Martedì, 16 agosto 2022 - ore 17.39

Le destre europee di Renzo Balmelli

Non sfondano, non ancora, ma crescono a vista d'occhio

| Scritto da Redazione
Le destre europee di Renzo Balmelli

ALLARME. Povera Europa. Il passato, il suo passato, ma non quello nobile , bensì quello degli istinti più riposti, tenta di riacciuffarla e di imprigionarla ai suoi fantasmi. In Francia e in Ungheria, la deriva reazionaria ha provato a riaprire le ferite del Novecento. Due volte di troppo. Dai sepolcri imbiancati escono ombre minacciose, spudoratamente nostalgiche, se non addirittura antisemite, razziste e violente. E non sono percentuali striminzite o ferme al palo. Tutt'altro, Magari non sfondano, non ancora, ma crescono a vista d'occhio . Mentre manca meno di due mesi all'appuntamento con le urne, nell'UE si moltiplicano i campanelli d'allarme, da prendere maledettamente sul serio, poiché qualsiasi omissione potrebbe avere conseguenze fatali per il suo assetto democratico, votato alla solidarietà tra i popoli, non all'esclusione.

IDEE. Si parte da lontano, nientemeno che dalla Serenissima, per aprire una discussione ad ampio raggio sulle " idee che non si arrestano". Giusto e sacrosanto. La loro libertà di circolazione è uno dei capisaldi dello storico trattato di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa. Ma quali idee? Qualche difficoltà comincia a sorgere al momento di definirle . Inquadrare le pulsioni dei " cospiratori" veneti, ispiratori del referendum irredentista, ad alcuni può dare il mal di pancia. Provocazione o cos'altro? Dalla lettura dei giornali sembrerebbe che dietro la farsa del bulldozer trasformato in caro armato si nascondano risentimenti da " piccola patria" con scarse prospettive e molta velleità. Ma attenti: anche le Le Pen e gli Orban seminando vento finiscono col raccogliere voti che con le idee hanno poco a che fare e molto invece con i disegni a volte disastrosi della mente.

RICATTI. Come quando si invertono i fattori, se al posto di Catilina ci metti Silvio il prodotto non cambia. Ormai sono vent'anni che il veterano di Arbore abusa della pazienza degli italiani e ancora non è sazio. Nel vederlo in questi giorni, avvinghiato al suo potere ormai logoro, sembra un naufrago sul "Radeau de la Méduse". Per uscire di scena a testa alta servono dignità e coraggio, ma l'ostinazione dell'ex Cavaliere, con i suoi ricatti spuntati alla democrazia e il suo elemosinare favori che nessuno è disposto a concedere, fa impressione. La grandezza di un leader, se tale vuole essere, si misura anche dalla capacità di intuire per chi suona la campana e di rendersi conto, nel vano inseguimento di una eternità politica impossibile, che un giorno suonerà anche per lui. Anzi, è già suonata. Tra i suoi ci vorrebbe un Cicerone per dirgli la verità, ma se esiste se ne sta zitto.

FASCINO. Da vent'anni, fin dal debutto nel marzo 1994 sulle pagine della Sellerio, davanti a lui tremano i potenti e non ci sono intrallazzi che possano resistere alle sue formidabili doti investigative. Uscito dalla penna di Andrea Camilleri, il commissario Montalbano è diventato un fenomeno mondiale che parla in quasi tutte le lingue pur con l'intercalare dialettale che ne rende ancora più intrigante la lettura. Il felice matrimonio con la televisione sullo sfondo di una bellezza panoramica mozzafiato, ne ha fatto – se così si può dire – un prodotto di esportazione del made in Italy che ha raggiunto cifre da capogiro. Milioni di lettori nelle varie traduzioni e quasi un miliardo di telespettatori. Come la scrittura dell'autore, col passare del tempo anche il personaggio si è evoluto, ma il suo fascino è rimasto inalterato e sembra destinato a crescere ancora prima di andare in pensione.

DUBBIO. Quando Torino ha deciso di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini, sulla rete si è scatenata una " bagarre" a colpi di pensieri e commenti personali che pur senza avere grandi pretese sociologiche offre comunque uno spaccato abbastanza interessante , ancorché virtuale, del clima nel quale siamo immersi. Coloro che scrivono e si sfogano sul blog sono persone intorno a noi convinte ancora oggi che il Duce " abbia scolpito il suo nome nella storia grazie a un immenso lavoro di opere e di ideali sublimi". Mentre un altro aggiunge che Mussolini "sarà contento di non dover condividere nulla con una città di pagliacci e cialtroni". Che dire? Ognuno ha il diritto di comunicare, tuttavia senza dimenticare la massima di Confucio: "Meglio stare zitti, dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio".

Fonte:

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI. La più antica testata della sinistra italiana, www.avvenirelavoratori.eu Organo della F.S.I.S., organizzazione socialista italiana all'estero fondata nel 1894 Sede: Società Cooperativa Italiana - Casella 8965 - CH 8036 Zurigo Direttore: Andrea Ermano

    

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