Domenica, 14 aprile 2024 - ore 14.05

Il francobollo speciale per i 150 anni della SPD

| Scritto da Redazione
Il francobollo speciale per i 150 anni della SPD

Può un francobollo valere come critica al nostro dibattito politico, divenuto ormai un ramo dello show-biz? Dopo il quasi-ventennio berlusconico, c'è chi ha potuto condurre una trionfale campagna elettorale in forma di spettacolo teatrale gratuito, incentrato sull'autopromozione di un unico grand'attore, eludendo ogni confronto tra candidati.
Obiettivamente, solo Bersani si è sottratto alla deriva spettacolare. Dopo essersi portato Monti sulla groppa per un anno e mezzo, il segretario del PD ha riaperto la contendibilità per la leadership di coalizione anche a chi statutariamente non ne aveva alcun diritto e ha vinto le primarie in campo aperto, con tutta la stampa cosiddetta indipendente schierata contro.
Infine, ha affrontato le urne dopo che Berlusconi se l'era "data a gambe" dalla strana maggioranza e dopo che Monti era "salito in politica" nel modo e con gli esiti noti. Nonostante tutto ciò Bersani ha conquistato la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato. Ha preso più voti degli altri. È in grado di determinare l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Non paia poco.
Ma è rimasto sotto le aspettative. Erano sbagliate le aspettative? No, dicono gli esperti: "Se ci fosse stato Renzi". È l'ultimo leitmotiv nuovista che sostituisce la retorica sul Partito del Terzo Millennio. Ricordate quel millennio durato sei anni, che avrebbe dovuto portare le primarie di collegio e di pianerottolo? Dimenticate tutto ciò. Basta primarie. Adesso ci vuol Renzi. Lui sì che vincerebbe, scrivono. Oppure, in subordine, si accorderebbe per il governissimo.
Eccoci al governissimo. Che equivarrebbe a provocare una doppia scissione nel PD: 1) scissione dalla base elettorale e 2) scissione anche da ogni patto interno e di coalizione. Se non che la parola "scissione" sembra brutta. Infatti, la si chiama "spacchettamento" o anche "separazione consensuale". Si ritornerebbe a un "Centro" alleato della "Sinistra". E la guida della coalizione di centro-sinistra andrebbe – sim sala bim – al Renzi. Ma senza primarie come ai tempi beati di Rutelli, a meno che non si torni a primarie non contendibili come con Veltroni.
Intanto il Sindaco di Firenze proclama eterna fedeltà al Partito e si appella allo spirito unitario. "Unitario è un aggettivo piacevole all'orecchio e perciò molto usato", scriveva Ignazio Silone: "In politica esso serve a mascherare il contrario, e così un gruppo di uomini che si organizza per provocare una scissione nel proprio partito... non si chiamerà mai e poi mai gruppo scissionista, ma volentieri e di preferenza, gruppo unitario".

fonte:
Organo della F.S.I.S., organizzazione socialista italiana all'estero www.avvenirelavoratori.eu 

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