Martedì, 17 settembre 2019 - ore 01.51

Le Comunità Socialiste Cremonesi

Sull'elezione del presidente dell'amministrazione provinciale e la crisi di governo

| Scritto da Redazione
Le Comunità Socialiste Cremonesi

Egregio Direttore,

intervengo qui, sull’Eco del Popolo, come peraltro già fatto sul quotidiano La Provincia sempre in data odierna, in qualità di coordinatore della Comunità Socialista Cremonese, in merito all’elezione, fissata per oggi 25 agosto, del Presidente della Provincia.

Lo faccio per una questione di trasparenza delle posizioni e per rimediare ad un “refuso”, deducibile dalla lettura degli apprezzabili servizi di approfondimento che il quotidiano La Provincia ha dedicato all’evento. Ieri La Provincia ha pubblicato, nel contesto del paginone-tribuna, un quadro sinottico concernente la configurazione delle alleanze che reggono il governo dei 113 Comuni del territorio provinciale.

E’ caduto l’occhio su quel “centro-destra” attribuito alla maggioranza che da tre anni regge l’amministrazione del Comune di Pizzighettone. Anche a nome dei referenti locali della Comunità Socialista, da anni e coerentemente supporters della lista indipendente di Fulvio Pesenti, corre l’obbligo dissentire da tale qualificazione controfattuale. In quanto l’attuale governo comunale è retto, a meno che qualcosa sia cambiato ad insaputa dei contraenti l’alleanza, è conseguenza della ricerca di un impegno civico; nel quale si sono ritrovati cittadini vogliosi di lavorare per la buona amministrazione della cittadina dell’Adda, a prescindere dei convincimenti politici. Diversamente gli appartenenti alla ex lista Pesenti, i cui voti sono risultati determinanti nel tempo, non si sarebbero prestati a compromessi per testimonianze istituzionali con “liste di campo”.

Salendo per li rami del quadro provinciale, la precisazione di cui sopra appare coerente e congrua a ribadire nelle pagine del quotidiano La Provincia la posizione che la Comunità Socialista ha ieri espresso con un editoriale, apparso su questa testata telematica ('Fermare la caduta libera del territorio'), in merito al “confronto” (sic!) in corso al livello politico-territoriale in merito all’aggiudicazione della poco ambita (viste le criticità incombenti su un’istituzione sputacchiata dai superiori livelli di potere) poltrona di Corso Vittorio Emanuele. Il declino della provincia è ormai in caduta libera e, probabilmente, senza ritorno. Una testimonianza consapevole avrebbe preteso un sussulto di consapevolezza, suscettibile di far coincidere la volontà di continuare la sostanzialmente gestione condivisa dei mandati Vezzini, Azzali e, soprattutto, Viola con una candidatura non partisan. Invece, per motivazioni insondabili al genio speculativo dei comuni mortali, il parterre dei 1307 grandi elettori si dividerà nell’opzione tra un candidato di centro-destra espressione di una parte dello schieramento di centro-destra ed un candidato di centro-destra espressione del centro-sinistra (o di una parte del centro-sinistra).

Di conforto è il fatto che entrambi siano espressione del territorio cremasco, costituente una novità assoluta ed inspiegabile nella storia degli ultimi settant’anni.

Del coinvolgimento, diretto e di prima fila, del consistente plotone di liste e consiglieri ispirati dal “civismo” (vero perno del mantenimento dell’intelaiatura partecipativa e democratica su cui regge l’amministrazione delle comunità locali) e, ultimo ma non ultimo, della chiarezza della filiera attraverso cui si è snodata la scelta inconsiderata e, temiamo, pregiudizievole, non si mette conto, nella mentalità dei protagonisti della politica autocratica, fornire doverosi chiarimenti.

Per questa serie di motivi, la Comunità Socialista, ben consapevole della limitatezza della propria rappresentanza istituzionale sul territorio, ribadisce il proprio sul format sulla base del quale si svolgerà l’elezione di oggi, invitando i propri referenti locali a partecipare al voto per fornire un contributo di legittimazione istituzionale e a votare prescindendo alle logiche di campi predeterminati da ideologismi.

 

Per la Comunità Socialista cremonese

Tommaso Anastasio

 

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I socialisti della provincia di Cremona.

Noi che non ci riconosciamo né nel Pd né nel M5S, oggi in trattativa per la soluzione della crisi del governo giallo-verde, con questa presa di posizione, manifestiamo la nostra contrarietà a sostenere il tentativo in corso, ritenendo essenziale un preventivo e chiarificatore ricorso alle urne.

Di fronte alle contraddizioni della attuale sinistra italiana, noi invitiamo le forze del centro sinistra a seguire l’indicazione, rivelatasi poi vincente, di Jacques Delors, data ai socialisti francesi : meglio perdere un’elezione che perdere l’anima.

Soprassedere sui miseri e prevalentemente demagogici risultati della alleanza M5S – Lega, chiaramente sfuggente all’impegno della approvazione della prossima manovra economica, consentendo ai primi, peraltro già dimezzati nei consensi, di cambiare disinvoltamente alleato, “perché occorre salvare la patria”, riteniamo sia un errore e comunque una giustificazione modesta, estranea ad una sinistra valoriale, senza l’assillo di ritornare al potere.

Nella situazione creatasi, più confacente pensiamo sia sostenere un governo elettorale che affronti le scadenze finanziarie previste nei prossimi mesi  e porti il Paese al voto nella prossima primavera.

I socialisti, dopo decenni di partecipazione al voto, solo per senso civico, senza attrazioni politiche, ovunque collocati, non dovrebbero fare altro che aprire un confronto straordinario tendente alla presentazione di una lista con un simbolo ed una politica espressamente socialista, alle prossime elezioni.

In questa ottica, la Comunità socialista cremasca, quella casalasca e quella cremonese, convengono sulla opportunità di iniziare subito a:

smascherare gli imbrogli della seconda repubblica: la personalizzazione della politica, il superamento dei partiti, le leggi elettorali di tipo maggioritario.

riallacciare i rapporti con gli uomini e le donne di cultura, con i politici notoriamente generosi e disinteressati, con i tanti giovani preoccupati del loro futuro, con le associazioni, ed i circoli attivi nel sociale,

lavorare per la definizione di un progetto minimo comune sulla democrazia, sul lavoro, sull’ambiente,​

superare ogni particolarismo che possa essere di ostacolo alla ricostruzione di un partito socialista del XXI secolo, degno della propria storia.

 

Per le comunità socialiste cremasca, casalasca e cremonese

Virginio Venturelli, Tommaso Anastasio, Sergio Denti

 

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