Lunedì, 25 gennaio 2021 - ore 10.42

NO AL FORNO CREMATORIO A SPINO D’ADDA. Raccolte 2000 firme |Vincenzo Mottola

Da presidente e portavoce del comitato, “NO AL FORNO CREMATORIO A SPINO D’ADDA, tengo a precisare che come entità siamo apartitici.

| Scritto da Redazione
NO AL FORNO CREMATORIO A  SPINO D’ADDA. Raccolte 2000 firme |Vincenzo Mottola

NO AL FORNO CREMATORIO A  SPINO D’ADDA. Raccolte 2000 firme | Vincenzo Mottola

Da presidente e portavoce del comitato, “NO AL FORNO CREMATORIO A  SPINO D’ADDA, e amministratore dell’omonimo gruppo che ormai conta 650 iscritti, tengo a precisare “visto che siamo sempre accusati di fare propaganda elettorale”, che come entità siamo apartitici.

In virtu’ della mia partecipazione al Consiglio Comunale del 19.12.2020, ricordo che la lettera del sindaco Poli, ricevuta qualche giorno fa, e piena di contraddizioni, tra le più evidenti  si possono annoverare: 1- Il Sindaco recita nella lettera che solo il 13.10.2020, gli viene chiesto se è disponibile ad accettare la realizzazione del crematorio, durante il consiglio comunale è emerso che già da Giugno/Luglio 2020 maggioranza e opposizione erano al corrente del progetto. 2-Nella lettera emerge l’impossibilità causa covid -19 di organizzare assemblee per informare la cittadinanza, direi sarebbe bastata una videoconferenza, come è stato fatto per informare sulle restrizioni covid-19. 3- La videoconferenza del Prof. Conti a cui accenna nella lettera il Sindaco e chiaramente di parte.

Vede noi, come cittadini Spinesi prima, e dell’area Cremasca poi, al di là di qualsiasi pregiudizio, riteniamo che si debba tutelare non solo la salute delle persone, ma anche la qualità dell’ambiente in cui vivono.

L’impianto sorgerebbe a pochi metri dal Parco Regionale Adda Sud, in una zona già altamente compromessa dal tracciato della nuova Strada Paullese e su cui già insistono tre zone industriali che fanno di Spino D’Adda una assoluta anomalia nell’area cremasca.

Con la realizzazione del crematorio, le prime abitazioni del nostro paese sarebbero distanti in linea d’area meno di 300 metri dallo stesso, quindi gli Spinesi, oltre alla peggiore qualità dell’aria, subirebbero un depauperamento del paesaggio e un negativo impatto visivo ed emotivo.

Da considerare inoltre che il costruendo crematorio di Spino disterebbe meno di sette chilometri in linea d’area dal crematorio di Lodi Riolo, già funzionante su un’unica linea e in procinto di ampliamento di una seconda, e nel raggio di 40 km costituirebbe la quinta realizzazione dopo Milano Lambrate, Cinisello Balsamo e Bergamo.

Dal momento che l’Amministrazione Comunale non ha saputo organizzare alcuna relazione comunicativa con la cittadinanza prima di inviare la manifestazione d’interesse a Regione Lombardia il 23.12.20, ci siamo trovati privi di qualsiasi possibilità di coinvolgimento nella scelta. Nel dettaglio, non sono noti documenti ufficiali in cui l’Amministrazione Comunale parli agli Spinesi del progetto prima del Consiglio Comunale del 19 dicembre scorso, in violazione a quanto previsto dalla Convenzione di Aarhus, che disciplina l’accesso all’informazione e alla partecipazione dei cittadini alle decisioni in materia ambientale.

Né siamo a conoscenza di un Piano Regionale dei Crematori e troviamo altresì singolare che l’iniziativa del forno crematorio parta da aziende e non da una pianificazione intercomunale o regionale, aggiungo che è stato da poco presentato in parlamento un disegno di legge n° DDL S..963, che mira a disciplinare le attività funerarie, e di cui all’articolo 16.2 c) è scritto di prevedere la presenza di almeno un crematorio nell’ambito territoriale di ciascun ASL, e garantendo in ogni caso una distanza non superiore a 30 km in linea d’aria tra un crematorio e un altro, noi a Spino D’Adda facciamo parte della ATS Valpadana, che dispone di due crematori , uno a Cremona e uno a Mantova, e nell’arco di 30 km ne abbiamo ben tre di crematori.

Alla luce di tutto questo, espingiamo questo folle progetto, forti delle 2000 firme raccolte in pochissimi giorni.

Vincenzo Mottola

Spino D’Adda (Cr), 12.01.2021                                    

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