Venerdì, 21 gennaio 2022 - ore 15.24

Fashion & High Street Report 2015 Federazione Moda Italia

Nel 2015 in crescita gli acquisti con carta di credito nel fashion retail (+3,7%).

| Scritto da Redazione
Fashion & High Street Report 2015 Federazione Moda Italia

Andamento generale stabile nelle locazioni immobiliari con positivi segnali di ripresa nelle città turisticamente più importanti, come a Milano in Via della Spiga, high street di prestigio, che si aggiudica il terzo posto della classifica nazionale con un canone massimo di locazione pari a 6.500 €/mq/anno, superando così Via del Corso a Roma con 6.000 €/mq/anno; per quanto riguarda i fatturati, il settore moda ha registrato nel 2015 una certa effervescenza rispetto al 2014, grazie anche ai turisti che hanno dimostrato di scegliere l'Italia come meta preferita del proprio shopping, attratti certamente anche dall'EXPO. In particolare, il comparto fashion (abbigliamento, calzature, pelletteria ed accessori) copre il 73% dell'interesse di acquisto tax free dei turisti stranieri extra UE. In aumento gli acquisti dei cinesi (+56%), che rappresentano un terzo del totale delle vendite, quasi il triplo delle spese dei russi in caduta libera (-41% rispetto al 2014). Milano si conferma la meta preferita per lo shopping tax free (34% sul totale delle vendite in Italia a stranieri extra UE), registrando nel 2015 un incremento del 17%, al secondo posto Roma (18% sul totale delle vendite) con un aumento più modesto (10%) rispetto a Firenze e Venezia che registrano entrambe incrementi del 27% rispetto al 2014. Al contrario e purtroppo, nei primi mesi del 2016 si è assistito ad un calo del 15% degli acquisti dei turisti cinesi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Milano sembra aver arginato quest’emorragia con un calo più contenuto del 6%. Va peggio a Firenze (-17%), Roma (-25%) e Venezia (-31%). Nel corso del 2015 sono stati positivi i dati sugli acquisti effettuati dagli italiani con le sole carte di credito (+3,7%), con situazioni territoriali quasi tutte in crescita tranne che in Sardegna (-8,5%), Basilicata e Calabria (-0,3%). Particolarmente interessanti (tab. 4) i dati di Trentino Alto Adige (che conferma il trend positivo con un +7,9%), Veneto (+5,6%) e Lombardia (+5,1%). Positività confermata dall’Osservatorio Acquisti CartaSi anche dagli acquisti con carta di credito nei primi mesi del 2016 (gennaio: +0,9%; febbraio: +4,7%; marzo: -0,9% e aprile: +6,7%). In leggero calo, ancora, i dati sui fatturati raccolti da Federazione Moda Italia sui negozi multibrand.

 Questi in sintesi alcuni dati del Fashion & High Street Report 2015 realizzato da Federazione Moda Italia-Confcommercio con World Capital Group, in collaborazione con Osservatorio Acquisti CartaSi Global Blue.

 Per Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia–Confcommercio: «il 2015 si è chiuso con una sostanziale stabilità di fatturati, ma in quattro anni il solo retail della moda ha visto chiudere in Italia circa 30mila negozi a fronte di 15mila che hanno aperto, di cui peraltro, la stragrande maggioranza a conduzione straniera. Questo dato, insieme all’analisi del nostro Fashion & High Street Report, ci consegna un quadro che si sbaglierebbe, però, a considerare un problema solo del commercio, quando in realtà riguarda l’intera collettività. In questi primi mesi abbiamo assistito a qualche seppur timido segnale positivo, ma sono ancora tante le imprese in sofferenza. Urge una strutturale riduzione delle tasse a famiglie e imprese, la conferma dell’eliminazione delle clausole di salvaguardia e un intervento di sostanza sulla riduzione della spesa pubblica. Solo così, e con una contestuale apertura dei rubinetti del credito, sarà possibile parlare di rilancio di consumi e di boccate d’ossigeno alla nostra imprenditoria tutta rigorosamente “made in italy”».

Le vie della moda nelle principali città italiane: Via della Spiga (Milano) supera Via del Corso (Roma)

 Dando uno sguardo ai canoni di locazione delle location prime, rispetto allo stesso periodo dell’anno 2015,World Capital Group registra nella città di Venezia una variazione evidentemente positiva, dove in alcuni casi raggiunge il +35%, In particolare, nella via di Calle Vallaresso da una media di 1.470 a 1.980 €/mq/anno e nella Via Frezzeria da una media di 1.650 a 2.250 €/mq/anno, stimolata dall’intervento di alcune riqualificazioni urbane e dalla crescente domanda di brand internazionali.

Milano e Roma, prestigiose capitali e fulcri delle più autorevoli e internazionali griffes di moda, continuano a rappresentare le mete più ricercate e di appeal nel retail high-street, con canoni che attestano un trend del +17%, rispetto all’anno precedente, a Milano in Via Montenapoleone, da una media di 5.750 a 6.700 €/mq/anno, e un +25% a Roma in Via Borgognona da una media di 2.000 a 2.500 €/mq/anno e in Via Frattina da una media di 1.400 a 1.750 €/mq/anno. Anche le città di Bologna e Genova beneficiano del periodo favorevole del mercato, specialmente Via del Archiginnasio a Bologna, che mostra un incremento del 13% rispetto allo stesso periodo nel 2015, da una media di 470 a 530 €/mq/anno.

Genova, registra un incremento massimo del 12% in Via Luccoli, da una media di 610 a 690 €/mq/anno.

 “L’immobiliare retail high-street, nel Nord e nel Centro Italia, sta affrontando egregiamente il periodo post crisi, mentre il Sud fatica ancora a seguire l’andamento, questo specialmente per le città come Catania e Bari - dichiara Neda Aghabegloo, Responsabile Ricerca di World Capital. Oggi, le High Street italiane si riconfermano mete favorevoli per gli investimenti e sviluppano evidenti incrementi anche nei brevi periodi. Medesima è la situazione negli ultimi sei mesi, dove si rileva una crescita accentuata a Roma in Piazza di Spagna (14%), a Firenze in Via Calzaiuoli (7%) e a Milano in Via della Spiga (6%)”.

Tab. 1 - Valori annui minimi e massimi per locazioni di 100 mq spazio commerciale nelle high street

 

MINIMO

MASSIMO

MILANO

57.000 €/ANNUI

870.000 €/ANNUI

ROMA

90.000 €/ANNUI

800.000 €/ANNUI

VENEZIA

135.000 €/ANNUI

505.000 €/ANNUI

FIRENZE

60.000 €/ANNUI

380.000 €/ANNUI

VERONA

50.000 €/ANNUI

275.000 €/ANNUI

TORINO

36.000 €/ANNUI

192.000 €/ANNUI

BOLOGNA

41.000 €/ANNUI

200.000 €/ANNUI

PALERMO

58.000 €/ANNUI

170.000 €/ANNUI

NAPOLI

65.000 €/ANNUI

170.000 €/ANNUI

BARI

40.000 €/ANNUI

125.000 €/ANNUI

GENOVA

39.000 €/ANNUI

99.000 €/ANNUI

Fonte: elaborazioni Federazione Moda Italia su dati World Capital Group

 La spesa dei turisti stranieri

Le difficoltà del mercato interno sono state in parte supportate dalla potenzialità dello shopping degli stranieri che, secondo i dati sul tax free di Global Blue per Federazione Moda Italia, nel 2015 ha registrato un incremento delle vendite del 16% per i prodotti di moda, abbigliamento, calzature, pelletteria ed accessori). Lo shopping straniero, in Italia, parla prevalentemente cinese (33% sul totale) e russo (12%) e provengono tutti dal Sud-Est asiatico i top spender per spesa media: Hong Kong (1.191 euro), Thailandia (1.151 euro), Singapore (901 euro). Lo shopping dei russi ha subito nel 2015 un importante stop, causato principalmente dalla crisi con l’Ucraina e dal deprezzamento del rublo, che ha fatto crollare del 41% gli acquisti rispetto al 2014. Un calo compensato, tuttavia, dall’incremento del 56% degli acquisti dei turisti cinesi.

 Tab. 2 – La spesa dei turisti extra Ue

PAESE

% VENDITE SUL TOTALE

2015

VARIAZIONE

VENDITE

2015

SPESA MEDIA

Cina

33%

+56%

944 €

Russia

12%

-41%

699 €

Stati Uniti

8%

+56%

930 €

Corea

5%

+47%

664 €

Giappone

4%

-10%

759 €

Taiwan

3%

+51%

726 €

Hong Kong

3%

+41%

1.191 €

Svizzera

3%

+20%

429 €

Singapore

2%

+3%

901 €

Thailandia

2%

+42%

1.151 €

Altri

25%

+14%

738 €

TOTALE

100%

+16%

801 €

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: elaborazioni Federazione Moda Italia su dati Global Blue

 

 

 Andamento settore moda

Dal monitoraggio di Federazione Moda Italia sull’andamento delle vendite nel 2015 nel settore moda, emerge una sostanziale stabilità dei fatturati rispetto al 2014 (-0,06%). Dato che vede una possibile convergenza con quanto rilevato dall’Osservatorio Acquisti CartaSi per Federazione Moda Italia che riscontra un piccolo incremento del 3,7% delle spese effettuate dagli italiani con carte di credito nei negozi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi, pari ad una spesa di oltre 10,5 miliardi di euro. Oltre agli accessori moda che hanno avuto un incremento del 5,7% rispetto al dato già positivo del 2014, si vede un segno più anche per l'abbigliamento (+4,3%) e per gli articoli sportivi (+0,4%). In calo le calzature (-2,8%) e la pellicceria (-18%). Pelletteria e valigeria registrano valori positivi, ma per effetto di variabili esogene non sono confrontabili. Quanto alle Regioni, le performance migliori interessano il Trentino (+7,9%), Veneto (+5,6%), Lombardia (5,1%), Friuli Venezia Giulia (+4,9%), Sicilia (+4,7%), Liguria (+4,4%), Marche (4,1%), Piemonte e Valle d'Aosta (+3,4%), Umbria (+3,4%), Toscana (2,7%), Lazio (2,4%), Emilia Romagna (2,4%), Campania (2,3%), Abruzzo e Molise (+1%), Puglia (+1%). Basilicata e Calabria registrano invece un dato leggermente negativo (-0,3%), mentre in forte in difficoltà è la Sardegna con un calo dell'8,5%.

 Tab. 3 - Andamento spese degli italiani con carta di credito nel fashion – 2015

pelletteria-valigerie*

+25,6%

accessori

+5,7%

abbigliamento

+4,3%

articoli sportivi

+0,4%

calzature

-2,8%

pellicceria

-18,0%

* La dinamica delle Pelletterie è enfatizzata da una riclassificazione merceologica

Fonte: elaborazioni Federazione Moda Italia su dati Osservatorio Acquisti CartaSi

 Tab. 4 - Performance regionali spese italiani nel fashion con carta di credito 2015

Trentino Alto Adige

+7,9%

Toscana

+2,7%

Veneto

+5,6%

Lazio

+2,4%

Lombardia

+5,1%

Emilia Romagna

+2,4%

Friuli Venezia Giulia

+4,9%

Campania

+2,3%

Sicilia

+4,7%

Puglia

+1,0%

Liguria

+4,4%

Abruzzo e Molise

+1,0%

Marche

+4,1%

Basilicata e Calabria

-0,3%

Piemonte e Val d’Aosta

+3,4%

Sardegna

-8,5%

Umbria

+3,4%

 

 

Fonte: elaborazioni Federazione Moda Italia su dati Osservatorio Acquisti CartaSi

 

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