Venerdì, 07 agosto 2020 - ore 00.24

Fotovoltaico e Autostrada CR Anche dai territori, scelte coerenti con il GREEN NEW DEAL del PD | Franco Bordo (Crema)

Seguo con particolare attenzione il dibattito pubblico relativo al collegamento viario Cremona-Mantova e quello relativo alla possibile realizzazione di un grande impianto fotovoltaico alle porte di Cremona ed esprimo alcune sintetiche considerazioni.

| Scritto da Redazione
Fotovoltaico e Autostrada CR Anche dai territori, scelte coerenti con il GREEN NEW DEAL del PD | Franco Bordo (Crema)

Fotovoltaico e Autostrada CR Anche dai territori, scelte coerenti con il GREEN NEW DEAL del PD | Franco Bordo (Crema)

Seguo con particolare attenzione il dibattito pubblico relativo al collegamento viario Cremona-Mantova e quello relativo alla possibile realizzazione di un grande impianto fotovoltaico alle porte di Cremona ed esprimo alcune sintetiche considerazioni.

Proposta di impianto fotovoltaico della Fondazione Cremona Solidale: tutti siamo a favore dell’energia rinnovabile, come la si realizza non è un fatto trascurabile. Il progetto proposto mi pare particolarmente invasivo per l’impatto ambientale e paesaggistico della zona e sottrarre all’agricoltura, alla produzione di alimenti, terreni particolarmente pregiati non mi pare una buona pratica. Ho ben presente, infatti, le audizioni in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati a cui ho partecipato, in cui l’Istituto Superiore Per Ricerca Ambientale (ISPRA) documentava come le installazioni a terra di questi impianti siano da considerarsi una forma di consumo di suolo e come queste vadano contenute e superate a favore di installazioni sopra superfici coperte già esistenti. L’Unione Europea, mentre sollecita la produzione energia con tale sistema, contestualmente raccomanda che non venga utilizzato suolo verde e aree agricole.

Autostrada Cremona-Mantova: mi domando, ma perché, dopo tutte le considerazioni avanzate in modo circostanziato in merito a costi/benefici da parte di tante associazioni del territorio, rimane ancora  in piedi questo “totem”?   Ma perché, dopo vent’anni che se ne parla e basta, dopo le reiterate prese di posizione della Regione che certamente non mostrano attenzione a quest’opera, i Rappresentanti del nostro territorio non sposano la soluzione alternativa, cioè la riqualificazione dell’ex statale? Con un esborso decisamente più contenuto avremmo un ottimo risultato, come quello che si sta conseguendo per il collegamento tra Crema e Milano, con la riqualificazione e il raddoppio della Paullese e senza pedaggi per gli utenti della strada.

Sono considerazioni che cerco di mettere in relazione anche con il nuovo corso politico e programmatico che il Partito Democratico ha adottato, o sta adottando, con l’attuale Segreteria guidata da Nicola Zingaretti. Lo faccio mostrando grande interesse verso questo nuovo percorso (Piazza Grande, le primarie che hanno eletto Zingaretti, i contenuti programmatici per le scorse Europee, il “Piano per l’Italia” adottato a gennaio), per le idee e i contenuti  che vengono proposti.  E’ da mesi che Zingaretti insiste sulla necessità di concretizzare un “Green New Deal”, una vera e propria rivoluzione verde che prevede solo opere strategiche, a basso impatto ambientale, adottando una politica (e una legge) contro il consumo di suolo. Sui territori, come si traduce in pratica questa nuova impostazione? Ancora con le ricette del passato?  Non mi pare coerente! Un Green New Deal presuppone un cambio di paradigma e di priorità, tant’è che oggi il PD nazionale per la prima volta colloca “crescita e ambiente” nella medesima casella, sullo stesso piano; una scelta che va sostenuta a tutti i livelli, anche quelli locali.

Possiamo provare a imboccare questa strada anche sul nostro territorio? Penso che ne ricaveremmo solo benefici. Economici, ambientali, di benessere.

Franco Bordo

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