Giovedì, 28 ottobre 2021 - ore 04.20

Dall’agroecologia il cambiamento per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica

Ridurre l’inquinamento di aria, acqua e suolo in agricoltura, privilegiando economia circolare, bioeconomia e chimica verde

| Scritto da Redazione
Dall’agroecologia il cambiamento per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica

La giornata di chiusura di Festambiente 2021 è stata dedicata interamente all’agroecologia. Dopo il lancio della campagna per il check-up dei suoli italiani promossa da La compagnia del suolo, il palco centrale ha ospitato il dibattito sull’agroecologia circolare con Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, Angelo Gentili, responsabile nazionale agricoltura Legambiente, Mino Taricco, Commissione agricoltura del Senato, Antonella Incerti, Commissione agricoltura della Camera, Gabriele Chilosi, Università della Tuscia, Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, Sonia Ricci, direttrice Agrinsieme, Massimiliano Cenacchi, direttore agricolo COPROB, Giorgio Baracani, vicepresidente Conapi, Benedetto Fracchiolla, consigliere Alce Nero e presidente del Biodistretto delle Lame, Giovanni Zucchi, vicepresidente oleificio Zucchi, Massimo Fileni, vicepresidente del gruppo Fileni, Marco Nocetti , responsabile ufficio produzione primarie Consorzio Parmigiano Reggiano, Roberto Chiesa, direttore commerciale Romagnoli S.p.A.  A coordinare il dibattito Francesco Loiacono, direttore de La nuova ecologia.

Con l’agroecologia, l’obiettivo di Legambiente è chiaro: «Ridurre l’inquinamento di aria, acqua e suolo in agricoltura, privilegiando economia circolare, bioeconomia e chimica verde». E a Rispescia si è parlato anche del ruolo delle api e degli insetti impollinatori per il mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi, a partire dal ruolo degli apicoltori nel percorso verso l’agroecologia. E poi c’è stato un approfondimento sui temi molto e drammaticamente attuali: incendi e siccità.

Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente, ha sottolineato che «La transizione ecologica è già in atto.  Adesso serve, in ogni modo e con ogni mezzo, potenziare la filiera sostenibile dell’intero sistema agroalimentare. Il rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori e il made in Italy devono rappresentare una spinta propulsiva per raggiungere pienamente l’obiettivo della conversione. Per farlo è fondamentale che venga approvata in via definitiva la legge sul biologico, una norma che manca e verso la quale bisogna andare a grandi passi e senza indugi. L’Italia è leader nel bio in Europa con 80 mila operatori e 2 milioni di ettari coltivati, pari al 15,8 % della superficie agricola utilizzabile nazionale. La Penisola si posiziona molto al di sopra della media UE, che nel 2018 si attestava all’8%, e a quella dei principali Paesi produttori come Spagna (10%), Germania (9%) e Francia (8%). Negli ultimi dieci anni, i terreni coltivati con metodo biologico sono aumentati di oltre il 75% e i consumi sono più che triplicati. Da ciò, si evince chiaramente come il Paese sia già un passo avanti rispetto alle norme e che, pertanto, l’approvazione della legge sarebbe altro che un efficace e strategico strumento per implementare il settore, renderlo più competitivo e contribuire a condurre l’intero sistema agroalimentare italiano verso una maggiore sostenibilità ambientale quanto mai necessaria. Altro tema su cui dobbiamo essere chiari è quello della PAC. La politica agricola europea deve essere coerente con gli obiettivi del green deal. Passare dai finanziamenti a pioggia al sostegno mirato alle scelte agroecologiche è fondamentale per imprimere un cambiamento prima di tutto culturale».

Nell’ambito della serata, anche la presentazione del libro “Agroecologia circolare: dal campo alla tavola. Coltivare biodiversità ed innovazione” a cura di Giorgio Zampetti e Angelo Gentili, e la premiazione degli ambasciatori del territorio, imprenditori agricoli, allevatori, apicoltori, artigiani che nel rispetto dell’ambiente sono custodi della tradizione, ma anche capaci di innovarsi per affrontare le sfide future.

Ciafani ha concluso: «L’agricoltura in Italia ha tutte le carte in regola per accelerare la transizione ecologica. l’emergenza climatica stia diventando sempre più grave. Siamo vicini a un punto di non ritorno, ma ancora in tempo per invertire la rotta. È urgente accelerare il passo nella lotta alla crisi climatica e dare gambe al cambiamento. I dati sulla città nell’estate che ci stiamo lasciando alle spalle sono preoccupanti. Le alte temperature stanno compromettendo in maniera irrimediabile i terreni, mettendo in ginocchio le economie di interi territori. L’estate 2021 è stata inoltre nuovamente segnata dagli incendi. Un problema cronico ormai, alimentato, tra le altre cose, dalla crisi climatica. Su questo fronte, è necessario che le Regioni applichino le norme ed elaborino piani antincendio per tempo».

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