A proposito dello “Sperum”, analizzato acutamente dall’ex-sindaco Galimberti e dalla consigliera Ceraso, con i quali ho condiviso la viva esperienza della passata consigliatura (in qualità di consigliera di maggioranza), desidero esprimere alcune personali considerazioni.
Ciascuno dei due citati, Galimberti e Ceraso, sottolinea aspetti relativi al significato del termine “Sperum”, a mio avviso, assolutamente inconfutabili (salvo qualche facile e polemica ironia al modus operandi e sentiendi della passata amministrazione, secondo me evitabile) e non antinomici.
Sicuramente, le critiche dei cremonesi, riguardo a carenza di manutenzione e presidi vari, hanno ragione d’essere, ma è indubbio che lo “Sperum” del nonno menzionato rimandi ad una mentalità/cultura del cremonese, di cui è difficile che i residenti non abbiano fatto esperienza, pur nella articolata varietà di risposte soggettive, assolutamente legittime, messe in campo da ciascuno.
Lungi da me l’idea di scomodare i facili luoghi comuni del cremonese diffidente e polentone, del cremasco attivo e lavoratore e del mantovano evoluto e vivace, ma, pur senza la pretesa di considerarmi, sofisticamente, “uomo misura di tutte le cose” (Protagora docet), mi permetto di ‘riesumare’ che nella mia vita passata, io, poco più che adolescente ho cominciato e, poi, ho continuato sempre a fuggire da Cremona, per attingere linfa vitale a Milano (dove mi son recata per una delle prime scuole di grafica pubblicitaria degli anni ’60, per la Cattolica del Sacro Cuore, dove ho conseguito la laurea in Pedagogia, per una decennale esperienza di psicoanalisi reichiana e junghiana e per la collaborazione con l’I.R.R.S.A.E. (Istituto Regionale di Ricerca, Sperimentazione, Aggiornamento Educativi) – Lombardia, (oggi, I.R.R.E).
Sono passati tantissimi anni e io, dimentica del mio severo giudizio di allora, mi sono dedicata all’impegno politico nella mia provinciale Cremona. Ma devo riconoscere che, pur fatte le debite distinzioni tra le varie persone incontrate, alcune decisamente encomiabili, mi sono anche spesso imbattuta in una certa tendenza, da parte di taluni soggetti, ad una sostanziale rassegnazione, talvolta chiusura e individualismo (cui si fa cenno in una delle analisi che mi hanno preceduto) e che giustamente può essere ritenuta colpevole, a causa del carente entusiasmo che ne è la conseguenza, di promuovere una politica contraria ad affrontare le sfide che la moderna complessità ci sollecita a sostenere.
Rinnovando la mia fiducia nel migliore Centro-Sinistra possibile, auspico, pertanto che la comunità cremonese sia sempre più amministrata con lo spirito di servizio che apprezza la competenza e la serietà, piuttosto che la fedeltà servile e le relazioni di appartenenza, proprie della corruzione, di cui, purtroppo le cronache nazionali offrono esempi poco edificanti.
Tristemente consapevole della scarsa fiducia dell’elettorato nella politica in generale, dimostrata dalla quantità delle recenti astensioni, mi auguro, inoltre, che si evitino il più possibile le autocelebrazioni, che servono a chi crede che la politica sia vincente solo in virtù del potere dei numeri, a scapito della qualità dei servizi e dell’etica delle persone, in quanto la democrazia e la partecipazione, di cui si lamenta la crisi, richiedono trasparenza e non giochi di parte.
E, da ultimo, mi permetto di manifestare i miei più sinceri voti augurali che anche la mia città si possa vantare di essere un esempio di modello virtuoso del rinnovamento non solo formale che la segretaria Elly Schlein ci invita a realizzare, in ottemperanza alla richiesta della maggioranza degli elettori delle primarie, che rimandano ad autentico e sostanziale progresso sociale, economico e culturale.
Franca Zucchetti (Cremona)



