Giovedì, 24 giugno 2021 - ore 11.31

CGIL-CISL-UIL Cremona CITTADINI PROVINCIA IN CERCA DI CURE!! Il futuro della sanità cremonese è oggi, il tempo è scaduto!

Da tempo riceviamo molte segnalazioni grandi difficoltà ad accedere alle normali prestazioni ambulatoriali erogate dall'Ospedale Maggiore di Cremona.

| Scritto da Redazione
CGIL-CISL-UIL Cremona CITTADINI PROVINCIA IN CERCA DI CURE!! Il futuro della sanità cremonese è oggi, il tempo è scaduto!

CGIL-CISL-UIL Cremona CITTADINI PROVINCIA IN CERCA DI CURE!! Il futuro della sanità cremonese è oggi, il tempo è scaduto!

Da tempo riceviamo molte segnalazioni grandi difficoltà ad accedere alle normali prestazioni ambulatoriali erogate dall'Ospedale Maggiore di Cremona.

Sono ormai mesi che le attività  di controllo e prevenzione subiscono forti ritardi ed il recupero del pregresso mostra  solo deboli segnali di ripresa e visite specialistiche, obbligano i cittadini pubblica o privata, capace di fornire intervento sanitario, molto spesso: stanno uscendo gradualmente dalla possibilità di curarsi in tempi brevi, le persone anziane e più fragili possono affrontare percorsi di cura a totale carico del cittadino spesso rinuncia a curarsi, aumenta il divario fra l’ salute della popolazione. Il duro periodo del COVID pare non essere la questa situazione.

Come Segreterie territoriali di CGIL, CISL e UIL è da tempo che lamentiamo un progressivo smantellamento della sanità pubblica particolar modo lo smantellamento di interi reparti dei presidi ospedalieri della provincia, l'ultimo in ordine di tempo l'UTIN (unità di terapia intensiva neonatale) di Cremona.

Tra le cause, oltre al progressivo ultimi 10 anni, un ruolo rilevante 23/2015, dall’errata programmazione dei fabbisogni speciali decenni e dal pesante blocco del turn dall'Integrazione Ospedale e Territorio, potenziamento rete delle Cure Primarie.

Le nostre rivendicazioni scaturiscono prima che la pandemia irrompesse nella nostra provincia, da tempo denunciamo una situazione insostenibile e da tempo chiediamo a Regione Lombardia, ATS e ASST una profonda e radicale inversione di marcia; ma come è facile intuire, STATO FATTO!

Tagli economici progressivi, impoverimento della medicina di territorio e progressivo trasferimento dall'offerta pubblica a quella privata hanno ridotto a brandelli il nostro sistema sa evidenziato queste inaccettabili carenze che da anni sono in atto.

Tra le molte incertezze che circondano gli attuali eventi, c’è una cosa sicura : riceviamo molte segnalazioni da cittadini, nostri associati ad accedere alle normali prestazioni ambulatoriali Maggiore di Cremona.

Sono ormai mesi che le attivià di  controllo e prevenzione subiscono forti ritardi ed il recupero del pregresso vi sono deboli segnali di ripresa.

Liste d’attesa infinite, soprattutto per esami strumentali , obbligano i cittadini alla ricerca sul territorio di una struttura, capace di fornire un percorso diagnostico dai requisiti minimi di ario, molto spesso: per cure salva vita. Intere fasce della popolazione stanno uscendo gradualmente dalla possibilità di curarsi in tempi brevi, fragili, nonché tutti coloro che per ragioni economiche non affrontare percorsi di cura a totale carico del cittadino. spesso rinuncia a curarsi, aumenta il divario fra l’offerta sanitaria e il bisogno di Il duro periodo del COVID pare non essere la situazione.

Come Segreterie territoriali di CGIL, CISL e UIL è da tempo che lamentiamo un progressivo smantellamento della sanità pubblica particolar modo lo smantellamento di interi reparti dei presidi ospedalieri della in ordine di tempo l'UTIN (unità di terapia intensiva neonatale) di tra le cause, oltre al progressivo taglio della spesa sanitaria ultimi 10 anni, un ruolo rilevante sono sicuramente: l'impatto disastroso della L.R 23/2015 va ridiscussa  dall'Integrazione Ospedale e Territorio, alla programmazione dei fabbisogni specialistici negli ultimi due al pesante blocco del turn-over. Le nostre rivendicazioni scaturiscono prima che la pandemia irrompesse nella nostra provincia, da tempo denunciamo una situazione insostenibile e da tempo chiediamo a Regione Lombardia, ATS e ASST inversione di marcia; ma come è facile intuire, Tagli economici progressivi, impoverimento della medicina di territorio e progressivo trasferimento dall'offerta pubblica a quella privata hanno ridotto a brandelli il nostro sistema sanitario pubblico; la pandemia evidenziato queste inaccettabili carenze che da anni sono in atto.

Le nostre rivendicazioni scaturiscono da prima che la pandemia irrompesse nella nostra provincia, da tempo denunciamo una situazione insostenibile e da tempo chiediamo a Regione Lombardia, ATS e ASST inversione di marcia; ma come è facile intuire, NULLA E' STATO FATTO

Tagli economici progressivi, impoverimento della medicina di territorio e progressivo trasferimento dall'offerta pubblica a quella privata hanno ; la pandemia ha "solo" evidenziato queste inaccettabili carenze che da anni sono in atto.

Tra le molte incertezze che circondano gli attuali eventi, c’è una cosa sicura: il nostro sistema sanitario, era impreparato a far fronte all’epidemia ed è andato sotto stress.

L'affacciarsi di una seconda ondata di contagi rimette al centro vecchi e nuovi problemi, l'attribuzione dello status di Hub Covid dell'Ospedale Maggiore di Cremona ci pone di nuovo in allarme su come ASST intende garantire le prestazioni sanitarie no-covid.

Come Organizzazioni Sindacali siamo al fianco del personale sanitario che nella situazione disperata dei mesi alle nostre spalle ha retto l'urto della pandemia, dimostrando un altissimo senso del dovere nonché una grandissima professionalità e una straordinaria umanità.

 Assieme ai cittadini della provincia CHIEDIAMO RISPOSTE a chi ha il dovere di garantire la salute pubblica. Crediamo nella necessità di riequilibrare l’organizzazione della sanità per renderla più efficiente, più efficace e più equa attraverso la costruzione di forti reti territoriali. Il futuro della sanità cremonese è oggi, il tempo è scaduto!

Cremona, il 20 ottobre 2020 Le Segreterie di CGIL, CISL e UIL Marco Arcari CGIL – Patrizia Rancati CISL – Paolo Soncini UIL

 

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