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Gazprom vicina al gas di Israele

| Scritto da Redazione
Gazprom vicina al gas di Israele

 

Il monopolista statale russo firma un pre-accordo con la Levantine LNG Corporation per l’esportazione di oro blu liquefatto dal Mar Mediterraneo orientale. L’operazione mette a serio repentaglio il trasporto del gas israeliano in Europa, pianificato per diminuire la dipendenza dell’Unione Europea dalla Russia.

Un passo nel Mediterraneo orientale, un altro nell’estremo est del continente asiatico. Nella giornata di martedì, 26 Febbraio, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha firmato un pre-accordo con l’israeliana Levantine LNG Corporation per acquisire i diritti di esportazione di gas liquefatto dai giacimenti Tamar e Dail, ubicati nel Mar Mediterraneo, al largo delle coste di Israele.

Come riportato da Natural Gas Europe, il pre-accordo, che oltre alla firma di una lettera di intenti prevede la sigla di un documento ufficiale, mira anche a rafforzare la collaborazione tra il monopolista statale russo e le compagnie impegnate nell’area: la statunitense Noble Energy, e le israeliane Delek Drilling, Avner Oil Exploration, Isramco Negev-2, e Dor Gas.

L’interesse di Gazprom per il controllo dell’esportazione del gas estratto dai giacimenti israeliani è orientato al mantenimento da parte di Mosca dell’egemonia nel mercato energetico dell’Unione Europea.

L’oro blu proveniente dalle acque territoriali di Israele è infatti considerato una fonte di approvvigionamento utile all’UE per diminuire la dipendenza dalle forniture di gas della Russia, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo dell’Unione Europea.

Per garantire il trasporto del gas dai giacimenti del Mediterraneo Orientale, Israele, Grecia e Cipro hanno varato un’alleanza a sostegno del progetto che, tuttavia, ha subito rallentamenti a causa della situazione economica di Atene, e dell’opposizione alla vendita di oro blu israeliano nel mercato UE esercitata da parte della Turchia.

La posizione di Ankara è determinata dal ruolo chiave che il territorio turco copre nel Corridoio Meridionale UE: fascio di gasdotti che la Commissione Europea, per limitare la dipendenza energetica dalla Russia, ha progettato per veicolare direttamente in Europa gas proveniente dall’Azerbaijan.

Se da un lato l’avvio dell’importazione di gas liquefatto da Israele consente all’Europa di contare su una fonte supplementare di approvvigionamento, dall’altro mette in discussione l’importanza della Turchia come Paese unico di transito dell’oro blu alternativo a quello russo.

Con l’acquisizione del controllo delle esportazioni di gas liquefatto da Israele, Gazprom può non solo disinnescare un’insidia al suo monopolio in Europa, ma anche avviare l’esportazione di oro blu nei mercati del Medio Oriente.

Di pari passo, il monopolista statale russo ha avviato la costruzione di un rigassificatore nei pressi di Vladivistok, nell’estremo oriente della Russia, per incrementare le esportazioni di LNG della Russia nei mercati asiatici.

Un progetto politico per rafforzare la posizione della Russia nel mercato globale

La mossa di Gazprom in Estremo Oriente mira a sfidare in Asia gli Stati Uniti d’America, che con l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti domestici di shale -gas liquefatto ubicato in rocce porose a bassa profondità estratto con sofisticate tecniche di fracking operate solo in Nordamerica- hanno incrementato le esportazioni di LNG nel continente asiatico, in particolare in Corea del Sud, India, Singapore e Indonesia.

D’altro canto, l’interesse per il mercato del gas liquefatto in Asia permette a Gazprom di concorrere con il crescente ruolo nell’area acquisito dal monopolista statale russo del greggio, Rosneft, che di recente ha stretto cooperazioni con alcune compagnie giapponesi e sudcoreane, ed ha preventivato l’avvio dell’esportazione di LNG nel mercato asiatico.

Malgrado le apparenze, sia Gazprom che Rosneft sono due mezzi di cui la Russia si avvale per realizzare scopi geopolitici mediante l’utilizzo delle risorse energetiche.

Oltre al mantenimento dell’egemonia in Europa mediante la costruzione di gasdotti, come il Nordstream e il Southstream, che incrementano la dipendenza del’UE dagli approvvigionamenti di gas di Mosca, la Russia ha tra i suoi obiettivi il contrasto degli USA in Asia, ed il controllo dei ricchi giacimenti di oro blu dell’Oceano Artico, su cui il Cremlino deve competere non solo con Washington, ma anche con Norvegia, Canada e Danimarca.

Matteo Cazzulani

 

 

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