Martedì, 13 gennaio 2026 - ore 19.01

(CR) Pianeta Migranti. Per il governo è sempre emergenza immigrazione.

Nonostante i dati dimostrino che non si tratti di un'invasione, il governo Meloni mantiene lo stato di emergenza

| Scritto da Redazione
 (CR) Pianeta Migranti. Per il governo è sempre emergenza immigrazione.

 (CR) Pianeta Migranti. Per il governo è sempre emergenza immigrazione.

Nonostante i dati dimostrino che non si tratti di un'invasione, il governo Meloni mantiene lo stato di emergenza.

 Secondo il rapporto di OpenPolis (una piattaforma online che promuove la trasparenza delle informazioni politiche in Italia) intitolato "L’accoglienza in Italia in assenza di una prospettiva", il governo avrebbe dovuto comunicare al parlamento nel giugno 2023 i numeri dell’accoglienza dei migranti, ma ciò non è avvenuto. Questa mancanza di dati ufficiali e di trasparenza solleva dubbi sui motivi che hanno spinto il governo a prolungare lo stato di emergenza (pubblicato su Gazzetta Ufficiale l’8 maggio 2024)

I dati di OpenPolis nel 2023 parlano di un picco di 141.000 persone accolte, rispetto ai 121.325 posti disponibili alla fine del 2022. Questo ha reso necessario trovare tra i 20.000 e i 30.000 posti aggiuntivi, come già avvenuto negli anni precedenti.

La legge prevede un sistema ordinario di accoglienza e integrazione (SAI) affiancato da centri di accoglienza straordinaria (CAS) gestiti dalle prefetture, ma i dati mostrano che solo il 35,7% dei posti è coperto dal sistema ordinario, mentre il restante 63,3% è gestito dai CAS e dalla prima accoglienza.

Quindi, invece di potenziare le carenze del sistema ordinario di accoglienza, il governo Meloni ha istituito centri ancora più straordinari dei CAS, seguendo una politica reattiva anziché una gestione ordinata del fenomeno migratorio, come sottolinea OpenPolis.

A livello nazionale, le persone in accoglienza rappresentano solo lo 0,18% della popolazione residente, una percentuale lontana dall'idea di "invasione" spesso propagandata. Ci sono però variazioni regionali significative: mentre le regioni del Mezzogiorno e del Nord-ovest hanno percentuali al di sotto della media nazionale, il Nord-est mostra una quota di persone accolte più alta rispetto ai residenti.

OpenPolis ha anche analizzato l'efficacia dei CAS, scoprendo che l'accoglienza in grandi centri spesso genera problemi per ospiti e territorio. Al contrario, un modello di accoglienza diffusa con centri distribuiti nei comuni, risulta più vantaggioso per l'integrazione dei migranti e per prevenire la formazione di ghetti. Tuttavia, questo modello non è incentivato uniformemente nelle diverse regioni italiane: l’Emilia Romagna ha un sistema di accoglienza più distribuito nei comuni (60,6% dei comuni coinvolti), seguita dalla Toscana (60,1%) e dalla Puglia (49%). In fondo alla classifica invece l’Abruzzo (16,1%), la Valle d’Aosta (9,5%) e la Sardegna (8,5%).

Monsignor Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes (Organismo della CEI) ha dichiarato ad Avvenire che è importante e necessario rafforzare e ampliare il piano di accoglienza nelle diverse regioni italiane, considerato l'emergenza costa molto di più rispetto al sistema ordinario di accoglienza e integrazione (SAI), ricordando pure che il problema migranti è strutturale e non va affrontato con criteri di emergenza.

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