Martedì, 22 settembre 2020 - ore 03.45

In Messico, nuova edizione del libro ‘SIGLO XXI- La economia del terror?’- di Agostino Spataro e Giuseppe Lo Brutto

SCENARI DELLA CRISI DEL MONDO IL NOSTRO BEL LIBRO MESSICANO: "Siglo XXI, La economia del terror?"

| Scritto da Redazione
In Messico, nuova edizione del libro ‘SIGLO XXI- La economia del terror?’- di Agostino Spataro e Giuseppe Lo Brutto

In Messico, nuova edizione del libro ‘SIGLO XXI- La economia del terror?’- di Agostino Spataro e Giuseppe Lo Brutto

SCENARI DELLA CRISI DEL MONDO IL NOSTRO BEL LIBRO MESSICANO: "Siglo XXI, La economia del terror?"

Con l’inizio del nuovo secolo, all’orizzonte del nostro futuro si profila una tendenza inquietante, maturata nell’ambito delle oligarchie neoliberiste dell’Occidente: il frequente ricorso alla guerra, anche locale, come risposta ai problemi insorti con la crisi globale. Tale tendenza è insita nella natura violenta, nella stessa dinamica del capitalismo internazionale. Tuttavia, oggi, appare anche come una reazione metodica alle difficoltà crescenti d’imporre il suo modello politico-culturale e consumistico. Più che un fenomeno ciclico, essa parrebbe denunciare una difficoltà, perfino un declino, non tanto del sistema capitalistico in se stesso quanto dell’egemonia occidentale sul terreno dell’economia e della cultura. Siamo a un cambio d’epoca? Si vedrà, nel tempo.

Intanto, appare necessaria un’analisi più puntuale, più precisa dei sanguinosi conflitti aperti in varie parti del pianeta; vere e proprie guerre locali che provocano morte e distruzioni, specie laddove più si concentrano le principali riserve minerarie, di energie fossili (petrolio e gas), di acqua e di beni alimentari. Con questo libro cercheremo di analizzare, in particolare, la situazione di due aree fondamentali del Pianeta, ricche di materie prime e di contrasti sociali, dove tali processi sono in corso d’opera: l’America Latina e la regione Mena (acronimo di “Middle East North Africa” comprendente il Medio Oriente e il Mediterraneo) nelle loro relazioni con le nuove superpotenze dell’economia e della finanza.

C’è chi sostiene che tale conflittualità sia propedeutica al “nuovo ordine internazionale” e pertanto  necessaria per garantire la transizione dal vecchio ordine al nuovo. Eppure, dal crollo dell’Urss e del sistema dei Paesi a economia socialista (Comecon) è passato un quarto di secolo e la “transizione” può dirsi compiuta, almeno sul terreno politico ed economico. Tuttavia, il “nuovo ordine” non è arrivato o, peggio, si presenta come un nuovo, pericoloso disordine internazionale. Ideologicamente, il neo-liberismo ha vinto ed è dilagato anche nei territori ex socialisti. A cominciare dalla Cina che si ostina a proclamarsi socialista seppure la sua economia sia perfettamente inserita nel sistema globale di produzione capitalista.

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