Venerdì, 24 gennaio 2020 - ore 05.19

Il conflitto Siria: Cgil, Cisl e Uil manifestano Lunedì 14 a Roma

Presidio in piazza Santi Apostoli alle 17.30 del 14 ottobre. "Facciamo appello al governo italiano affinché si attivi per un'iniziativa europea che riveda gli accordi con la Turchia e si faccia garante di una soluzione pacifica"

| Scritto da Redazione
Il   conflitto  Siria: Cgil, Cisl e Uil manifestano Lunedì 14 a Roma

Il conflitto  Siria: Cgil, Cisl e Uil manifestano Lunedì 14 a Roma

Presidio in piazza Santi Apostoli alle 17.30 del 14 ottobre. "Facciamo appello al governo italiano affinché si attivi per un'iniziativa europea che riveda gli accordi con la Turchia e si faccia garante di una soluzione pacifica"

Cgil Cisl e Uil lanciano una mobilitazione per lunedì 14 ottobre alle ore 17.30 a piazza Santi Apostoli a Roma e invitano le proprie strutture ad attivarsi con iniziative a livello territoriale. Le tre sigle, si legge in una nota firmata dai segretari confederali Nino Baseotto, Giorgio Graziani e Pierpaolo Bombardieri, "esprimono la loro profonda preoccupazione di fronte ai bombardamenti contro la popolazione curda nel nord della Siria e all’ingresso di truppe turche in Siria".

Una escalation militare che si sta generando nella Siria già martoriata dalla guerra cominciata nel 2011 con oltre 250.000 vittime, quasi la metà civili, che hanno perso la vita nel conflitto violento contro l’Isis. Così prosegue la nota di Cgil, Cisl e Uil: "Il conflitto, per il quale si era costituita una coalizione internazionale dal 2014 con il sostegno degli Stati Uniti di Barack Obama, aveva visto soprattutto donne e uomini dell’esercito curdo battersi in prima linea per respingere l’offensiva del sedicente stato islamico e finalmente costringerlo alla resa. La decisione del presidente della Turchia Erdogan di attaccare di nuovo la Siria di Bashar Assad, con lo scopo di liberare l’area dai curdi, ha avuto sostanzialmente il via libera dal presidente Usa Donald Trump, che ha così voltato le spalle ai combattenti che hanno guidato la resistenza contro i fondamentalisti islamici dell’Isis".

"In tutto questo – osservano i sindacati – assistiamo al silenzio dell’Europa, che fino a oggi ha stretto un accordo con la Turchia, chiudendo un occhio sulla più che discutibile guida politica di Erdogan, in totale contrapposizione con i principi di difesa dei diritti umani cui tutti i valori europei sono ispirati, pagando 6 miliardi di euro per il mantenimento dei campi profughi degli esuli siriani. Europa che tace anche di fronte alla minaccia di inviare i profughi verso l’Europa".

Cgil, Cisl e Uil esprimono la preoccupazione dei lavoratori italiani di fronte all’aggravamento della crisi che già determina ulteriori perdite di vite umane e potrebbe destabilizzare completamente gli equilibri politici internazionali.

 

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