«Un detto dice: “Ride bene chi ride ultimo”. Molti ancora ridono felici, ma a qualcuno il sorriso è stato tolto dall’azienda, come nel caso dell’ormai ex collega Marco Tana, licenziato in tronco, senza preavviso. Soppressione del posto di lavoro e della figura identificata in Marco, dice l’azienda, la stessa che, insieme ad alcuni soggetti, continua a voler far credere di non essere in crisi, ma qui di stupidi non ce ne sono»: così si apre un comunicato sindacale della Segreteria Provinciale di CISAL Comunicazione.
«Perché sopprimere una figura così importante all’interno di un’azienda che ha una vasta e complessa area informatica, la quale spesso richiede interventi immediati o addirittura in tempo reale? Perché anziché investire sulla professionalità della forza lavoro, si pensa solo a non sostituire i dipendenti che trovano impiego altrove, a licenziarne altri e a tagliare in maniera trasversale per contenere i costi? È ormai fuori da ogni dubbio che l’azienda abbia iniziato un piano di riduzione del personale, ma a quale scopo? È questo il piano di rilancio? O è solo l’inizio di una manovra ben più ampia che vedrà il proprio sviluppo nei prossimi mesi e/o anni? In questo caso sarebbe la conferma che, per l’ennesima volta, è stato fatto il passo più lungo della gamba. Perché si cerca di “mettere alla porta” con proposte d’incentivo all’esodo alcuni dipendenti che sono ritenuti dai vertici aziendali “problemi scomodi”? Perché l’azienda ha adottato il “tutti fanno tutto” per giustificare cambi o aggiunta di mansioni svolte da personale non adeguatamente formato che è inserito al posto dei colleghi professionalmente più preparati e con esperienza? Che cosa conta di più? La preparazione unita alla professionalità o la necessità di lavorare unità all’omertà? Risparmiare qualche stipendio, inciderà sul risultato televisivo? Purtroppo sì, ma lo farà in maniera negativa, riducendo al minimo la qualità! Queste sono alcune delle domande che ci piacerebbe porre all’editore, cosa che è resa particolarmente difficile dai continui “ostacoli” che nascono, puntualmente, ogni volta che è annunciata una sua imminente visita in azienda», proseguono da CISAL Comunicazione.
«Visita che, altrettanto puntualmente, è sempre stata annullata. Siamo certi che qualcuno non voglia assolutamente che le nostre parole arrivino alle sue orecchie… Ci domandiamo come mai non siano stati coinvolti in nessun modo entrambi i sindacati presenti in azienda, evidentemente fare le cose in gran segreto si dimostra ancora una volta il modus operandi preferito. Da tempo chiediamo un incontro, sempre con l’editore, per capire quale sarà il nostro futuro. Purtroppo stiamo ancora aspettando, da Natale, tra varie scuse banali inventate da alcuni soggetti con l’unico scopo di temporeggiare. Pensiamo che sia arrivato il momento di giocare a carte scoperte, è ora che la verità sia messa sul piatto. C’è poco da ridere, finora è toccato ad altri, ma il prossimo taglio potresti essere TU, che hai sempre pensato di essere intoccabile. In conclusione, la Segreteria adotterà ogni mezzo sindacalmente disponibile per tutelare i lavoratori. Perché noi siamo CISAL Comunicazione», chiudono dalla Segreteria Provinciale.



