Camusso -, che proprio al blocco sociale di destra si rivolge. Una destra che ha come ideologia il neoliberismo, che pensa che le diseguaglianze vanno bene e non ha alcuna idea di sviluppo”. Lo dimostra la manovra economica: “Ci raccontano che è una svolta per il Paese, ma dentro ci sono condoni, flat tax, nessuna lotta alla corruzione. C'è l'idea di abbassare le tasse sempre e comunque, ma senza gettito fiscale arriva solo la cancellazione progressiva dei servizi e del welfare. Un governo – dunque - che ritiene che il miglioramento individuale può essere raggiunto a sfavore dei più deboli e allargando ancora le diseguaglianze”. La sicurezza poi "non è quella di Salvini, non è avere una pistola in casa. Non esistono persone illegali. La sicurezza è solidarietà, accoglienza dei migranti, azione collettiva".

La povertà oggi è fatta da giovani, ragazzi, donne sole – ha proseguito -: questi non vengono inclusi nella società, non hanno accesso a istruzione e lavoro, e una pura politica di assistenza aumenterà solo la marginalità. Troppi hanno pensato che la politica possa fare a meno del mondo del lavoro. Non a caso la nostra Carta dei diritti universali parte da un punto fondamentale: un lavoratore è sempre tale, qualunque sia il suo impiego e tipologia di contratto. L'unica risposta possibile è nella riunificazione del lavoro”.

Camusso ha parlato del prossimo gruppo dirigente. “L'assemblea generale sarà chiamata a eleggere il segretario – ha affermato -, ma non si può immaginare che sia il luogo delle sorprese. Nella nostra confederazione è legittimo proporre e avere opinioni diverse, è la forza della pluralità. Occorre però che il dissenso sia trasparente e visibile. La Cgil è un'organizzazione gerarchica che combatte negli anni contro il leaderismo, non segue mode, non ha uomini soli al comando – ha detto -: proprio per questo deve proporsi di essere il più possibile orizzontale”.

Il segretario ha ricordato infine la Giornata internazionale del 25 novembre contro la violenza sulle donne: "Noi della Cgil saremo in tutte le piazze, non solo domani, ma tutto l'anno. La violenza è prima di tutto responsabilità degli uomini: la nostra libertà dipende quindi dalla capacità degli uomini di mettersi in discussione e rispettarci".

a cura di Emanuele Di Nicola

Fonte Rassegna Sindacale

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