Sabato, 31 luglio 2021 - ore 05.55

Comitato ‘NO AL FORNO A SPINO D’ADDA’ Scrive alla Reg.Lomb. |Vincenzo Mottola

Dott.ssa Nicoletta Cornaggia Dirigente Struttura Ambienti di vita e di lavoro Regione Lombardia

| Scritto da Redazione
Comitato ‘NO AL FORNO A SPINO D’ADDA’ Scrive alla Reg.Lomb. |Vincenzo Mottola

Comitato ‘NO AL FORNO A SPINO D’ADDA’ Scrive alla Reg.Lomb. |Vincenzo Mottola

Dott.ssa Nicoletta Cornaggia Dirigente Struttura Ambienti di vita e di lavoro  Regione Lombardia

Egregia dottoressa Cornaggia, con la presente intendiamo informarla delle circostanze che ci hanno portato a costituirci COMITATO “NO AL FORNO CREMATORIO A SPINO D’ADDA”, al fine che possiate meglio valutare la manifestazione di interesse per la realizzazione di un forno crematorio presentata dal Comune di Spino d’Adda in data 23.12.2020.

Il Comitato, a cui confluiscono cittadini di diversi orientamenti politici, si è costituito a Spino d’Adda il 28 dicembre 2020, in opposizione alla scelta dell’Amministrazione Comunale di Spino di presentare istanza alla Regione Lombardia per la realizzazione di un forno crematorio.

Il Comitato, come prima azione, ha avviato una petizione a tutela della democrazia, della salute e della salvaguardia del nostro territorio, in opposizione alla realizzazione del forno,per le ragioni che sinteticamente indichiamo di seguito:

  • L’impianto sorgerebbe a pochi metri dal Parco Regionale Adda Sud, in una zona già altamente compromessa dal tracciato della nuova Strada Paullese e su cui già esistono tre zone industriali che fanno di Spino D’Adda una assoluta anomalia nell’area cremasca.
  • Dal profilo della salute dei cittadini di Spino D’Adda, redatto da ATS Valpadana e reso disponibile dal 2017 in consultazione pubblica, nel confronto tra Spino e la media del Distretto di Crema e Ats Valpadana emerge il superamento di ben 17 indicatori su 30, compresi gli indicatori delle patologie dell’apparato respiratorio.
  • Con l’eventuale realizzazione del forno crematorio, le prime abitazioni del nostro paese sarebbero distanti in linea d’aria meno di 300 metri dallo stesso, e la scuola primaria si troverebbe a circa 400 metri, quindi, gli spinesi, oltre alla peggiore qualità dell’aria, subirebbero un depauperamento del paesaggio e un negativo impatto visivo ed emotivo.
  • Alle considerazioni che riguardano la salute dei cittadini e dell’ambiente, si deve aggiungere il fatto che l’Amministrazione Comunale non ha ne’ consultato ne’ informato la cittadinanza circa la volontà di partecipare al Bando della Regione Lombardia al fine di realizzare un forno crematorio, escludendo i cittadini da qualsiasi processo partecipativo e violando in questo modo la Convenzione di Aarhus, che disciplina l’accesso all’informazione e alla partecipazione dei cittadini alle decisioni in materia ambientale.
  • Essendo l’ambito della provincia, il territorio considerato dalla normativa regionale relativo alle caratteristiche e prescrizioni della rete degli impianti di cremazione, si fa presente che per la provincia di Cremona esiste già un forno crematorio con 1200 posti attivi nella prima linea ed è già stata prevista dalla Regione la realizzazione di una seconda linea, per ulteriori 1200 posti, per un totale di 2400 posti.
  • Inoltre, a soli 7 Km da Spino D’Adda, nel lodigiano, esiste un forno crematorio che verrà prossimamente potenziato; in caso di realizzazione di un forno anche a Spino vi sarà un conseguente effetto cumulativo delle emissioni nocive con conseguente aggravamento della già compromessa qualità dell’aria.
  • Va considerato che l’eventuale impianto di Spino d’Adda costituirebbe la sesta struttura nel raggio di qualche decina di chilometri, infatti esistono già funzionanti in quest’area: Riolo, Cremona, Milano Lambrate, Cinisello Balsamo e Bergamo.
  • In considerazione del fatto che Spino, in qualità di Comune richiedente, capofila di un consorzio molto ampio, è in realtà all'estremo limite dei territori delle Province di Brescia e Cremona, si ritiene che Spino sia in una posizione poco efficiente per i

Comuni che sostengono l’istanza del nostro comune. Peraltro, ci risulta che ben cinque comuni (Alfianello, Palazzolo sull’Oglio, Chiari, Verolanuova, Brescia all’ampliamento) che hanno presentato istanza alla Regione, si trovino nell’area bresciana, quindi, in posizione più favorevole ad offrire un servizio a quel territorio.

Si precisa che il movimento dei cittadini, in modo spontaneo ancor prima di costituirsi Comitato, fin da quando nel mese di dicembre sono “trapelate” alcune informazioni, si è attivato, coinvolgendo anche le forze di opposizione, al fine di poter risolvere la questione.

Si ritiene importante che siate anche a conoscenza del fatto che nel Consiglio Comunale del 19 dicembre, seduta di approvazione dell’istanza alla Regione Lombardia, la presenza di un consistente ed animato pubblico ed un serio ed impegnativo lavoro dell’opposizione, pur non avendo ottenuto i risultati sperati, ha comunque condotto ad approvare, all’unanimità, la mozione di vincolare ad un referendum consultivo della cittadinanza spinese la realizzazione del forno crematorio, in caso di eventuale approvazione da parte della Regione Lombardia.

La raccolta di firme, ancora in corso e in costante crescita, nonostante la difficoltà per le norme anticovid, ha mostrato immediatamente la grande e diffusa contrarietà della cittadinanza spinese alla realizzazione del forno, avendo al momento già abbondantemente superato l’adesione di 2000 cittadini.

Risulta evidente che l’eventuale accoglimento dell’istanza da parte della Regione Lombardia, comporterebbe inevitabilmente l’indizione del referendum, con la probabile successiva espressione della contrarietà della maggioranza dei cittadini e la conseguente impossibilità di proseguire nel progetto.

Pur considerando la crescente domanda di cremazione in Lombardia e la necessità di individuare una soluzione, riteniamo che il nostro Comune per le ragioni esposte non presenti le caratteristiche adeguate, elementi che ci preme far conoscere perché non tutti rilevabili dai documenti allegati all’istanza.

Confidando che, volendo rispondere in modo celere ed efficace al crescente bisogno di cremazioni, valuterete anche le nostre ragioni, vi ringraziamo per l’attenzione.

Cordiali saluti.

 Comitato “NO AL FORNO CREMATORIO A SPINO D’ADDA”

 Il Presidente  Vincenzo Mottola

Spino d’Adda, 18/1/2021

 

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