Sabato, 02 luglio 2022 - ore 16.36

L’UE vuole diventare uno dei maggiori produttori di batterie al mondo

| Scritto da Redazione
L’UE vuole diventare uno dei maggiori produttori di batterie al mondo

Nel 2018, i Paesi dell’Unione europea producevano solo il 3 % della capacità di produzione mondiale delle celle di batterie a ioni di litio, la tecnologia d’avanguardia nel settore dei veicoli elettrici, la Cina ne produceva circa il 66% e Corea del Sud, Giappone e altri Paesi asiatici  il 20 % in. La catena del valore delle batterie include molte fasi: dall’estrazione e trasformazione delle materie prime, alla produzione e assemblaggio delle celle di batterie e al riciclaggio o smaltimento delle batterie. Nel 2018, la Commissione europea ha pubblicato il “Piano d’azione strategico per le batterie” con il quale propone misure per sostenere la creazione di una catena del valore delle batterie in Europa. Nel 2020, ha proposto che la direttiva su pile e rifiuti di pile del 2006, che resta l’unico atto normativo finora dedicato all’argomento, venga sostituita da un regolamento attualmente in corso di adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio Ue.

L’Audit preview “Becoming the world’s second largest battery producer” pubblicato dalla Corte dei conti europea fornisce i primi risultati dell’indagine per «Verificare se le misure della Commissione europea per creare nell’Ue una catena del valore per le batterie competitiva e sostenibile a livello mondiale siano efficaci e se i progetti finanziati negli Stati membri consentano di ottenere il massimo impatto possibile con i finanziamenti dell’Ue».

Gli auditor della Corte andranno nei Paesi in cui sono in corso i progetti riguardanti le batterie che hanno ricevuto i maggiori finanziamenti (Germania, Spagna, Francia, Polonia, Svezia) e in Portogallo, il Paese con le più consistenti riserve conosciute di litio in Europa.

La Corte dei conti Ue spiega che «L’audit viene realizzato a fronte di un rapido incremento della produzione europea di batterie atteso nell’Ue entro il 2025, per cui l’Ue si appresterebbe a diventare il secondo produttore mondiale di batterie dopo la Cina». Nella rassegna preliminare all’audit, gli auditor della Corte osservano che «L’aumento della produzione sostenibile di batterie nell’Ue non solo faciliterà la transizione verso l’energia pulita nell’Ue, ma sarà essenziale per la competitività della sua industria automobilistica, riducendone la dipendenza dai fornitori di batterie di paesi terzi. L’Ue avrà inoltre il compito cruciale di garantire un approvvigionamento sicuro di materie prime».

Annemie Turtelboom, che dirigerà l’audit, sottolinea che «Le batterie sono fondamentali per una Europa che vuole essere protagonista sulla scena industriale mondiale, guidare la transizione verso le energie pulite e puntare all’autonomia strategica. La Corte esaminerà se l’azione dell’Ue promuove un boom delle batterie in Europa e contribuisce ad una catena del valore competitiva e sostenibile».

La Commissione Ue ha stabilito che, per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, occorre assolutamente sviluppare e produrre batterie in Europa in modo sostenibile e negli ultimi anni, ha destinato significativi finanziamenti al settore, tendenza che dovrebbe mantenersi in futuro. La Corte dei conti europea fa notare che «Entro il 2025, la produzione europea di batterie dovrebbe quasi decuplicare rispetto al 2020, passando da 44 GWh (6 % della capacità mondiale) a 400 GWh, coinvolgendo 800 000 posti di lavoro e generando un’attività economica di circa 250 miliardi di euro all’anno. Per sostenere una crescita così rapida, trainata principalmente dall’accresciuta domanda di veicoli elettrici, l’UE dovrà garantirsi un accesso sicuro alle materie prime. Nell’Ue, però, materiali indispensabili come il litio, il cobalto e il nickel non sono prodotti in quantità sufficienti a coprire l’attesa impennata della domanda futura e il rischio di carenze di materie prime, aggravato ulteriormente dalla guerra in Ucraina, inciderà negativamente anche sulla produzione di batterie dell’Ue e sulla sua autonomia strategica».

La Commissione ha affrontato questo rischio concentrandosi sull’approvvigionamento sostenibile e diversificato e su catene di valore resilienti. Secondo l’Audit preview, «Le stime iniziali mostrano che il bilancio dell’UE ha fornito almeno 1,25 miliardi di euro di sovvenzioni a progetti relativi alle batterie tra il 2014 e il 2020 ed altri 500 milioni a titolo di garanzie sui prestiti. Il programma faro di ricerca e innovazione dell’UE, Orizzonte Europa, ha destinato 925 milioni di euro a questo settore per il periodo 2021‑2027, e traguardi e obiettivi al riguardo sono stati inclusi anche in alcuni piani nazionali per la ripresa e la resilienza». Gli auditor della Corte esamineranno la strategia e gli obiettivi della Commissione Ue per la catena del valore delle batterie nell’Ue e ne verificheranno la coerenza con le strategie più generali dell’Ue in materia di neutralità climatica e di mobilità sostenibile. Inoltre, verificheranno se la Commissione abbia scelto strumenti adeguati ed efficaci per intervenire in questo settore fortemente trainato dall’industria, in che modo abbia assegnato i finanziamenti dell’Ue al settore tra il 2014 e il 2020 e quali risultati siano stati finora conseguiti».

(Fonte Greenreport)

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